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Yes we can

Mi sono preso qualche giorno un po’ perchè avevo paura di svegliarmi da un sogno, ma soprattutto perchè volevo pensarci sopra bene prima di scrivere, di celebrare la pagina di storia che abbiamo vissuto questa settimana. YES WE CAN.  Non è uno slogan elettorale.  La vittoria di Obama ha reso evidente quanto il potere della gente sia in grado di far cambiare le cose, di sgretolare ogni altro potere per far progredire la società, cercando di costruire un mondo più giusto per tutti noi e soprattutto per i nostri figli.

Gli Stati Uniti d’America hanno dimostrato che la democrazia è viva, vera, profonda e potente, restaurando nei cuori la speranza di poter cambiare il corso delle cose che ci ha portato sul baratro. Quando un uomo di 47 anni (che anno il 1961…) contro tutti e tutto riesce a fare quello che ha fatto Barack Obama, una nuova potente speranza nasce nel cuore per il futuro della nostra società, non solo di quella americana. Bastava guardare la commozione che riempiva le lacrime sui volti di milioni di persone in tutto il mondo, la felicità negli abbracci di arabi ed israeliani, giapponesi, indiani, cinesi ed europei e ascoltare le parole di Nelson Mandela.

Perchè se è vero che l’elezione di Obama ha un enorme valore per tutti, è incommensurabile il peso della scelta di portare al comando un uomo di colore, chiudendo per sempre il capitolo della segregazione razziale, cancellando nel futuro l’infamia di un qualsiasi condizionamento dovuto al colore della pelle.

L’hanno scelto i giovani, smentendo l’accusa di apatia che veniva loro rivolta, riversandosi in massa per le strade dopo aver scritto, chiamato, inondato il web di messaggi per aiutare Obama a vincere questa sua prima storica battaglia.
L’hanno scelto gli uomini e le donne che ancora sognano, che credono nella possibilità di costruire una società che misura il proprio successo sulla qualità di vita offerta alla gente e non sulla capacità di generare profitto delle aziende.
E’ stata scritta la prima pagina di un nuovo libro e Dio solo sa cosa comporterà scrivere le prossime, ma il fatto stesso che si sia cominciato è semplicemente splendido, in qualsiasi lingua si voglia leggerlo.

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