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	<title>Commenti a: Miriam Makeba, la nostra apartheid</title>
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	<description>America latina, media, politica internazionale, guerre infinite, comunicazione politica - online dal 1995</description>
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		<title>Di: Ciao, Mama &#124; pwd</title>
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		<dc:creator>Ciao, Mama &#124; pwd</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 12 Aug 2010 01:29:15 +0000</pubDate>
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		<description>[...] Miriam Makeba, un simbolo della lotta antirazzista, &#232; morta a Castelvolturno durante una manifestazione contro il nostro apartheid. Tutto il mondo politico si interroga sul significato di una morte cos&#236; emblematica. Dure le parole del premier Berlusconi, che ha subito puntato il dito contro l&#8217;eccessiva potenza delle lampade abbronzanti.   This entry was posted in ctrl alt. Bookmark the permalink.    &#8592; I tempi sono maturi &#8220;Abele&#8230; e&#8221; &#8594; [...]</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>[...] Miriam Makeba, un simbolo della lotta antirazzista, &egrave; morta a Castelvolturno durante una manifestazione contro il nostro apartheid. Tutto il mondo politico si interroga sul significato di una morte cos&igrave; emblematica. Dure le parole del premier Berlusconi, che ha subito puntato il dito contro l&#8217;eccessiva potenza delle lampade abbronzanti.   This entry was posted in ctrl alt. Bookmark the permalink.    &larr; I tempi sono maturi &#8220;Abele&#8230; e&#8221; &rarr; [...]</p>
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		<title>Di: Doriana Goracci</title>
		<link>http://www.gennarocarotenuto.it/4438-miriam-makeba-la-nostra-apartheid/comment-page-1/#comment-5309</link>
		<dc:creator>Doriana Goracci</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 10 Nov 2008 14:44:03 +0000</pubDate>
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		<description>Non c’è un posto giusto per morire, come non c’è un posto giusto per nascere: Miriam Makeba aveva chiaro dove vivere e portare il suo corpo e la  voce.Domenica 9 novembre non è capitata per caso in Italia , a Castel Volturno, come non era stato un  caso avere organizzato con lei un concerto a più voci, nazionali e internazionali anche con  chi è  nera.  La città e la grande famiglia che l’hanno  ospitata, per cantare l’ultima volta e questo nessuno lo poteva sapere, l’hanno fatto per respingere con tutta la forza l’odio razziale e il pregiudizio.
Vicino a lei, Maria Nazionale, una Maria come tante, il volto di una donna nel film “Gomorra”, che come il libro non è fiction ma atroce realtà e l’amica Sonia Aimy protagonista del film denso d’ immagini e suoni “Mama Africa”, girato tra la Nigeria e l’Italia.Nel 1956 Miriam scrisse Pata Pata, un ritmo che ha fatto il giro del mondo, cantata anche dalle donne che la pelle nera non l’hanno ma avevano e hanno la voglia di prendere forza da quel ritmo, gioiosamente: solo dopo molti anni, quella canzone, sarebbe diventata magica e famosa. In America, Miriam non ebbe vita facile, era considerata una radicale, un’estremista pericolosa, come il compagno che sposò: Stokely Carmichael, uno dei leader dei movimenti radicali neri. Tornò in Africa, in Guinea. Cominciarono poi i premi, i riconoscimenti avuti dai più grandi del mondo. Si disse che viveva senza un attimo di respiro, combatteva sempre: lo fece anche con un cancro.
Miriam ha trovato il posto giusto, ancora una volta, per scatenare la pata pata, danza sudafricana da lei innumerevoli volte cantata e ha scatenato un temporale improvviso, un’acquazzone  rigeneratore come dicono i napoletani, incredibilmente nella stessa maniera : s’è scatenato “o pata-pata “.
Niente giudizi, niente pre-giudizi, da imitare come tutte le donne africane: indossano a qualunque età i colori della vita e danzano, tra terra e cielo, per sempre.

Doriana Goracci</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Non c’è un posto giusto per morire, come non c’è un posto giusto per nascere: Miriam Makeba aveva chiaro dove vivere e portare il suo corpo e la  voce.Domenica 9 novembre non è capitata per caso in Italia , a Castel Volturno, come non era stato un  caso avere organizzato con lei un concerto a più voci, nazionali e internazionali anche con  chi è  nera.  La città e la grande famiglia che l’hanno  ospitata, per cantare l’ultima volta e questo nessuno lo poteva sapere, l’hanno fatto per respingere con tutta la forza l’odio razziale e il pregiudizio.<br />
Vicino a lei, Maria Nazionale, una Maria come tante, il volto di una donna nel film “Gomorra”, che come il libro non è fiction ma atroce realtà e l’amica Sonia Aimy protagonista del film denso d’ immagini e suoni “Mama Africa”, girato tra la Nigeria e l’Italia.Nel 1956 Miriam scrisse Pata Pata, un ritmo che ha fatto il giro del mondo, cantata anche dalle donne che la pelle nera non l’hanno ma avevano e hanno la voglia di prendere forza da quel ritmo, gioiosamente: solo dopo molti anni, quella canzone, sarebbe diventata magica e famosa. In America, Miriam non ebbe vita facile, era considerata una radicale, un’estremista pericolosa, come il compagno che sposò: Stokely Carmichael, uno dei leader dei movimenti radicali neri. Tornò in Africa, in Guinea. Cominciarono poi i premi, i riconoscimenti avuti dai più grandi del mondo. Si disse che viveva senza un attimo di respiro, combatteva sempre: lo fece anche con un cancro.<br />
Miriam ha trovato il posto giusto, ancora una volta, per scatenare la pata pata, danza sudafricana da lei innumerevoli volte cantata e ha scatenato un temporale improvviso, un’acquazzone  rigeneratore come dicono i napoletani, incredibilmente nella stessa maniera : s’è scatenato “o pata-pata “.<br />
Niente giudizi, niente pre-giudizi, da imitare come tutte le donne africane: indossano a qualunque età i colori della vita e danzano, tra terra e cielo, per sempre.</p>
<p>Doriana Goracci</p>
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		<title>Di: Eliolibre</title>
		<link>http://www.gennarocarotenuto.it/4438-miriam-makeba-la-nostra-apartheid/comment-page-1/#comment-5307</link>
		<dc:creator>Eliolibre</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 10 Nov 2008 11:31:23 +0000</pubDate>
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		<description>Io la ricordo quì :
http://wwwmondolibero.blogspot.com
con un post che contiene una interesante intervista rilasciata al Secolo XIX.
Hai ragione Gennaro, non dimentichiamo la nostra apartheid.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Io la ricordo quì :<br />
<a href="http://wwwmondolibero.blogspot.com" rel="nofollow">http://wwwmondolibero.blogspot.com</a><br />
con un post che contiene una interesante intervista rilasciata al Secolo XIX.<br />
Hai ragione Gennaro, non dimentichiamo la nostra apartheid.</p>
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		<title>Di: Raffaele Della Rosa</title>
		<link>http://www.gennarocarotenuto.it/4438-miriam-makeba-la-nostra-apartheid/comment-page-1/#comment-5306</link>
		<dc:creator>Raffaele Della Rosa</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 10 Nov 2008 09:59:10 +0000</pubDate>
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		<description>Sono molto, molto triste...è legato all&#039;età, all&#039;esser stato di una certa generazione, mi ricordo alcuni suoi dischi insieme ad Harry Belafonte (che è del 1927) un altro che mai si tirò indietro quando vi era da combattere per i diritti civili. Avevo forse 15 o 18 anni, non ricordo....

Però il destino è stato pietoso, ed equo, è uscita di scena dopo aver cantato per l&#039;ultima volta Pata Pata, tra gli applausi, e la sua fine è stata rapida....
Con tenerezza le diciamo addio con i versi di Lorca
Duerme, vuela, reposa: ¡ Tambien se muere el mar !</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Sono molto, molto triste&#8230;è legato all&#8217;età, all&#8217;esser stato di una certa generazione, mi ricordo alcuni suoi dischi insieme ad Harry Belafonte (che è del 1927) un altro che mai si tirò indietro quando vi era da combattere per i diritti civili. Avevo forse 15 o 18 anni, non ricordo&#8230;.</p>
<p>Però il destino è stato pietoso, ed equo, è uscita di scena dopo aver cantato per l&#8217;ultima volta Pata Pata, tra gli applausi, e la sua fine è stata rapida&#8230;.<br />
Con tenerezza le diciamo addio con i versi di Lorca<br />
Duerme, vuela, reposa: ¡ Tambien se muere el mar !</p>
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	<item>
		<title>Di: Gennaro Carotenuto</title>
		<link>http://www.gennarocarotenuto.it/4438-miriam-makeba-la-nostra-apartheid/comment-page-1/#comment-5303</link>
		<dc:creator>Gennaro Carotenuto</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 10 Nov 2008 07:34:58 +0000</pubDate>
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		<description>Grazie Raffaele!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Grazie Raffaele!</p>
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		<title>Di: Raffaele Della Rosa</title>
		<link>http://www.gennarocarotenuto.it/4438-miriam-makeba-la-nostra-apartheid/comment-page-1/#comment-5302</link>
		<dc:creator>Raffaele Della Rosa</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 10 Nov 2008 07:32:33 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.gennarocarotenuto.it/4438-miriam-makeba-la-nostra-apartheid/#comment-5302</guid>
		<description>Non avevo mai avuto la fortuna di ascoltare dal vivo Miriam Makeba; ieri sera sono andato a Castel Volturno nonostante una tracheite perchè volevo ascoltare e fotografare questa grandissima e bellissima persona. 
Non c&#039;era una folla strabocchevole, e penso di &quot;castellani&quot; ce ne fossero davvero pochini, c&#039;erano molti africani.
Sin da quando è apparsa sul palco appariva molto sofferente...Perdipiù faceva freddo e vi era moltissima umidità. Più di una volta si è messa a sedere, ma sempre con non-chalance, con lo stile della grandissima professionista &quot;a qualsiasi costo lo spettacolo deve continuare&quot;; poi si rialzava e dava tutto, tutto, tutto, tutto...fino alla fine.
Alcune foto le metterò sul mio sito.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Non avevo mai avuto la fortuna di ascoltare dal vivo Miriam Makeba; ieri sera sono andato a Castel Volturno nonostante una tracheite perchè volevo ascoltare e fotografare questa grandissima e bellissima persona.<br />
Non c&#8217;era una folla strabocchevole, e penso di &#8220;castellani&#8221; ce ne fossero davvero pochini, c&#8217;erano molti africani.<br />
Sin da quando è apparsa sul palco appariva molto sofferente&#8230;Perdipiù faceva freddo e vi era moltissima umidità. Più di una volta si è messa a sedere, ma sempre con non-chalance, con lo stile della grandissima professionista &#8220;a qualsiasi costo lo spettacolo deve continuare&#8221;; poi si rialzava e dava tutto, tutto, tutto, tutto&#8230;fino alla fine.<br />
Alcune foto le metterò sul mio sito.</p>
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