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La guerra dei Guzzanti a Mara Carfagna

4073-carfaguz Dopo Sabina Guzzanti anche il padre italoforzuto Paolo si è scagliato contro Mara Carfagna (nella foto mentre conversano amabilmente in parlamento) con un linguaggio insolitamente volgare anche per un paese volgare come l’Italia.

Leggete, se vi va, e notate il dilagare senza limiti di una cultura veteromaschilista che un tempo sarebbe stato confinata al “da caserma”.

Di ministri senza qualità, uomini e donne, è piena la storia di questo paese. Di galoppini, servi e buffoni di corte che fanno carriera per meriti inconfessabili ve ne sono migliaia. Guzzanti, lungi dal fare una battaglia moralizzatrice (gli scapperebbe da ridere nel partito di Previti e dell’Utri) se la prende col bersaglio facile.

Del resto Paolo Guzzanti stesso ha fatto per anni da lecchino ufficiale del Cavaliere. Non c’è pertanto molto di diverso tra quello che Guzzanti ha fatto per tre lustri e le accuse che fa oggi a Mara Carfagna. E se questo paese si deve salvare dalla Carfagna per mano della famiglia Guzzanti non andrà molto più lontano.

Per il resto ripeto che tra i benpensanti che si scandalizzano per le rivelazioni su Mara Lewinsky e Silvio Clinton e gli italioti che guardano a Silvio con un misto di invidia e ammirazione, quasi mi stanno più simpatici Mara e Silvio.

Sembra far comodo il richiamo boccaccesco a una storia già sfruttata. A ben guardare tale richiamo appare quasi strategico a riesumare la presunta relazione tra Silvio Berlusconi e Mara Carfagna a fini circensi. Noi abbocchiamo e ci scandalizziamo (o altro a scelta) e non pensiamo ad altro, scuola, università, crisi, precarietà, Alitalia regalata agli amici degli amici. E magari Guzzanti e Carfagna stanno brindando al loro riuscito gioco delle parti con la benedizione di Berlusconi.

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