Menu 2

Loro Obama, noi l’ometto e il professore

Ammetto di essere da sempre molto critico verso gli Stati Uniti (o verso l’America come dicono i più, sbagliando ed implicitamente insultando l’America a nord e a sud degli Usa). In questo caso, però, provo invidia: loro hanno avuto il coraggio di eleggere un uomo nuovo e diverso come Barack Obama; noi abbiamo eletto Silvio Berlusconi, il quale ora – si poteva dubitarne? – si dichiara felice per l’elezione del giovane afroamericano. Da parte sua, il professor Angelo Panebianco sul Corriere del 6 novembre si spertica in elogi per gli Usa (l’America, come dice lui), per il suo sistema, per la sua democrazia. Ovviamente il nostro ci ammaestra sulle diversità con la vecchia Europa, che non dà sufficiente spazio all’individualismo. Altrettanto ovviamente Panebianco non dice una sola parola sul suo idolo Silvio Berlusconi. Forse perché, a giudizio del professore, lui rappresenta il nuovo, l’antitesi rispetto alle vecchie oligarchie europee? Aspettiamo una risposta…
(paolo moiola / qui sotto i commenti di due amici)

Obama è presidente. Non voglio aggiungere nulla a quanto tutti hanno già detto. Desidero solo fare due sottolineature. A livello politico credo che i cambiamenti saranno nell’ambito della visione statunitense e quindi vi saranno piccole correzioni, ma dentro il contesto che è quello del capitalismo esasperato e della superpotenza.  A livello simbolico, invece, è una tragedia per i razzisti, per i leghisti, per i forzaitalioti: un NEGRO sullo sfondo della Casa Bianca risalta di più e meglio e poi il bianco e il nero sono colori abbinatissimi. Il simbolo è dirompente e rivoluzionario. Spero solo che l’uomo sia all’altezza del suo compito e capisca che non è solo chiamato a governare gli Stati Uniti, ma dare senso a questa svolta che porta la storia a fare un salto di qualità fino ad ieri impossibile. Ancora nel III Millennio stiamo a discutere se un nero può diventare presidente o se una donna può diventare capo di stato o di governo. Insomma siamo ancora alla preistoria quanto a civiltà e dignità. Ora lì è accaduto e siccome quello che accade lì di solito (almeno nelle tendenze peggiori) arriva dappertutto, speriamo che quell’onda arrivi anche qui e travolga il mondo e faccia piazza pulita di tutti i razzismi. Lo spero e per questo prego. In segreto piange Berlusconi che è già corso sul carro del vincitore, senza scendere da quello del perdente e continuerà ancora di più a fare il servile per accreditarsi cane fedele. (don paolo farinella)

Sono di ritorno da Siena ed ho appena ascoltato le parole grevi del plumbeo presidente B. Con il volto liftatto, i capelli da trapianto, la coscienza da strapazzo ha dichiarato: “Noi appoggiamo Obama come abbiamo appoggiato Bush”! Due presidenti diversi, con due programmi opposti, con orientamenti sideralmente lontani dalle sue ossessioni (almeno su alcuni temi, come L’Iraq e le centrali nucleari e la politica fiscale…), trovano allegramente il suo consenso.
Non so se dalla Francia dell’ottocento Victor Hugo già pensava al Berlusca quando scriveva che “C’è chi pagherebbe per vendersi”… Di sicuro ci pensava il mio conterraneo Ennio Flaiano quando ebbe a sentenziare che “Gli italiani sono sempre pronti a correre in soccorso dei vincitori”!
L’America fa festa ed io mi associo alla loro gioia, ma con il lutto al braccio….! (don aldo antonelli)

, , , , , , , ,