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	<title>Commenti a: Il &#8220;negro, verso cui posso manifestare una generica antipatia&#8221;, ed io</title>
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	<description>America latina, media, politica internazionale, guerre infinite, comunicazione politica - online dal 1995</description>
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		<title>Di: Elisa Gianardi</title>
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		<dc:creator>Elisa Gianardi</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 26 Oct 2008 08:48:27 +0000</pubDate>
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		<description>Mi ritrovo profondamente nelle tue parole. Sono sempre stata particolarmente sensibile a questo tipo di ingiustizie, e in generale, particolarmente sensibile verso chi è &quot;sensibile e debole&quot;. Pure io giravo per le strade di Roma (durante il mio studio universitario, ma provengo dalla provincia) e i lavavetri onesti riuscivano sempre a lavarmelo il vetro, e, quando non lo facevano, gentili di fronte alla mia esile negazione, quasi quasi mi dispiaceva e li avrei rincorsi per allungargli qualche spicciolo. E&#039; l&#039;anima buona che vedo la cosa a cui non riesco a non rispondere, non riesce a lasciarmi indifferente. E la sofferenza aumentava nel vedere invece tanta di quella gente in teoria &quot;a modo&quot; sgarbata, ridicola, davvero idiota, che con fare superiore sghignazzava, accellerava, li insultava:&quot;Mi avete proprio rotto il cazzo!&quot;&quot;Siete delle merde&quot;&quot;Ti ho detto di no!Spostati di li o ti rompo la faccia&quot;. Ma come si fa, come si fa a non accorgersi del vuoto che si portano dentro queste &quot;belle&quot; persone, persone che magari hanno tutto, ma che non valgono proprio più niente? Avrei scambiato più volentieri un caffè e due chiacchiere con un lavavetri che un solo minuto di conversazione con uno di loro, anche così poco mi avrebbe annientato. L&#039;altro incontro, almeno, mi avrebbe invece insegnato qualcosa di nuovo.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Mi ritrovo profondamente nelle tue parole. Sono sempre stata particolarmente sensibile a questo tipo di ingiustizie, e in generale, particolarmente sensibile verso chi è &#8220;sensibile e debole&#8221;. Pure io giravo per le strade di Roma (durante il mio studio universitario, ma provengo dalla provincia) e i lavavetri onesti riuscivano sempre a lavarmelo il vetro, e, quando non lo facevano, gentili di fronte alla mia esile negazione, quasi quasi mi dispiaceva e li avrei rincorsi per allungargli qualche spicciolo. E&#8217; l&#8217;anima buona che vedo la cosa a cui non riesco a non rispondere, non riesce a lasciarmi indifferente. E la sofferenza aumentava nel vedere invece tanta di quella gente in teoria &#8220;a modo&#8221; sgarbata, ridicola, davvero idiota, che con fare superiore sghignazzava, accellerava, li insultava:&#8221;Mi avete proprio rotto il cazzo!&#8221;"Siete delle merde&#8221;"Ti ho detto di no!Spostati di li o ti rompo la faccia&#8221;. Ma come si fa, come si fa a non accorgersi del vuoto che si portano dentro queste &#8220;belle&#8221; persone, persone che magari hanno tutto, ma che non valgono proprio più niente? Avrei scambiato più volentieri un caffè e due chiacchiere con un lavavetri che un solo minuto di conversazione con uno di loro, anche così poco mi avrebbe annientato. L&#8217;altro incontro, almeno, mi avrebbe invece insegnato qualcosa di nuovo.</p>
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