Thursday 09 February 2012, 16:07

Ridateci Paparazzin!

Oggi è domenica. Non so voi, ma io come ogni buon cristiano che aspetta la domenica per santificare la festa andando a messa, aspettavo la domenica per acquistare Liberazione e deliziarmi con il paginone satirico Paparazzin . Era un’ appuntamento al quale non rinunciavo. Come sappiamo, a causa dei problemi interni al quotidiano, dei quali non intendo trattare qui (nè è la sede appropriata nè si ha la competenza per farlo) si è deciso che non è più il caso nè di ridere nè di sorridere. Ricomponiamoci tutti e cerchiamo di essere seri. Niente più Paparazzin.

Ora, il discorso potrebbe anche filare liscio se la serietà che viene a noi richiesta ci fosse d’esempio da parte della direzione. Se a questo, militanti e lettori dobbiamo essere educati, siamo pronti al sacrificio. Lo siamo sempre stati e anche questa volta non ci sottraiamo, abbiamo capito, il momento è critico, ci siamo rimessi a studiare, ci stiamo applicando  (soprattutto in riguardo al concetto di “comunismo”) e siccome la riflessione a tal proposito è molto seria, complessa ed esige da parte nostra impegno e rigore, rinunciamo volentieri al nostro amato paginone domenicale per dedicarci all’approfondimento. Tuttavia, da quando Paparazzin non esce più, nessuno di noi si è accorto che siamo per questo usciti dalla dimensione del ridicolo. Noi, credete, ci proviamo a riflettere seriamente sulla parola indicibile, ma ci vien difficile quando continuamente leggiamo di chi si dichiara propenso asuperare la forma partito perchè solo al di fuori di questa mappa può esservi salvezza (basta un messia e il resto vien da sè). Leggiamo attentamente, ci riflettiamo, meditiamo, e poi subito il giorno dopo qualcuno smentisce, qualcuno sempre facente parte della parrocchia del precedente, che lo rimprovera di intemperanza, gli dice di parlare per sè perchè quello non era il pensiero del parroco della parrochia a cui appartengono entrambi… insomma, verrebbe da dire: ma perchè prima di scrivere non vi telefonate a casa e vi mettete d’accordo? Lo dico senza malizia e provocazione. Lo sapete, noi siamo umili militanti molto limitati mentalmente, facenti parte di un piccolo partituccio composto da compagnucci settari e identitari, un po’ duri di comprendonio. Abbiate pazienza. Legger certe cose non ci aiuta a superare la crisi, al contrario, ci inquieta non poco e ci confonde sulla riflessione.

Ed ecco che la domanda sorge spontanea. Come potrebbe aiutarci il nostro giornale? Aiutare noi e anche se stesso nella diffusione, che non sarebbe una cattiva idea, vista la situazione economica? Io un’idea ce l’avrei. Diamo spazio alla satira. Ridateci Paparazzin!

Innanzi tutto chiariamo il concetto di satira. La satira non è nè comicità nè sfottò. Al contrario, è l’esternazione paradossale di un difetto che esiste. Lavorando su questo, l’autore satirico ne mostra le contraddizioni e ne promuove il cambiamento, quindi ha una funzione altamente etica. Spesso la satira dice quello che gli Organi ufficiali non vogliono o non possono dire. Queste caratteristiche sono state sottolineate anche dalla Corte di Cassazione che si è sentita in dovere di dare una definizione giuridica di cosa debba intendersi per satira:

« È quella manifestazione di pensiero talora di altissimo livello che nei tempi si è addossata il compito di castigare ridendo mores, ovvero di indicare alla pubblica opinione aspetti criticabili o esecrabili di persone, al fine di ottenere, mediante il riso suscitato, un esito finale di carattere etico, correttivo cioè verso il bene. »
(Prima sezione penale della Corte di Cassazione, sentenza n. 9246/2006)

A Liberazione si deve riconoscere un grande merito: aver proposto Paparazzin quando Rifondazione Comunista era al Governo, non sottraendosi così all’autocritica del tono canzonatorio dei bravissimi vignettisti del paginone. Oggi, che più di ieri questo Partito avrebbe bisogno di una seria e illuminata riflessione sui nostri limiti e difetti di comunisti, Liberazione ci priva di quest’input. Perchè probabilmente, in questa fase delicata e complessa anche “Il PRC ha deciso: la satira ha scassato la minchia”, come riportava un numero di luglio di Paparazzin.

A questo punto parte il mio appello

Libera Liberazione in libera Satira – LiberiamoPaparazzin

Diamo modo alla satira di farci riflettere seriamente durante la settimana, con la sua autocritica ad aiutarci ad individuare difetti e ostacoli e magari ad elaborare soluzioni. E poi alla domenica diamo spazio all’inserto di Liberazione e del suo direttore. Che certamente ci delizierà con le sue proverbiali perle di saggezza. Così, tanto per distenderci dalla riflessione settimanale e farci due sane risate.

E al prossimo Congresso di Rifondazione tutti sulla Mozione Paparazzin. Candidato alla segreteria Alvise Spanò. -)



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  1. Doriana Goracci | 24 novembre 2008 09:54 | Rispondi

    La critica ha scassato la minchia, a tutti ipartiti e le loro mozioni, al punto che Paparazzin non fa più ridere nessuno, proprio perchè andato in pausa. A me ad esempio, che non leggo più Liberazione da un pezzo, come altra stampa amica, se non a stralci sul pc, mancano le giaculatorie di Nada Redoglia su Megachip.
    La direzione editoriale è cambiata…e ci si scorda, spariscono senza un vero perchè certi modi di scrivere o disegnare satiricamente il presente e far riflettere…rendendoci inconsapevoli “fruitori” di altre tragiche avventure e pettegolezzi da gossip che sperano ci facciano solo ridere.
    ciao Marina da una che non è cristiana, tantomeno buona
    Doriana
    doriana

  2. mariarubini | 24 novembre 2008 16:02 | Rispondi

    Ciao Doriana,
    grazie per aver letto il mio articolo.

    I problemi della linea del giornale sono molti ed evidenti, e credo di averne evidenziato qualcuno, anche se con tono canzonatorio. Come vedi, anche se sono cristiana, anch’io non sono poi così buona. Forse essendo femminista ho imparato molto leggendo articoli di grandi donne come te, e mi sono “incattivita” anch’io, o meglio “arrabbiata”, come ci definiscono oggi le donne di destra. :-)

    Tuttavia ritengo che Liberazione e il Manifesto siano le uniche testate che ci permettono di guardare il mondo da una prospettiva differente. Con tutti i difetti e i limiti, ma credo che non sia poca cosa.

    Anch’io apprezzo certi modi di scrivere satirici che ci inducono a riflettere, spesso molto più di analisi politiche e intellettuali, quando queste si perdono a scomodare tutti i massimi sistemi per spiegare una realtà molto semplice, chiara ed evidente.
    E io questo nel paginone lo trovavo. Te ne riporto un esempio, uno tra tanti, ma che mi è rimasto impresso.

    Con stima, un caro saluto
    Maria

    Riporterò questo tuo commento nel mio blog. Grazie ancora

  3. mariarubini | 24 novembre 2008 16:03 | Rispondi

    BAMBINO IO BAMBINO TU di Alvise “Erode” Spanò

    Da oggi l’uomo nero va in pensione: se i pargoli non dormono basta mandarli in commissariato senza documenti, e poi quando escono dal CPT vedrete come stanno tranquilli. Ci voleva un partito deciso e senza ipocrisie come la Lega per far cadere i tabù su quei rompicazzo dei bambini: all’estero si prostituiscono rubando soldi al turismo italiano, fanno i soldati, lavorano quindici ore al giorno, sono in prima linea nel business dei tappeti e gestiscono baby-gang malavitose, mentre da noi in Italia ci fanno gli occhioni dolci e i sorrisoni con le manine paffutelle, solo per produrre qualche altra tonnellata di merda appena ci giriamo. E’ ora di finirla con le prevaricazioni della gente bambina che ci entra in casa senza nemmeno presentarsi, ci toglie il sonno, ci ruba la privacy e ci manda in bancarotta, mentre i servizi sociali ci stanno sul collo per sbatterci in galera al primo scappaccione, ovviamente manipolati dalla magistratura in metastasi. Roberto Maroni passerà alla storia come l’uomo schietto e sincero che ci ha permesso di dire apertamente ciò che molti si vergognano persino di pensare: a volte i bambini sono gli esseri più odiosi e maledetti dell’intera creazione. In loro si rispecchiano i nostri capricci, la nostra cattiveria, il nostro egoismo, ma sono più puri e naturali, e per questo ancora più tremendi. Siamo stufi di chi fa due pesi e due misure con la vita umana, e tollerano che gli adulti possano schiattare di fame e di guerre, ma guai se queste cose capitano ai bambini. Altro che la xenofobia della Lega: il vero razzismo è quello dell’Unicef, che si occupa dei bimbi, salvo poi mandarli affanculo quando diventano adulti senza che loro abbiano fatto niente per meritarlo. Ma che modi sono mai questi? E allora ben venga la ricetta liberatoria di Maroni: prendiamogli le impronte, sbattiamoli nel CTP e rimandiamoli a calci nell’inferno dal quale hanno provato a fuggire. Gridiamo a squarciagola quanto può essere stronzo un bambino: è il modo migliore per guardarci allo specchio, accettare quanto siamo stronzi anche noi e capire che da bimbi non eravamo di certo migliori. Solo un po’ più spontanei.

  4. Doriana Goracci | 24 novembre 2008 16:23 | Rispondi

    Cara, carissima Maria ho appena letto l’articolo sull’innocenza…un pugno nello stomaco. Sono contenta oggi, siamo in parecchie a scrivere Dialoghi e Commenti, in un giornale partecipato da donne E uomini. Non è per niente facile trovarlo, non è per niente facile che donne comuni si buttino nella mischia, da qualunque credo provengano e dicano la loro, non sempre di sostanza compiacente. Se hai letto quanto ho scritto oggi, non da sole (l’iniziativa è al singolare) capirai che non sono per niente simpatica, non solo alla destra ma neanche alla sinistra e questo rende più arduo e azzardato dire e pronunciare certi nomi, senza insulti e senza qualificazioni o certificazioni di provenienza…Nell’articolo di Alvise, si parla chiaramente di Maroni ma anche di Unicef, beh questa è una denuncia, a chiare lettere, lo stile con cui la si fa, può poi aggiungere, sempre a trovarlo il posto dove farla. Grazie a Gennaro, una volta ancora, di darci la possibilità anche di conoscerci e incontrarci, di SCAMBIARE e confrontarci.
    un abbraccio grande Maria
    Doriana

  5. foscalontana | 24 novembre 2008 23:23 | Rispondi

    Cara maria,che bello ri-trovarti anche qui.Allora
    benvenuta.
    flo (alias fosca)
    Approfitto dell’occasione, per ringraziare Doriana, dello splendido articolo sulle donne indiane.Non si cantava forse al corteo:”ma che ti lamenti, ma che ti lamenti, pigghia lu bastuni e tira fora li denti”?…

    un saluto

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