Saturday 04 February 2012, 02:34

L’Italia dei panni sporchi che si lavano in famiglia

ultra Da Ignazio La Russa in giù quanto è pelosa l’indignazione per qualche banale saluto romano e qualche faccetta nera intonata a Sofia dai neofascisti al seguito della nazionale di calcio.

Hanno fatto a Sofia quello che fanno tutte le domeniche da molti anni da San Siro al Bentegodi, dall’Olimpico di Roma a quello di Torino senza che nessuno o quasi se ne scandalizzi.

Sul fomentare la politicizzazione della curva le destre estreme e meno estreme hanno costruito consenso politico per anni, facendo slittare a destra generazioni di adolescenti. Lo hanno fatto chiudendo gli occhi su teste vuote che tutte le domenica spaccano teste, accoltellano, taglieggiano, istigano all’odio razziale e commettono una quantità di reati regolarmente impuniti.

Hanno sempre alzato le spalle negando che il fenomeno fosse coscientemente politico e si caratterizzasse come di estrema destra, razzista, antisemita, e si sono rifugiati nella pelosità bipartisan del rossi e neri tutti uguali. Poi mescolano le carte e si scandalizzano per l’inno di Mameli fischiato ma sono gli stessi che difesero sempre gli ottantamila teppisti che nel  ’90 insultarono quello argentino all’Olimpico di Roma.

Adesso, che i panni sporchi si lavano appena oltre frontiera, dopo essere stati loro ad infiltrare la curva per vent’anni, si costernano, si indignano, s’ingegnano poi gettano la spugna con gran dignità, perché la verità è che la destra politica connive da sempre con la destra da curva. E vorrei sentire qualche politico dirlo forte e chiaro.

———————–

PS Ho notato di sfuggita (ma onestamente posso sbagliare) che lo spot del Ministero degli Interni contro la violenza negli Stadi (peraltro penoso) mostra solo una tifoseria meridionale, quella catanese, e una conosciuta come di sinistra, quella della Ternana. Né nordici né di destra, che sono il 90%. Sarà un caso…



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RSS Feed for This Post 7 Commenti

  1. gianfalco | 13 ottobre 2008 10:19 | Rispondi

    Ho linkato questo post al mio di oggi:
    http://www.gianfalco.it/index.php/2008/10/13/il-pifferaio-di-hamelin-ha-fatto-un-master-in-marketing/.
    Ciao

  2. Rudi Menin | 13 ottobre 2008 11:16 | Rispondi

    L’ ipocrisia nazionale abbonda. Gennaro, in questo caso, per quanto mi riguarda, è impossibile non essere d’ accordo con te. Le dichiarazioni dei ministri La Russa e del “super-sceriffo” Maroni, che quanto a “politica degli annunci” non è secondo nemmeno a Brunetta, mi hanno fatto, semplicemente, da vomitare. Le ragioni, già materia di discussione di articoli precedenti, le hai ben illustrate anche questa volta, inutile aggiungere altro.

  3. Luca Romeo | 13 ottobre 2008 11:33 | Rispondi

    Quella del Catania cmq è di destra.

    La destra al governo ha davvero una bella gatta da pelare con le tifoserie negli stadi, così come le forze dell’ordine. Entrambi li hanno prima incoraggiati e fomentati, ed oggi si ritrovano la serpe in seno.

    A Catania tutti ricordano la morte dell’ispettore Raciti come uno spartiacque nel mondo del calcio, ma c’è chi, come chi milita nei partiti di sinistra, che lo ricorda anche come un evento che ha cambiato anche altro.
    Pochi mesi prima della morte di Raciti, a Catania, durante il Gay pride cittadino, la polizia si è schierata a difesa di un corteo, non autorizzato, di Forza Nuova, che voleva bloccare (e magari reprimere nel sangue) il corteo organizzato dalle organizzazioni omosessuali e dai partiti della sinistra cittadina. In quell’occasione la polizia permise al corteo non autorizzato di andare avanti e obbligò quello autorizzato a ridurre il percorso. Poi morì un poliziotto, colpevole la curva di estrema destra catanese. Il gay pride successivo andò a meraviglia e senza problemi, e circolava la voce che se qualcuno di forza nuova si fosse fatto vedere, c’erano pronti dei manganelli per loro (e non da parte di manifestanti…)

    p.s.
    Raciti il giorno della morte indossava il casco che si era riportato dal G8 di genova 2001, nel quale le comunicazioni tra poliziotti (soprattutto quando parlano della morte di Giuliani) erano degne dei peggiori ultrà andati a sofia l’altra sera. Mi piacerebbe ascoltare le comunicazioni che si scambiavano la sera della morte di Raciti al Cibali…

  4. Eliolibre | 13 ottobre 2008 11:51 | Rispondi

    Ho visto l’intervista a Cannavaro, uno dei rappresentanti degli idoli nazi-fascisti del nostro calcio, ho ascoltato le frasi di La Russa e di Alemanno, ho sentito che i tre arrestati a Sofia sono stati rilasciati perché sono solo “persone informate dei fatti”, ma non ho sentito nessun politico dire chiaro e forte ciò che chiede Gennaro. E non è un caso nemmeno lo spot del Ministero, tutto ha un senso ben preciso. Altrimenti non sarebbe ridotto così questo nostro disperato paese….

  5. Gennaro Carotenuto | 13 ottobre 2008 14:13 | Rispondi

    Di destra ma meridionale Luca. Che per certa gente è così grave come essere di sinistra.

    E guarda caso non hanno scelto l’Hellas Verona… né l’Inter, né la Juve, né la Lazio, né la Roma…

  6. robipiede | 13 ottobre 2008 21:42 | Rispondi

    quei tanto proclamati campioni del mondo (secondo qualcuno carattere prominente della nazione con le case di proprietà, i telefonini e l’industria manifatturiera) di cui Cannavaro è un esponente, se non fossero in campo sarebbero a fare una cinghiamattanza, un coro fascio a Sofia o un assalto ultra’ agli edifici delle forze dell’ordine di Roma: ad esempio De Rossi è più che un simpatizzante di Forza Nuova, mentre Buffon viene apostrofato spesso con la parola* “camerata” dalla curva e non si fa trovare impreparato nel rispondere.
    Una dimostrazione in più, secondo me, della contingenza e trasversalità dell’ideologia normalizzata xenofoba, nostalgica, razzista ed inevitabilmente fascista.

    *= non volevo dire “parola”, ma mi è sembrata la più garbata, avrei voluto non esserlo.

  7. Luca Romeo | 13 ottobre 2008 23:44 | Rispondi

    Ancora per la serie “hanno la faccia come il culo”:

    “Se è l’unico modo per evitare serate come quella di Sofia, allora fermare la vendita dei biglietti ai tifosi italiani per le trasferte della Nazionale all’estero è giusto”. Così il capitano, Fabio Cannavaro, si associa all’annuncio, che potrebbe diventare uno stop delle trasferte dei sostenitori azzurri, come succede per certi “incroci” in campionato. “Quelle avvenute a Sofia sono scene che noi tutti non vorremmo mai vedere in uno stadio”, aggiunge il capitano degli azzurri.

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