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Riccardo Villari. La sinistra perde perché imbarca questa gente

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L’altra volta era stato Antonio di Pietro ad imbarcare quel bandito di Sergio de Gregorio.

Stavolta è il Partito democratico ad incappare nel Riccardo Villari di turno cooptato dalle destre come presidente della commissione di Vigilanza della RAI e aggrappatosi alla poltrona come neanche Totò Cuffaro.

Incappare poi… non era scritto da nessuna parte che dopo che Clemente Mastella aveva fatto cadere il governo di Romano Prodi i notabili mastelliani dovevano trovare un sicuro rifugio nella nuova (aspirante) balena banca del PD.

Ma la sostanza è sempre quella. De Gregorio o Villari, IDV o PD poco cambia. Pronti a vendersi al primo Berlusconi che passa. Nel frattempo la “sinistra” li raccatta, inutile capire perché. Loro portano due voti dai loro clienti e ne fanno perdere quattro per impresentabilità.

Si sono scritti libri, e centinaia di articoli più o meno livorosi sulla fine della differenza della sinistra (quella etica, sul resto non è questa la sede) e sul tramonto della questione morale di berlingueriana memoria. Purtroppo oggi il personale politico della sinistra, per carrierismo, impreparazione e viltà compete spesso con le destre e perde solo perché di là ci sono invincibili eroi moderni dello squallore nazionale come Maurizio Gasparri o Roberto Castelli o Mariastella Gelmini, nullità assolute con le quali diventa arduo competere perfino per un quaquaraquà come Villari.

Loro sono nullità, ma sanno dove va il mondo.

E allora di fronte a uno spettacolo così disonorevole rivendichiamo il nostro diritto all’ingenuità. Continuiamo a preferire le persone leali ai furbi, gli onesti ai corrotti e ai corruttori, i preparati e competenti invece degli arruffoni e degli inetti. E i Riccardo Villari ci fanno vomitare.

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