Effetto Black Power
Dopo l’elezione di Barack Hussein Obama si moltiplicano negli Usa le proposte per versioni “black” di personaggi storici della storia del cinema. Dopo l’idea di uno 007 “nero”, è la volta di Beyoncé (Giselle Knowles, non allarmatevi se il nome non vi dice nulla fino a poco fa non diceva nulla neanche a me, comunque è un’attrice, cantante e non so quant’altro, definita “donna più desiderata della terra” o qualcosa del genere) che si autocandida per una Wonder Woman “of color”.
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Rinvio a Obama: dal Black Power alla Black House e all’articolo che lì citavo di Lalla Fatma M’semer scritto prima dello scatenarsi del dibattito mediatico tra entusiast* e scettic*. Notevole, ma tutto da discutere, l’articolo di Judith Butler Ma non è la redenzione , pubblicato su Il Manifesto ma che io ho letto in Materiali Resistenti. Mentre sulla splendida Michelle Robinson in Obama, astronauta mancata, rinvio alla Nuova Towanda che quando non c’è manca …
Vincenza Perilli su http://www.gennarocarotenuto.it
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