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Mi spezzo…e poi mi piego

Riprendo una notizia che proprio non mi è andata giù, speravo scrivesse qualcosa Severino75 che nell’argomento musica e mondo artistico è immensamente più ferrato di me, e invece mi tocca farlo da solo; la notizia riguarda quel buon uomo di Gigi D’Alessio che in un’intervista a Vanity Fair ha dichiarato che lui, come tanti altri, ha cantato per i boss della camorra, lo so sembra una cosa assurda, una persona onesta come lui che cantava per i camorristi, stentavo a crederci anche io, sembra una cosa fuori dal mondo e invece per chi è di Napoli, come al solito, l’assurdo diventa la barbosa normalità, non ci fermiamo ai semafori col rosso, non ci abituiamo mai alla pizza che fanno nelle altre città, il ragù si fa con pomodoro e monoliti(niente carne tritata) di carne e deve cuocere 4 ore, non smettiamo di stupirci del perché al bar non ci danno il bicchiere d’acqua vicino al caffè, siamo fatti così, i cantanti neo-melodici è risaputo che in un modo o nell’altro hanno a che fare con la camorra, qualcuno va realizza i dischi nei loro studi, qualcuno si fa scrivere i testi dai boss, qualcuno è addirittura affiliato a qualche clan…brutto mondo ma così va e così deve andare.
Che così vada è un dato di fatto, che così deve andare è qualcosa che sta nella testa di D’Alessio, probabilmente dei suoi fans e di tanta gente che si augura che il Vesuvio pensi a ripulire quel poco che ancora rimane di Napoli dal mondo, questa è una cosa che mi fa incazzare da morire, il “così deve andare” equivale proprio al titolo del post, D’Alessio magari non si spezza neanche ma si piega volentieri perché altrimenti…
Mi ricordo la storia di un tipo, un tipo che voleva sapere come andava il mondo e allora era andato là, oltre il terzo mondo, nel centro di quello che dicono essere il supermercato della droga di Napoli, ha visto, ha parlato, che strano tipo direi, e poi dopo essere sopravvissuto a tutto questo ha messo nero su bianco tutto quello che aveva visto e ne ha tirato fuori un bellissimo libro, quel tipo strano è Roberto Saviano che dopo aver scritto il libro è andato nel suo paese e dal palco ha chiamato i camorristi per nome, uno ad uno, e gli ha detto a chiare lettere che lui la schiena non la piegava, la sua schiena sarebbe rimasta dritta, anche spezzata ma dritta.
E’ ovvio che non mi sembra il caso pensare che D’Alessio potesse voler fare l’eroe e combattere quello schifo, non tutti abbiamo le palle di Saviano, ma cercare anche di giustificarsi perché è una cosa normale è l’ennesima, se ancora D’Alessio ne aveva bisogno, dimostrazione della collusione con un mondo marcio che non fa che portare proseliti nello stesso mondo che D’Alessio vorrebbe far credere di fuggire.
E la politica napoletana che lo usa pure in continuazione come emblema della Napoli onesta…che schifo.

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