Ma di questo non si parla. Errore di comunicazione?
Ogni giorno la politica e i giornali ripetono a decine di milioni di cittadini/elettori che i tagli nella Pubblica Amministrazione sono dovuti agli sprechi. Forse sarebbe giusto anche rendere noto che mentre si continuano a pagare con fior di miliardi le auto blu e i voli di Stato si taglia il sostegno agli alunni disabili gravi.
Nell’anno scolastico 2006/2007 i bambini e ragazzi con disabilità inseriti nella scuola statale erano circa 187.000, almeno il 2,3% del totale degli allievi, e la percentuale resta simile negli anni scolastici seguenti. Alle spalle di questi ragazzi ci sono le loro 187.000 famiglie (circa 750.000 persone), che subiscono ripercussioni da quanto accade ai loro figli a scuola, come le modifiche alle ore di sostegno scolastico, che le ultime finanziarie hanno ridotto drasticamente. Ad inserire tali tagli in una legge sono stati prima il governo Prodi, con la finanziaria 2008 e poi il governo Berlusconi con il collegato alla finanziaria 2009.
In definitiva i cittadini/elettori non hanno tutte le informazioni per valutare le politiche dei vari governi sui tagli nella PA e chi ne paga il prezzo più alto a fronte di sperperi in altri capitoli di spesa.
E ciò per non parlare dei diritti i gioco, quelli costituzionali allo studio ed allo sviluppo della personalità di migliaia di ragazzini, un aspetto che dovrebbe interessare tutti.
Poichè ad oggi l’unica altra alternativa per risolvere il problema è che la Consulta accolga una eccezione di incostituzionalità, con i tempi ben noti – è stata lanciata una petizione di psicologi, psichiatri, giuristi, operatori dei servizi sociali, scrittori, associazioni, nonchè di altri cittadini di diversa esperienza professionale e di vita, che chiede al Capo dello Stato, ai presidenti delle Camere ed al ministro Gelmini di rimediare al più presto a questa incresciosa situazione.
I numeri e i valori in gioco non sono abbastanza per ritenere la notizia di interesse pubblico?
A buon senso sembrerebbe di sì, eppure sono pochissime, e per lo più di settore (handicap e scuola) le testate che ne hanno parlato. La stampa nazionale – troppo presa dalle contrapposizioni politiche (tanto da linkare anche la più piccola iniziativa di protesta sulla frase di Berlusconi su Obama) e invasa dalle fondamentali anteprime dei calendari 2009 – ha ignorato i comunicati sul lancio della petizione inviati a centinaia di agenzie e redazioni.
In definitiva, sembra proprio che gli operatori dell’informazione italiana – che proclamano, giustamente, in ogni sede e in ogni modo il diritto di cronaca – spesso pratichino il dovere di cronaca in modo selettivo anche quando la notizia è di interesse pubblico ed anche quando le persone alle cui istanze dare voce sono le più colpite dalla vita. Persone di cui si racconta qualche storia solo nell’ambito delle proteste sul ddl Gelmini sulla scuola (tanto che alcuni cittadini si convincono che i tagli al sostegno siano inclusi in quel provvedimento) o delle critiche al ddl Brunetta sui tagli agli invalidi, quindi solo quando funzionale ad una tesi di parte.
Ma forse e’ il lancio della petizione ad essere affetto da un errore di comunicazione: non si presenta come attacco ad una parte politica, ma come difesa di una categoria svantaggiata, e nella petizione si attribuiscono a ciascun governo le sue responsabilità.
Forse il mondo dell’informazione – ed anche chi non ha sottoscritto per via di una appartenenza politica che gli impedisce di contraddire scelte legislative dei politici (di destra e di sinistra) di riferimento -dovrebbero riflettere su due dei tanti messaggi giunti con le sottoscrizioni.
Il primo, a firma di un’associazione di rifugiati nordafricani, AHCS, spiega: “Sosteniamo questa richiesta, in quanto un atto di civiltà per un paese evitare che ci siano emarginazioni sociale ed culturale per chiunque. A maggior ragione per chi è portatore di handicap di qualsiasi genere”.
Il secondo messaggio è di alcuni ragazzi colpiti dal provvedimento: “Salve, siamo un gruppo di ragazzi disabili di una associazione di Ventimiglia chiamata Spes-Auser, vogliamo comunicarvi che aderiamo con piacere e con forza a questo appello; per far sentire la nostra voce e per dire che non siamo spazzatura”.
La petizione: http://www.aaalegalitadiritti.it/appello.htm
rita guma su http://www.gennarocarotenuto.it
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- Da Kataweb.it - Blog - [ fra@politics ] — politica internazionale, economia e guerre future » Blog Archive » Salviamo i diritti all’integrazione e allo studio dei cittadini diversamente abili | nov 16, 2008
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