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Come si fa a garantire la “sicurezza” della gente? Semplice: basta non parlarne…

Riflessioni sul mondo dell’ informazione: ieri i tg riferivano la notizia di una signora anziana uccisa a Torino. Oggi, per quello che ho visto in qualche tg, silenzio assoluto.In altri tempi, fino a sei mesi fa, i tg avrebbero dedicato per giorni e giorni ampi servizi sull’ episodio.
Adesso no. Il tema “sicurezza” che aveva monopolizzato l’ informazione per pura propaganda politica ora si è dissolto.
Si parla solo di episodi di cronaca, niente di più. Poche parole nei tg, poche righe nei giornali. L’informazione sta mostrando il suo vero volto, se è vero che esiste solo ciò che passa per la televisione, basta semplicemente ridimensionare la notizia ed il fenomeno già non esiste più.
Così l’ emergenza non è più emergenza. C’ è un tg che secondo me è il peggio del peggio che i palinsesti televisivi possano offrire: “studio aperto”, il tg-squalo fatto di servizi che vanno dal puro horror al trash più conclamato. Un tg che definire pleonastico è puro eufemismo.
In altri tempi, dicevo, l’ episodio della signora anziana avrebbe avuto altro seguito, il tg in questione avrebbe sguinzagliato i suoi giornalisti-vampiri a scandagliare su tutti i particolari della vita privata della signora e della sua famiglia. Nel caso invece si fosse trattato di rapina, (in un primo momento sembrava così ma ora tutte le “piste” sono aperte), avrebbero intervistato per giorni tutti i vicini e l’ intero quartiere sulla drammatica questione della “sicurezza”, amplificando le paure della gente che “non ne può più”. Invece nei tg di oggi niente di tutto questo, meglio parlare d’altro, magari mostrando, come trionfatori, l’ articolo del corriere della sera scritto dal vecchio direttore dell’ “Economist” che (secondo loro) si è ravveduto (meglio tardi che mai) da quella volta in cui criticò Silvio Berlusconi, visto che adesso, secondo l’ articolo, ne tesse le lodi per la sua capacità di infondere ottimismo.
Roba da non credere. Questa è informazione per lobotomizzati. Chi sceglie di vedere questo tg condividendone la linea evidentemente ha optato per una visione passiva priva di qualsiasi capacità di elaborare un pensiero critico. Un tg che pur di non riportare la notizia dei fatti drammatici del Congo, nell’ edizione delle 12:30, ha preferito fare un servizio su una camionista con un fisico da top model.
Gli altri tg seguono a ruota, l’ informazione viene pilotata ad arte per creare il “pensiero di massa” che si conforma al potere. Il potere mediatico decisamente sbilanciato a favore dell’ uomo più ricco d’ Italia e tra i più ricchi al mondo che il popolo italiano, chi per ingenuità chi per interesse, per la terza volta ha delegato a governare il paese. Ricordo i suoi tg che, sempre a proposito del tema “sicurezza”, riportavano le notizie più assurde, bastava solo che ci fosse di mezzo uno straniero (possibilmente) e un probabile reato da costui commesso.

Bastava anche un furto di caramelle al supermercato. Tutto andava bene, pur di alimentare paure e creare le nevrosi indotte dal tema sicurezza. Adesso i reati che minacciano la sicurezza dei cittadini non si commettono più, come sembrerebbe da una visione dei vari tg? Vi riporto, nella sola edizione di sabato 1 novembre, dettagli di alcune notizie in merito a dei furti di un giornale locale, “il Padova”: ” Tre abitazioni ripulite in poche ore e un negozio saccheggiato. In provincia continua l’allarme furti. Non più solo le spaccate nei bar e nei negozi, da qualche settimana si sono intensificati i furti in abitazione,da parte di ladri che vanno a caccia solo di oro e gioielli…”. Ecco dov’ è finito il tema “sicurezza”, nelle pagine della cronaca dei giornali locali.
Quelle lette distrattamente dalla gente, senza lasciarsi prendere da isterismi più o meno giustificati e creare allarmismi più o meno veri. Il potere mediatico ha strumentalizzato la questione prima (uno per tutti l’ ignobile campagna stampa dopo il delitto “Reggiani”), mentre adesso preferisce minimizzare. Meglio, glissare. D’ altronde bisognava sobillare e rendere isterici gli animi, ora, al contrario, bisogna
anestetizzarli e proiettarli in un presente-futuro pieno di ottimismo e di speranza. Brutto momento, quello che stiamo vivendo. L’ informazione, come gli spot pubblicitari, veicola i nostri comportamenti
nella più totale assenza di consapevolezza. Compito di ognuno di noi è farsi gli anticorpi per non lasciare che la ragione si addormenti perchè, anche un bambino sa cosa provoca “il sonno della ragione”…

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