Menu 2

Si torna a respirare?

Sono giorni strani per il Paese, giorni diversi. Diversi rispetto alla quotidianità che abbiamo respirato negli ultimi sei mesi. Per la prima volta dal 13 aprile vediamo il Presidente del Consiglio agitarsi e farsi scappare il parolone di troppo che, guarda caso, il giorno dopo come per incanto sparisce e la colpa è tutta dei giornalisti che hanno frainteso (se non li convinci confondili! era una vecchia strategia stalinista). Eppure il parolone è scappato: “manderemo la polizia contro gli universitari in rivolta”. La frase, già grave anche se estrapolata dal contesto in cui è stata pronunciata poichè lesiva della libertà di associazione e di pensiero, è sintomatica di un modo di intendere la politica che non ha nulla a che fare con quel bel concetto di democrazia rappresentativa che dovrebbe stare alla base della dialettica delle parti. E’ sintomo di un certo nervosismo di chi, forte di un supposto consenso di gran lunga superiore a quello espresso dagli elettori, non vuole intralci e fastidi. Questo è il lato preoccupante. Ce n’è uno comunque positivo, e ritorno alla stranezza di cui sopra. Il fastidio generato dal dissenso è tanto. Gli studenti e il personale che vive in prima persona le problematiche del mondo universitario si stanno facendo sentire, e hanno costretto il Presidente del Consiglio ad alzare i toni. Non è poco se si pensa a come si era usciti – e penso a tutti quelli che non hanno votato Berlusconi premier – dal 13 aprile e a come si era appiattito il dibattito politico. Dove non è riuscita la presunta opposizione parlamentare altri stanno ottenendo qualche risultato. L’agnellino Veltroni dovrebbe prenderne atto.
Appunto. Leggo su Repubblica.it gli slogan che verranno lanciati oggi alla supermega manifestazione per il Paese promossa dai democratici. “Contro i tagli della Gelmini per una scuola nuova”, “I redditi calano le tasse no”, “Razzismo no a chi soffia sul fuoco”, Mezzogiorno risorsa d’Italia”, “Con le piccole e medie imprese per competere meglio” e “Con il lavoro delle donne cresce l’Italia”.
Pare si siano dimenticati “Italiani brava gente”.

Luca Mastellaro, Il Buoncaffè

, , , , , ,