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	<title>Commenti a: E&#8217; tornato Kossiga!</title>
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	<description>America latina, media, politica internazionale, guerre infinite, comunicazione politica - online dal 1995</description>
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		<title>Di: &#8220;Ragazzi scusateci tanto per avervi consegnato un mondo così&#8221; &#124; caparossa</title>
		<link>http://www.gennarocarotenuto.it/4051-e-tornato-kossiga/comment-page-1/#comment-9528</link>
		<dc:creator>&#8220;Ragazzi scusateci tanto per avervi consegnato un mondo così&#8221; &#124; caparossa</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 17 Jun 2010 15:21:29 +0000</pubDate>
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		<description>[...] Una maestra, immagino, di una certa et&#224;, sicuramente non una giovane maestra a cui Kossiga sarebbe piaciuto veder tirare mazzate da parte della [...]</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>[...] Una maestra, immagino, di una certa et&agrave;, sicuramente non una giovane maestra a cui Kossiga sarebbe piaciuto veder tirare mazzate da parte della [...]</p>
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		<title>Di: Lattuca (virosa), rafaniello e Veltroni: sulla scuola classico panino all&#8217;italiana</title>
		<link>http://www.gennarocarotenuto.it/4051-e-tornato-kossiga/comment-page-1/#comment-5186</link>
		<dc:creator>Lattuca (virosa), rafaniello e Veltroni: sulla scuola classico panino all&#8217;italiana</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 04 Nov 2008 22:48:41 +0000</pubDate>
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		<description>[...] in chiave antiberlusconiana. Così ha cercato di fare Repubblica, così ha fatto il Pd, fino a che Cossiga non ha suggerito al governo di mandare infiltrati nel movimento per creare casini e scronti, ed allora anche il Pd [...]</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>[...] in chiave antiberlusconiana. Così ha cercato di fare Repubblica, così ha fatto il Pd, fino a che Cossiga non ha suggerito al governo di mandare infiltrati nel movimento per creare casini e scronti, ed allora anche il Pd [...]</p>
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		<title>Di: Dove attecchisce la paura &#171; Comosome</title>
		<link>http://www.gennarocarotenuto.it/4051-e-tornato-kossiga/comment-page-1/#comment-5089</link>
		<dc:creator>Dove attecchisce la paura &#171; Comosome</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 01 Nov 2008 14:25:31 +0000</pubDate>
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		<description>[...] Cossiga non parlava a vanvera la scorsa settimana anche se è stato consolatorio pensarlo. Come nelle [...]</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>[...] Cossiga non parlava a vanvera la scorsa settimana anche se è stato consolatorio pensarlo. Come nelle [...]</p>
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	<item>
		<title>Di: Kossiga insegna: servi fascisti contro il movimento studentesco &#171; Rpmn&#8217;s Weblog</title>
		<link>http://www.gennarocarotenuto.it/4051-e-tornato-kossiga/comment-page-1/#comment-5004</link>
		<dc:creator>Kossiga insegna: servi fascisti contro il movimento studentesco &#171; Rpmn&#8217;s Weblog</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 30 Oct 2008 10:16:10 +0000</pubDate>
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		<description>[...] Roma. Piazza Navona. Eccola qua la vecchia e collaudatissima strategia per cercare di smorzare la protesta studentesca. Il recente consiglio del vecchio terrorista di stato kossiga applicato alla lettera (leggi qui cosa aveva detto). [...]</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>[...] Roma. Piazza Navona. Eccola qua la vecchia e collaudatissima strategia per cercare di smorzare la protesta studentesca. Il recente consiglio del vecchio terrorista di stato kossiga applicato alla lettera (leggi qui cosa aveva detto). [...]</p>
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		<title>Di: Squadrismo, regime e movimento &#171; maria rubini</title>
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		<dc:creator>Squadrismo, regime e movimento &#171; maria rubini</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 30 Oct 2008 08:22:06 +0000</pubDate>
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		<description>[...] Cossiga non parlava a vanvera la scorsa settimana anche se è stato consolatorio pensarlo. Come nelle [...]</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>[...] Cossiga non parlava a vanvera la scorsa settimana anche se è stato consolatorio pensarlo. Come nelle [...]</p>
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		<title>Di: Squadrismo, regime e movimento : Giornalismo partecipativo</title>
		<link>http://www.gennarocarotenuto.it/4051-e-tornato-kossiga/comment-page-1/#comment-4995</link>
		<dc:creator>Squadrismo, regime e movimento : Giornalismo partecipativo</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 30 Oct 2008 07:39:55 +0000</pubDate>
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		<description>[...] Cossiga non parlava a vanvera la scorsa settimana anche se è stato consolatorio pensarlo. Come nelle [...]</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>[...] Cossiga non parlava a vanvera la scorsa settimana anche se è stato consolatorio pensarlo. Come nelle [...]</p>
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		<title>Di: sasa</title>
		<link>http://www.gennarocarotenuto.it/4051-e-tornato-kossiga/comment-page-1/#comment-4910</link>
		<dc:creator>sasa</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 25 Oct 2008 09:12:14 +0000</pubDate>
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		<description>E io faccio in quanto io credo alla politica, credo nei principi &quot;formali&quot; della democrazia, credo nel Parlamento e credo nei partiti. E naturalmente attraverso la mia particolare ottica che è quella di un comunista.
Sono pronto a ritirare la mia mozione di sfiducia (anzi non aspetto altro che questo) solo quando un uomo politico - non per opportunità, cioè non perché sia venuto il momento, ma piuttosto per creare la possibilità di tale momento - deciderà di fare i nomi dei responsabili dei colpi di Stato e delle stragi, che evidentemente egli sa, come me, non può non avere prove, o almeno indizi.
Probabilmente - se il potere americano lo consentirà - magari decidendo &quot;diplomaticamente&quot; di concedere a un&#039;altra democrazia ciò che la democrazia americana si è concessa a proposito di Nixon - questi nomi prima o poi saranno detti. Ma a dirli saranno uomini che hanno condiviso con essi il potere: come minori responsabili contro maggiori responsabili (e non è detto, come nel caso americano, che siano migliori). Questo sarebbe in definitiva il vero Colpo di Stato.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>E io faccio in quanto io credo alla politica, credo nei principi &#8220;formali&#8221; della democrazia, credo nel Parlamento e credo nei partiti. E naturalmente attraverso la mia particolare ottica che è quella di un comunista.<br />
Sono pronto a ritirare la mia mozione di sfiducia (anzi non aspetto altro che questo) solo quando un uomo politico &#8211; non per opportunità, cioè non perché sia venuto il momento, ma piuttosto per creare la possibilità di tale momento &#8211; deciderà di fare i nomi dei responsabili dei colpi di Stato e delle stragi, che evidentemente egli sa, come me, non può non avere prove, o almeno indizi.<br />
Probabilmente &#8211; se il potere americano lo consentirà &#8211; magari decidendo &#8220;diplomaticamente&#8221; di concedere a un&#8217;altra democrazia ciò che la democrazia americana si è concessa a proposito di Nixon &#8211; questi nomi prima o poi saranno detti. Ma a dirli saranno uomini che hanno condiviso con essi il potere: come minori responsabili contro maggiori responsabili (e non è detto, come nel caso americano, che siano migliori). Questo sarebbe in definitiva il vero Colpo di Stato.</p>
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		<title>Di: sasa</title>
		<link>http://www.gennarocarotenuto.it/4051-e-tornato-kossiga/comment-page-1/#comment-4909</link>
		<dc:creator>sasa</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 25 Oct 2008 09:01:37 +0000</pubDate>
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		<description>non può essere una ragione di pace e di costruttività.
Inoltre, concepita così come io l&#039;ho qui delineata, credo oggettivamente, cioè come un Paese nel Paese, l&#039;opposizione si identifica con un altro potere: che tuttavia è sempre potere.
Di conseguenza gli uomini politici di tale opposizione non possono non comportarsi anch&#039;essi come uomini di potere.
Nel caso specifico, che in questo momento così drammaticamente ci riguarda, anch&#039;essi hanno deferito all&#039;intellettuale un mandato stabilito da loro. E, se l&#039;intellettuale viene meno a questo mandato - puramente morale e ideologico - ecco che è, con somma soddisfazione di tutti, un traditore.
Ora, perché neanche gli uomini politici dell&#039;opposizione, se hanno - come probabilmente hanno - prove o almeno indizi, non fanno i nomi dei responsabili reali, cioè politici, dei comici golpe e delle spaventose stragi di questi anni? È semplice: essi non li fanno nella misura in cui distinguono - a differenza di quanto farebbe un intellettuale - verità politica da pratica politica. E quindi, naturalmente, neanch&#039;essi mettono al corrente di prove e indizi l&#039;intellettuale non funzionario: non se lo sognano nemmeno, com&#039;è del resto normale, data l&#039;oggettiva situazione di fatto.
L&#039;intellettuale deve continuare ad attenersi a quello che gli viene imposto come suo dovere, a iterare il proprio modo codificato di intervento.
Lo so bene che non è il caso - in questo particolare momento della storia italiana - di fare pubblicamente una mozione di sfiducia contro l&#039;intera classe politica. Non è diplomatico, non è opportuno. Ma queste categorie della politica, non della verità politica: quella che - quando può e come può - l&#039;impotente intellettuale è tenuto a servire.
Ebbene, proprio perché io non posso fare i nomi dei responsabili dei tentativi di colpo di Stato e delle stragi (e non al posto di questo) io non posso pronunciare la mia debole e ideale accusa contro l&#039;intera classe politica italiana.
E io faccio in quanto io credo alla politic</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>non può essere una ragione di pace e di costruttività.<br />
Inoltre, concepita così come io l&#8217;ho qui delineata, credo oggettivamente, cioè come un Paese nel Paese, l&#8217;opposizione si identifica con un altro potere: che tuttavia è sempre potere.<br />
Di conseguenza gli uomini politici di tale opposizione non possono non comportarsi anch&#8217;essi come uomini di potere.<br />
Nel caso specifico, che in questo momento così drammaticamente ci riguarda, anch&#8217;essi hanno deferito all&#8217;intellettuale un mandato stabilito da loro. E, se l&#8217;intellettuale viene meno a questo mandato &#8211; puramente morale e ideologico &#8211; ecco che è, con somma soddisfazione di tutti, un traditore.<br />
Ora, perché neanche gli uomini politici dell&#8217;opposizione, se hanno &#8211; come probabilmente hanno &#8211; prove o almeno indizi, non fanno i nomi dei responsabili reali, cioè politici, dei comici golpe e delle spaventose stragi di questi anni? È semplice: essi non li fanno nella misura in cui distinguono &#8211; a differenza di quanto farebbe un intellettuale &#8211; verità politica da pratica politica. E quindi, naturalmente, neanch&#8217;essi mettono al corrente di prove e indizi l&#8217;intellettuale non funzionario: non se lo sognano nemmeno, com&#8217;è del resto normale, data l&#8217;oggettiva situazione di fatto.<br />
L&#8217;intellettuale deve continuare ad attenersi a quello che gli viene imposto come suo dovere, a iterare il proprio modo codificato di intervento.<br />
Lo so bene che non è il caso &#8211; in questo particolare momento della storia italiana &#8211; di fare pubblicamente una mozione di sfiducia contro l&#8217;intera classe politica. Non è diplomatico, non è opportuno. Ma queste categorie della politica, non della verità politica: quella che &#8211; quando può e come può &#8211; l&#8217;impotente intellettuale è tenuto a servire.<br />
Ebbene, proprio perché io non posso fare i nomi dei responsabili dei tentativi di colpo di Stato e delle stragi (e non al posto di questo) io non posso pronunciare la mia debole e ideale accusa contro l&#8217;intera classe politica italiana.<br />
E io faccio in quanto io credo alla politic</p>
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		<title>Di: sasa</title>
		<link>http://www.gennarocarotenuto.it/4051-e-tornato-kossiga/comment-page-1/#comment-4908</link>
		<dc:creator>sasa</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 25 Oct 2008 09:00:52 +0000</pubDate>
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		<description>Se egli vien messo a questo mandato viene considerato traditore del suo ruolo: si grida subito (come se non si aspettasse altro che questo) al &quot;tradimento dei chierici&quot; è un alibi e una gratificazione per i politici e per i servi del potere.
Ma non esiste solo il potere: esiste anche un&#039;opposizione al potere. In Italia questa opposizione è così vasta e forte da essere un potere essa stessa: mi riferisco naturalmente al Partito comunista italiano.
È certo che in questo momento la presenza di un grande partito all&#039;opposizione come è il Partito comunista italiano è la salvezza dell&#039;Italia e delle sue povere istituzioni democratiche.
Il Partito comunista italiano è un Paese pulito in un Paese sporco, un Paese onesto in un Paese disonesto, un Paese intelligente in un Paese idiota, un Paese colto in un Paese ignorante, un Paese umanistico in un Paese consumistico. In questi ultimi anni tra il Partito comunista italiano, inteso in senso autenticamente unitario - in un compatto &quot;insieme&quot; di dirigenti, base e votanti - e il resto dell&#039;Italia, si è aperto un baratto: per cui il Partito comunista italiano è divenuto appunto un &quot;Paese separato&quot;, un&#039;isola. Ed è proprio per questo che esso può oggi avere rapporti stretti come non mai col potere effettivo, corrotto, inetto, degradato: ma si tratta di rapporti diplomatici, quasi da nazione a nazione. In realtà le due morali sono incommensurabili, intese nella loro concretezza, nella loro totalità. È possibile, proprio su queste basi, prospettare quel &quot;compromesso&quot;, realistico, che forse salverebbe l&#039;Italia dal completo sfacelo: &quot;compromesso&quot; che sarebbe però in realtà una &quot;alleanza&quot; tra due Stati confinanti, o tra due Stati incastrati uno nell&#039;altro.
Ma proprio tutto ciò che di positivo ho detto sul Partito comunista italiano ne costituisce anche il momento relativamente negativo.
La divisione del Paese in due Paesi, uno affondato fino al collo nella degradazione e nella degenerazione, l&#039;altro intatto e non compromesso, non può es</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Se egli vien messo a questo mandato viene considerato traditore del suo ruolo: si grida subito (come se non si aspettasse altro che questo) al &#8220;tradimento dei chierici&#8221; è un alibi e una gratificazione per i politici e per i servi del potere.<br />
Ma non esiste solo il potere: esiste anche un&#8217;opposizione al potere. In Italia questa opposizione è così vasta e forte da essere un potere essa stessa: mi riferisco naturalmente al Partito comunista italiano.<br />
È certo che in questo momento la presenza di un grande partito all&#8217;opposizione come è il Partito comunista italiano è la salvezza dell&#8217;Italia e delle sue povere istituzioni democratiche.<br />
Il Partito comunista italiano è un Paese pulito in un Paese sporco, un Paese onesto in un Paese disonesto, un Paese intelligente in un Paese idiota, un Paese colto in un Paese ignorante, un Paese umanistico in un Paese consumistico. In questi ultimi anni tra il Partito comunista italiano, inteso in senso autenticamente unitario &#8211; in un compatto &#8220;insieme&#8221; di dirigenti, base e votanti &#8211; e il resto dell&#8217;Italia, si è aperto un baratto: per cui il Partito comunista italiano è divenuto appunto un &#8220;Paese separato&#8221;, un&#8217;isola. Ed è proprio per questo che esso può oggi avere rapporti stretti come non mai col potere effettivo, corrotto, inetto, degradato: ma si tratta di rapporti diplomatici, quasi da nazione a nazione. In realtà le due morali sono incommensurabili, intese nella loro concretezza, nella loro totalità. È possibile, proprio su queste basi, prospettare quel &#8220;compromesso&#8221;, realistico, che forse salverebbe l&#8217;Italia dal completo sfacelo: &#8220;compromesso&#8221; che sarebbe però in realtà una &#8220;alleanza&#8221; tra due Stati confinanti, o tra due Stati incastrati uno nell&#8217;altro.<br />
Ma proprio tutto ciò che di positivo ho detto sul Partito comunista italiano ne costituisce anche il momento relativamente negativo.<br />
La divisione del Paese in due Paesi, uno affondato fino al collo nella degradazione e nella degenerazione, l&#8217;altro intatto e non compromesso, non può es</p>
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		<title>Di: sasa</title>
		<link>http://www.gennarocarotenuto.it/4051-e-tornato-kossiga/comment-page-1/#comment-4907</link>
		<dc:creator>sasa</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 25 Oct 2008 08:58:54 +0000</pubDate>
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		<description>è poi così difficile.
Tale verità - lo si sente con assoluta precisione - sta dietro una grande quantità di interventi anche giornalistici e politici: cioè non di immaginazione o di finzione come è per sua natura il mio. Ultimo esempio: è chiaro che la verità urgeva, con tutti i suoi nomi, dietro all&#039;editoriale del &quot;Corriere della Sera&quot;, del 1° novembre 1974.
Probabilmente i giornalisti e i politici hanno anche delle prove o, almeno, degli indizi.
Ora il problema è questo: i giornalisti e i politici, pur avendo forse delle prove e certamente degli indizi, non fanno i nomi.
A chi dunque compete fare questi nomi? Evidentemente a chi non solo ha il necessario coraggio, ma, insieme, non è compromesso nella pratica col potere, e, inoltre, non ha, per definizione, niente da perdere: cioè un intellettuale.
Un intellettuale dunque potrebbe benissimo fare pubblicamente quei nomi: ma egli non ha né prove né indizi.
Il potere e il mondo che, pur non essendo del potere, tiene rapporti pratici col potere, ha escluso gli intellettuali liberi - proprio per il modo in cui è fatto - dalla possibilità di avere prove ed indizi.
Mi si potrebbe obiettare che io, per esempio, come intellettuale, e inventore di storie, potrei entrare in quel mondo esplicitamente politico (del potere o intorno al potere), compromettermi con esso, e quindi partecipare del diritto ad avere, con una certa alta probabilità, prove ed indizi.
Ma a tale obiezione io risponderei che ciò non è possibile, perché è proprio la ripugnanza ad entrare in un simile mondo politico che si identifica col mio potenziale coraggio intellettuale a dire la verità: cioè a fare i nomi.
Il coraggio intellettuale della verità e la pratica politica sono due cose inconciliabili in Italia. 
All&#039;intellettuale - profondamente e visceralmente disprezzato da tutta la borghesia italiana - si deferisce un mandato falsamente alto e nobile, in realtà servile: quello di dibattere i problemi morali e ideologici.
Se egli vien messo a questo manda</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>è poi così difficile.<br />
Tale verità &#8211; lo si sente con assoluta precisione &#8211; sta dietro una grande quantità di interventi anche giornalistici e politici: cioè non di immaginazione o di finzione come è per sua natura il mio. Ultimo esempio: è chiaro che la verità urgeva, con tutti i suoi nomi, dietro all&#8217;editoriale del &#8220;Corriere della Sera&#8221;, del 1° novembre 1974.<br />
Probabilmente i giornalisti e i politici hanno anche delle prove o, almeno, degli indizi.<br />
Ora il problema è questo: i giornalisti e i politici, pur avendo forse delle prove e certamente degli indizi, non fanno i nomi.<br />
A chi dunque compete fare questi nomi? Evidentemente a chi non solo ha il necessario coraggio, ma, insieme, non è compromesso nella pratica col potere, e, inoltre, non ha, per definizione, niente da perdere: cioè un intellettuale.<br />
Un intellettuale dunque potrebbe benissimo fare pubblicamente quei nomi: ma egli non ha né prove né indizi.<br />
Il potere e il mondo che, pur non essendo del potere, tiene rapporti pratici col potere, ha escluso gli intellettuali liberi &#8211; proprio per il modo in cui è fatto &#8211; dalla possibilità di avere prove ed indizi.<br />
Mi si potrebbe obiettare che io, per esempio, come intellettuale, e inventore di storie, potrei entrare in quel mondo esplicitamente politico (del potere o intorno al potere), compromettermi con esso, e quindi partecipare del diritto ad avere, con una certa alta probabilità, prove ed indizi.<br />
Ma a tale obiezione io risponderei che ciò non è possibile, perché è proprio la ripugnanza ad entrare in un simile mondo politico che si identifica col mio potenziale coraggio intellettuale a dire la verità: cioè a fare i nomi.<br />
Il coraggio intellettuale della verità e la pratica politica sono due cose inconciliabili in Italia.<br />
All&#8217;intellettuale &#8211; profondamente e visceralmente disprezzato da tutta la borghesia italiana &#8211; si deferisce un mandato falsamente alto e nobile, in realtà servile: quello di dibattere i problemi morali e ideologici.<br />
Se egli vien messo a questo manda</p>
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		<title>Di: sasa</title>
		<link>http://www.gennarocarotenuto.it/4051-e-tornato-kossiga/comment-page-1/#comment-4906</link>
		<dc:creator>sasa</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 25 Oct 2008 08:55:53 +0000</pubDate>
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		<description>Io so i nomi di coloro che, tra una Messa e l&#039;altra, hanno dato le disposizioni e assicurato la protezione politica a vecchi generali (per tenere in piedi, di riserva, l&#039;organizzazione di un potenziale colpo di Stato), a giovani neo-fascisti, anzi neo-nazisti (per creare in concreto la tensione anticomunista) e infine criminali comuni, fino a questo momento, e forse per sempre, senza nome (per creare la successiva tensione antifascista). Io so i nomi delle persone serie e importanti che stanno dietro a dei personaggi comici come quel generale della Forestale che operava, alquanto operettisticamente, a Città Ducale (mentre i boschi italiani bruciavano), o a dei personaggio grigi e puramente organizzativi come il generale Miceli.
Io so i nomi delle persone serie e importanti che stanno dietro ai tragici ragazzi che hanno scelto le suicide atrocità fasciste e ai malfattori comuni, siciliani o no, che si sono messi a disposizione, come killer e sicari.
Io so tutti questi nomi e so tutti i fatti (attentati alle istituzioni e stragi) di cui si sono resi colpevoli.
Io so. Ma non ho le prove. Non ho nemmeno indizi.
Io so perché sono un intellettuale, uno scrittore, che cerca di seguire tutto ciò che succede, di conoscere tutto ciò che se ne scrive, di immaginare tutto ciò che non si sa o che si tace; che coordina fatti anche lontani, che mette insieme i pezzi disorganizzati e frammentari di un intero coerente quadro politico, che ristabilisce la logica là dove sembrano regnare l&#039;arbitrarietà, la follia e il mistero.
Tutto ciò fa parte del mio mestiere e dell&#039;istinto del mio mestiere. Credo che sia difficile che il mio &quot;progetto di romanzo&quot;, sia sbagliato, che non abbia cioè attinenza con la realtà, e che i suoi riferimenti a fatti e persone reali siano inesatti. Credo inoltre che molti altri intellettuali e romanzieri sappiano ciò che so io in quanto intellettuale e romanziere. Perché la ricostruzione della verità a proposito di ciò che è successo in Italia dopo il &#039;68 non</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Io so i nomi di coloro che, tra una Messa e l&#8217;altra, hanno dato le disposizioni e assicurato la protezione politica a vecchi generali (per tenere in piedi, di riserva, l&#8217;organizzazione di un potenziale colpo di Stato), a giovani neo-fascisti, anzi neo-nazisti (per creare in concreto la tensione anticomunista) e infine criminali comuni, fino a questo momento, e forse per sempre, senza nome (per creare la successiva tensione antifascista). Io so i nomi delle persone serie e importanti che stanno dietro a dei personaggi comici come quel generale della Forestale che operava, alquanto operettisticamente, a Città Ducale (mentre i boschi italiani bruciavano), o a dei personaggio grigi e puramente organizzativi come il generale Miceli.<br />
Io so i nomi delle persone serie e importanti che stanno dietro ai tragici ragazzi che hanno scelto le suicide atrocità fasciste e ai malfattori comuni, siciliani o no, che si sono messi a disposizione, come killer e sicari.<br />
Io so tutti questi nomi e so tutti i fatti (attentati alle istituzioni e stragi) di cui si sono resi colpevoli.<br />
Io so. Ma non ho le prove. Non ho nemmeno indizi.<br />
Io so perché sono un intellettuale, uno scrittore, che cerca di seguire tutto ciò che succede, di conoscere tutto ciò che se ne scrive, di immaginare tutto ciò che non si sa o che si tace; che coordina fatti anche lontani, che mette insieme i pezzi disorganizzati e frammentari di un intero coerente quadro politico, che ristabilisce la logica là dove sembrano regnare l&#8217;arbitrarietà, la follia e il mistero.<br />
Tutto ciò fa parte del mio mestiere e dell&#8217;istinto del mio mestiere. Credo che sia difficile che il mio &#8220;progetto di romanzo&#8221;, sia sbagliato, che non abbia cioè attinenza con la realtà, e che i suoi riferimenti a fatti e persone reali siano inesatti. Credo inoltre che molti altri intellettuali e romanzieri sappiano ciò che so io in quanto intellettuale e romanziere. Perché la ricostruzione della verità a proposito di ciò che è successo in Italia dopo il &#8217;68 non</p>
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		<title>Di: sasa</title>
		<link>http://www.gennarocarotenuto.it/4051-e-tornato-kossiga/comment-page-1/#comment-4905</link>
		<dc:creator>sasa</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 25 Oct 2008 08:54:18 +0000</pubDate>
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		<description>Vorrei aggiungere che quando queste cose le dicevo anni fa insieme a tanti altri, venivamo accusati di dietrologia e di ossessione complottistica oggi Cossiga confessa nel silenzio di tutti. Gli italiani hanno altri problemi e sono distratti e smemorati e allora rinfreschiamoci la memoria rileggendo le parole di un intellettuale che ha fatto la fine che fanno tutti coloro che rompono i coglioni al manovratore e che auspicava un vero e proprio processo alla DC e ai suoi gerarchi, quella stessa DC e quegli stessi gerarchi che molti oggi rimpiangono perchè al peggio non c&#039;è mai fine e noi ci siamo dentro. 
Pasolini mangia la terra da 30anni, quella DC e quei gerarchi no, vivono e sono ancora vegeti come possiamo constatare.

Corriere della Sera, 14 novembre 1974 
Cos&#039;è questo golpe? Io so 

di Pier Paolo Pasolini 

Io so.
Io so i nomi dei responsabili di quello che viene chiamato &quot;golpe&quot; (e che in realtà è una serie di &quot;golpe&quot; istituitasi a sistema di protezione del potere).
Io so i nomi dei responsabili della strage di Milano del 12 dicembre 1969.
Io so i nomi dei responsabili delle stragi di Brescia e di Bologna dei primi mesi del 1974.
Io so i nomi del &quot;vertice&quot; che ha manovrato, dunque, sia i vecchi fascisti ideatori di &quot;golpe&quot;, sia i neo-fascisti autori materiali delle prime stragi, sia infine, gli &quot;ignoti&quot; autori materiali delle stragi più recenti.
Io so i nomi che hanno gestito le due differenti, anzi, opposte, fasi della tensione: una prima fase anticomunista (Milano 1969) e una seconda fase antifascista (Brescia e Bologna 1974).
Io so i nomi del gruppo di potenti, che, con l&#039;aiuto della Cia (e in second&#039;ordine dei colonnelli greci della mafia), hanno prima creato (del resto miseramente fallendo) una crociata anticomunista, a tamponare il &#039;68, e in seguito, sempre con l&#039;aiuto e per ispirazione della Cia, si sono ricostituiti una verginità antifascista, a tamponare il disastro del &quot;referendum&quot;.
Io so i nomi di coloro che, tra una Messa e l&#039;altra, hanno dato le d</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Vorrei aggiungere che quando queste cose le dicevo anni fa insieme a tanti altri, venivamo accusati di dietrologia e di ossessione complottistica oggi Cossiga confessa nel silenzio di tutti. Gli italiani hanno altri problemi e sono distratti e smemorati e allora rinfreschiamoci la memoria rileggendo le parole di un intellettuale che ha fatto la fine che fanno tutti coloro che rompono i coglioni al manovratore e che auspicava un vero e proprio processo alla DC e ai suoi gerarchi, quella stessa DC e quegli stessi gerarchi che molti oggi rimpiangono perchè al peggio non c&#8217;è mai fine e noi ci siamo dentro.<br />
Pasolini mangia la terra da 30anni, quella DC e quei gerarchi no, vivono e sono ancora vegeti come possiamo constatare.</p>
<p>Corriere della Sera, 14 novembre 1974<br />
Cos&#8217;è questo golpe? Io so </p>
<p>di Pier Paolo Pasolini </p>
<p>Io so.<br />
Io so i nomi dei responsabili di quello che viene chiamato &#8220;golpe&#8221; (e che in realtà è una serie di &#8220;golpe&#8221; istituitasi a sistema di protezione del potere).<br />
Io so i nomi dei responsabili della strage di Milano del 12 dicembre 1969.<br />
Io so i nomi dei responsabili delle stragi di Brescia e di Bologna dei primi mesi del 1974.<br />
Io so i nomi del &#8220;vertice&#8221; che ha manovrato, dunque, sia i vecchi fascisti ideatori di &#8220;golpe&#8221;, sia i neo-fascisti autori materiali delle prime stragi, sia infine, gli &#8220;ignoti&#8221; autori materiali delle stragi più recenti.<br />
Io so i nomi che hanno gestito le due differenti, anzi, opposte, fasi della tensione: una prima fase anticomunista (Milano 1969) e una seconda fase antifascista (Brescia e Bologna 1974).<br />
Io so i nomi del gruppo di potenti, che, con l&#8217;aiuto della Cia (e in second&#8217;ordine dei colonnelli greci della mafia), hanno prima creato (del resto miseramente fallendo) una crociata anticomunista, a tamponare il &#8217;68, e in seguito, sempre con l&#8217;aiuto e per ispirazione della Cia, si sono ricostituiti una verginità antifascista, a tamponare il disastro del &#8220;referendum&#8221;.<br />
Io so i nomi di coloro che, tra una Messa e l&#8217;altra, hanno dato le d</p>
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		<title>Di: sasa</title>
		<link>http://www.gennarocarotenuto.it/4051-e-tornato-kossiga/comment-page-1/#comment-4903</link>
		<dc:creator>sasa</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 25 Oct 2008 08:41:47 +0000</pubDate>
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		<description>Cossiga praticamente confessa la paternità della strategia della tensione che ha insanguinato la repubblica da Portella della Ginestra al G8 di Genova fino a oggi con i golpisti della P2 al potere. Quando era presidente picconatore della repubblica fu messo in stato d&#039;accusa ma la commissione parlamentare archiviò tutto.
Si parla dell&#039;eminenza grigia Andreotti ma Cossiga non è da meno. Ogni qual volta qualcuno gli mette il microfono sotto il naso non si lascia mai scappare l&#039;occasione di lanciare messaggi intimidatori se non minacciosi. Nessuno mai gli chiederà conto di queste gravi affermazioni, morirà nel suo letto portando con sè i suoi segreti ma all&#039;inferno insieme a Belzebù. Il paradiso non è per lui.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Cossiga praticamente confessa la paternità della strategia della tensione che ha insanguinato la repubblica da Portella della Ginestra al G8 di Genova fino a oggi con i golpisti della P2 al potere. Quando era presidente picconatore della repubblica fu messo in stato d&#8217;accusa ma la commissione parlamentare archiviò tutto.<br />
Si parla dell&#8217;eminenza grigia Andreotti ma Cossiga non è da meno. Ogni qual volta qualcuno gli mette il microfono sotto il naso non si lascia mai scappare l&#8217;occasione di lanciare messaggi intimidatori se non minacciosi. Nessuno mai gli chiederà conto di queste gravi affermazioni, morirà nel suo letto portando con sè i suoi segreti ma all&#8217;inferno insieme a Belzebù. Il paradiso non è per lui.</p>
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		<title>Di: Maurizio Guiducci</title>
		<link>http://www.gennarocarotenuto.it/4051-e-tornato-kossiga/comment-page-1/#comment-4893</link>
		<dc:creator>Maurizio Guiducci</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Oct 2008 14:02:19 +0000</pubDate>
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		<description>Faccio una piccola &quot;correzione&quot; anch&#039;io:
suona meglio... usando (anche) il primo.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Faccio una piccola &#8220;correzione&#8221; anch&#8217;io:<br />
suona meglio&#8230; usando (anche) il primo.</p>
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		<title>Di: Maurizio Guiducci</title>
		<link>http://www.gennarocarotenuto.it/4051-e-tornato-kossiga/comment-page-1/#comment-4892</link>
		<dc:creator>Maurizio Guiducci</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Oct 2008 13:55:40 +0000</pubDate>
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		<description>Raffaele, lapsus? Hai scritto bene. E battere soprattutto la seconda, magari usando il primo...

Chiudendo nella tenaglia tante vite e tante idee.

Un abbraccio.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Raffaele, lapsus? Hai scritto bene. E battere soprattutto la seconda, magari usando il primo&#8230;</p>
<p>Chiudendo nella tenaglia tante vite e tante idee.</p>
<p>Un abbraccio.</p>
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		<title>Di: Raffaele Della Rosa</title>
		<link>http://www.gennarocarotenuto.it/4051-e-tornato-kossiga/comment-page-1/#comment-4885</link>
		<dc:creator>Raffaele Della Rosa</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Oct 2008 09:17:45 +0000</pubDate>
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		<description>pardon, per il lapsus &quot;battere il terrorismo e la democrazia&quot;....era ovviamente &quot;battere il terrorismo e salvare la democrazia&quot;....   :-(</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>pardon, per il lapsus &#8220;battere il terrorismo e la democrazia&#8221;&#8230;.era ovviamente &#8220;battere il terrorismo e salvare la democrazia&#8221;&#8230;.   <img src='http://www.gennarocarotenuto.it/wp-includes/images/smilies/icon_sad.gif' alt=':-(' class='wp-smiley' /> </p>
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		<title>Di: Raffaele Della Rosa</title>
		<link>http://www.gennarocarotenuto.it/4051-e-tornato-kossiga/comment-page-1/#comment-4884</link>
		<dc:creator>Raffaele Della Rosa</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Oct 2008 09:15:04 +0000</pubDate>
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		<description>Mi ricordo bene, era il 12 di Maggio, ero a Roma a festeggiare in anticipo di un giorno il mio 31 compleanno. Ero a Pzza Navona sul palco allestito dal partito radicale, era il 12 maggio 1977. Il giorno dell&#039;assassinio di GIORGIANA MASI.

Le brillanti idee su come battere il terrorismo e la democrazia, elucubrate da Francesco Cossiga, allora Ministro degli Interni, e messe in pratica tra gli altri, dal commissario Gianni Carnevale e dall&#039; agente di PS Giovanni Santone, spensero la vita di una ragazza di 19 anni, Giorgiana, a cui non fu possibile mettere in mano niente, ne molotov né estintori.

Chi volesse saperne di più, per esempio, 
potrebbe partire da qui

http://isabellasannipoli.wordpress.com/</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Mi ricordo bene, era il 12 di Maggio, ero a Roma a festeggiare in anticipo di un giorno il mio 31 compleanno. Ero a Pzza Navona sul palco allestito dal partito radicale, era il 12 maggio 1977. Il giorno dell&#8217;assassinio di GIORGIANA MASI.</p>
<p>Le brillanti idee su come battere il terrorismo e la democrazia, elucubrate da Francesco Cossiga, allora Ministro degli Interni, e messe in pratica tra gli altri, dal commissario Gianni Carnevale e dall&#8217; agente di PS Giovanni Santone, spensero la vita di una ragazza di 19 anni, Giorgiana, a cui non fu possibile mettere in mano niente, ne molotov né estintori.</p>
<p>Chi volesse saperne di più, per esempio,<br />
potrebbe partire da qui</p>
<p><a href="http://isabellasannipoli.wordpress.com/" rel="nofollow">http://isabellasannipoli.wordpress.com/</a></p>
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		<title>Di: Eliolibre</title>
		<link>http://www.gennarocarotenuto.it/4051-e-tornato-kossiga/comment-page-1/#comment-4882</link>
		<dc:creator>Eliolibre</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Oct 2008 08:38:17 +0000</pubDate>
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		<description>Secondo me andrebbe processato! E forse si comincerebbe e riscrivere la vera storia degli ultimi decenni, non quella che ci hanno sempre raccontato.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Secondo me andrebbe processato! E forse si comincerebbe e riscrivere la vera storia degli ultimi decenni, non quella che ci hanno sempre raccontato.</p>
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	<item>
		<title>Di: Piero De Luca</title>
		<link>http://www.gennarocarotenuto.it/4051-e-tornato-kossiga/comment-page-1/#comment-4873</link>
		<dc:creator>Piero De Luca</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 23 Oct 2008 22:41:58 +0000</pubDate>
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		<description>Mi ricordo una vignetta dei primi anni &#039;90 (mi pare fosse di Vauro, o di Marassi)

&quot;Chi c&#039;è dietro Cossiga ? Due robusti infermieri&quot;

Secondo me ha il Parkinson...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Mi ricordo una vignetta dei primi anni &#8217;90 (mi pare fosse di Vauro, o di Marassi)</p>
<p>&#8220;Chi c&#8217;è dietro Cossiga ? Due robusti infermieri&#8221;</p>
<p>Secondo me ha il Parkinson&#8230;</p>
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