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Un mondo che va indietro

fridabalia La notizia viene proposta senza vergogna né pietà, né facendo funzionare il cervello. Viene proposta come una notizia simpatica e invece è l’ennesima testimonianza di un mondo che va indietro.

In Svizzera, nell’esclusiva località di Winterthur, un ristorante che si chiama "Storchen" propone pietanze realizzate con latte umano.

Le donne, che eufemisticamente vengono definite donatrici, vengono pagate 3,7 euro a poppata.

La balia è una figura importante della storia. Una vigorosa (e bisognosa) donna del popolo integrava l’alimentazione dei figli delle classi agiate liberando la madre dall’allattamento con motivazioni di salute o estetiche.

E’ una figura che aveva una sua collocazione anche affettiva importante in una società fondata sulla gerarchia. La democrazia, la diminuzione del numero dei figli e l’accrescere della giustizia sociale e della qualità della vita e della salute ha consegnato alla storia queste figure.

Adesso, in un mondo nel quale metà della popolazione mondiale è così povera da prendere in considerazione la possibilità di vendere organi del proprio corpo, ritorna la balia come farsa di se stessa. Donne povere, probabilmente immigrate, invece di nutrire i loro neonati, potranno scegliere di vendere il loro latte per alimentare perversioni culinarie di ricchi. E’ il libero mercato, vero?

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3 Responses to Un mondo che va indietro

  1. malkavi4n 2 nov 2008 at 20:09 #

    Non so se ho più pietà o più schifo.

  2. Leonardo R. Andino 2 nov 2008 at 20:29 #

    mio dio

  3. Cattivo Maestro 2 nov 2008 at 23:08 #

    L’argine della dignità umana è pericolosamente infranto. Magari qualcuno ci spiegherà che in fondo queste donne traggono un’utilità economica dal loro latte. Invece è una gran vergogna che testimonia quanto la nostra civilità è ancora arretrata.

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