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Orde di italiani infestano l’Italia, mandiamoli via!

cinese Emmanuel-Parma L’Italia è un paese pericoloso. Ci vuole sicurezza. La sicurezza è la prima cosa (quella era la salute, diceva il povero Massimo Troisi). La sicurezza è un tema né di destra né di sinistra diceva Walter Veltroni in campagna elettorale. Neanche di colore della pelle, aggiungerei.

Qui se c’è un grave problema di sicurezza è per gli immigrati nelle mani di 58 milioni di energumeni di italiani brava gente! Questi italiani sono decisamente troppi. Non vi danno fastidio in strada tutti questi italiani? Che essendo di più, anzi che essendo troppi, si attrezzano: uomini con spranga contro ragazzino agonizzante in terra. Criminali con fucile contro lavoratori disarmati. Poliziotti con manganello contro ragazzino. Branco contro lavoratore cinese solo alla fermata.

E’ vero, in Italia c’è un grave problema di sicurezza e verrebbe da bofonchiare da sinistra che il problema è sociale e culturale e non di ordine pubblico, ma sbrigati a dirlo perché ci sono i consigli per gli acquisti. E comunque gli elettori non capirebbero. Ah già; che capiscono più quelli?

Facciamo il punto: in Italia la sicurezza è un problema di ordine pubblico e il governo deve assicurare la sicurezza ai cittadini. Già, ma a quali? Commercianti milanesi, camorristi casertani, vigili urbani di Parma e sottoproletari romani (per restare agli ultimi giorni) uniti nella lotta sono passati dalle parole ai fatti. Finalmente abbiamo ritrovato l’unità nazionale della violenza razzista e dello squadrismo. Razzismo e squadrismo secondo le migliori tradizioni nazionali. Ma almeno fossero davvero fascisti. Un fascista con quel microcefalo che si ritrova, almeno qualche scelta l’ha fatta per diventare tale. Come dice Alberto Asor Rosa almeno un progetto di paese, per quanto disdicevole, lo ha. Qui c’è il nulla assoluto. Può essere razzista uno che il cervello se l’è consumato guardando “L’Isola dei famosi” sul servizio (nel senso di WC) pubblico? Un giudice serio li assolverebbe tutti per incapacità di intendere. Di volere no, perché volere vogliono, avere un nemico da sprangare, odiare, discriminare e poi andare nei centri commerciali… Se dico che ce l’abbiamo nel DNA sono autorazzista, vero?

E se poi un giornalista del Ghana descrivesse documentatamente l’Italia com’è e la sua descrizione risultasse esattamente come noi supponiamo sia il Ghana e uno cinese descrivesse la “civilissima Parma” per quel che è, ovviamente ci offenderemo a morte. Approposito, ma non vi viene da ridere quando dite e ripetete fino alla noia “civilissima Parma”, “civilissima Treviso”, “civilissima Verona”, ma civilissima ddeche?

Certo, non bisogna fare d’ogni erba un fascio, c’è commerciante e commerciante, camorrista e camorrista, poliziotto e poliziotto, lumpen e lumpen. Ma perché allora tutti i romeni, tutti i rom, tutti i negri, tutti i napoletani, tutti i cinesi sono uguali? Certo, certo, di razzismo non si può parlare, lo sanno tutti che non tutti i commercianti milanesi sprangano a morte i ragazzini e alcuni camorristi stanno in giacca e cravatta in parlamento (dove abbiamo appreso che però soffrono di depressione). E forse ha perfino ragione il PD di Parma per il quale se sei poliziotti massacrano di botte un ragazzino appena uscito dall’oratorio non è razzismo ma il pericolo è che “rischia di essere danneggiata l’immagine della città” (quintuplo sic).

E poi del resto che facciamo? Mandiamo l’esercito a Parma a difendere i ragazzini dell’oratorio dai vigili urbani?

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