Silvio Berlusconi, la scuola e la forza della disperazione
Le ragioni profonde del suo crescente nervosismo, dott. Berlusconi, si possono anche capire: lei s’è illuso.
Un governo formato da ministri evanescenti, l’acquiescenza dell’opposizione, un Parlamento costruito su misura da una legge elettorale liberticida, un Presidente della Repubblica che non ha la tempra del combattente, il dominio pressocché incontrastato su giornali e televisioni, il momentaneo consenso di larghi strati della popolazione, stanca della politica e intossicata dalla spazzatura televisiva: ce n’era a sufficienza per ritenere di avere in pugno il Paese.
Ci ha creduto, dott. Berlusconi e per mesi non s’è accorto che, ingannando la gente, lei ingannava se stesso. “Qualunque grandezza – insegna Montesquieu – qualunque forza, qualunque potenza è relativa. Bisogna far ben attenzione che cercando d’aumentare la grandezza reale non si diminuisca la grandezza relativa“. Mi creda, dott. Berlusconi, la mediocrità di cui si circondano i capi assoluti sfalsa irrimediabilmente la realtà e, vecchio com’è, per quanto messo a nuovo più volte dai miliardi spesi in plastica e chirurghi, lei s’è trovato a far i conti col rapporto difficile che alla sua età si instaura spesso tra miopia e presbiopia; tutto le si è così confuso davanti, quando ha provato a guardare da vicino, e poco o nulla ha potuto vedere quando gli occhi hanno cercato la verità complessiva oltre la punta del suo naso. Ubriacato dall’ubriacatura del Paese, fuorviato dalle veline abilmente confezionate per Vespa e compagni, lei ha cominciato a credere che l’Italia fosse davvero quella che le raccontano Bondi e Cicchitto.
Quando la verità, che nulla ha da spartire coi sondaggi, è venuta a bussare fino ad Arcore, dove ha sede la repubblica dei sogni, il risveglio è stato terribilmente brusco: i giudici, che credeva schiacciati dalle intemerate del suo Alfano, hanno inviato alla Corte Costituzionale il castello di carta che dovrebbe sottrarla al legittimo giudizio della Magistratura. Il tremito che da un po’ le agita impercettibile la mano, ha avuto episodi convulsi e un’ansia senza nome ha preso a divorarla. Come non bastasse, tesori di deferenza e miracoli fiscali assicurati alla Chiesa non sono bastati a piegare i cattolici militanti e invano il papa tedesco ha “sconfessato” la sua stessa stampa. Come un tarlo micidiale che scava e rode senza mai fermarsi, “Famiglia Cristiana” è giunta ad evocare il fantasma di quel fascismo che l’otto settembre Ignazio La Russa, uno che di Istituzioni Repubblicane capisce quanto lei – ha portato sugli scudi sino al Milite Ignoto.
Le ragioni profonde del suo crescente nervosismo, dott. Berlusconi, si possono davvero capire e ci sono giorni in cui fa persino pena vederla recitare, come un disco incantato, la cantilena dei comunisti che le fanno la guerra. E’ vero, Bondi e Cicchitto continuano a raccontarle un’Italia che esiste solo nei suoi sogni e, tuttavia, più il tempo passa, più tutto diventa un incubo e i comunisti che si era inventati crescono come funghi, sembrano in ogni dove e più la sua polizia li manganella, più il Paese si scuote.
Consigliato male da uomini d’azienda, eroi da burletta abituati ad esercitare potere senza contraddittorio, a vincere col ricatto del licenziamento una guerra che non comabattono mai, lei s’è avventurato su un campo minato e, ad ogni passo che muove, dentro le cresce la paura. Trema ogni giorno di più, presa da un’ira impotente, la sua bella voce padronale e invano Gianni Riotta e compagni tagliano, epurano, censurano. Lei non può non vederle le piazze, le famiglie, gli insegnanti, gli studenti, i lavoratori, i precari, in una parola il Paese vero, che si levano sdegnati dalla Sicilia alle Alpi, emergoo dal suo difficle rapporto tra miopia e presbiopia, tagliano a fette la nebbia dei sogni di Bondi e Cicchitto e la raggiungono ovunque, la incalzano e le fanno paura.
Per la conclusione dll’articolo, uscito su “Fuoriregistro”, clicca sul seguente link:
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Giuseppe Aragno su http://www.gennarocarotenuto.it
















freddie freeloader | 23 ottobre 2008 21:36 | Rispondi
Mi piacerebbe che quello che dici fosse vero, ma temo che tu sia un illuso… la quota di decerebrati dalla Tv è tale che deciderà sempre le prossime elezioni.
I neuroni persi nessuno li ricicla…
Raffaele Della Rosa | 24 ottobre 2008 01:05 | Rispondi
“la quota di decerebrati dalla Tv è tale che deciderà sempre le prossime elezioni.”
Bah…..non lo so. Ricordo, tanti e tanti decenni fa, quando Celentano non era “progressista” come oggi, aveva lanciato una canzoncina-motivo di successo CHI NON LAVORA NON FA ALL’AMORE. Era proprio una vergognosa porcheriola antisciopero…epperò gli scioperi riuscivano eccome….
Lenin quando guidò i bolscevichi alla conquista del potere lo fece sulla base di parole d’ordine ben precise e comprensibili a tutti, PACE SUBITO E RIFORMA AGRARIA
A parte moderate e modeste critiche al governo quali sono le idee forza (tanto per dire) della manifestazione del 25 ?
Le tengono segrete per non regalar vantaggi tattici al cavaliere?
Guardate l’energumeno tascabile Brunetta, con la parola d’ordine “guerra ai fannulloni” è riuscito a convincere la pubblica opinione di essersi imbarcato nella guerra ai titani e non ha licenziato manco un dirigente della PA; quelli cioè realmente responsabili della scarsa produttività, quando si verifica della macchina, amministrativa.
Berlusconi strilla MENO TASSE E PIU’ CONSUMI PER LE FAMIGLIE, una puttanata colossale eppure se non hai sul serio un progetto e la credibilità per contrapporti la gente male o bene se la beve.
Per dire non ve la pigliate con le TV se ce lo prendiamo in saccoccia. E’ chiaro che a qualcosa servono, se no…..MA NON SONO ONNIPOTENTI.
Un’opposizione acefala e balbettante invece e’ davvero ONNIMPOTENTE.
E poi un merito al Cavaliere gli va riconosciuto.
Se non ci fosse lui, ogni tanto, a nominarlo, a nominarli, di comunismo e comunisti non parlerebbe più nessuno. Sia lode al merito.