Vietato l’ingresso ai cani e agli ebrei
Villetta Russo (in memoria del tenente Giuseppe Russo, ucciso dalla mafia nel 1977), Palermo centro. Le palme sono morte, uccise dal punteruolo rosso. Le aiuole sono coperte di cartacce, piatti e bicchieri di carta, residui di cibo. Sulle panchine i resti del bivacco della notte precedente: bottiglie vuote di birra Moretti e di superalcolici, cartoni della pizza. In fondo, qualcuno ha amoreggiato, rimangono i fazzolettini accartocciati. Il rombo di due ciclomotori: salgono sul marciapiede, percorrono il viale fra le aiuole, sgommano sull’erba, vanno a posteggiare a fianco di una panchina. Sono quattro adolescenti, tutti senza casco. Sulla via che costeggia la villetta, cambia il semaforo. Dieci motociclette scattano. Tre sono prive di marmitta. Superano i cento chilometri orari. Il rumore è assordante. Anche due auto di grossa cilindrata scattano al verde. Raggiungono i cento all’ora. Un vecchio prova ad attraversare sulle strisce. Aggira prima la Opel parcheggiata sullo scivolo per disabili, poi deve attendere dieci minuti. Un automobilista lanciato sulla via lo schiva e dal finestrino lo manda affanculo. I marciapiedi sono invasi da auto di ogni tipo. Una mamma col passeggino si guarda intorno: non trova un varco per passare, deve tornare indietro. Un grosso camion Iveco è fermo in seconda fila: da un’ora scarica alimentari per il supermercato in un concerto di clacson. Poco in là, la sede provinciale di Forza Italia. Politici minimi ondeggiano fra gli uffici e il bar Crystal. Misurano la propria importanza con il fastidio che le loro auto blu posteggiate in terza fila procurano al prossimo. Una signora anziana porta il barboncino alla villetta. Lo libera. Il barboncino passeggia placido. Ma eccoli, i tutori dell’ordine, richiamati da una severa campagna del Giornale di Sicilia. Eccoli, sono in borghese cone agenti dei servizi segreti. Fermano la signora. Documenti, chip del cane, paletta. Perché il barboncino non è al guinzaglio? Ma è piccolo, innocuo, anziano. Vietato lo stesso. Vietatissimo. Multa, multa, tolleranza zero.
Anche i barboncini sono diventati criminali, in questo paese invaso da un fascismo da operetta che non vede la camorra ma vieta di sedersi sulle panchine. Gli impiegati Mediaset altrimenti noti come “Ministri della Repubblica” legiferano e letteralmente non sanno di cosa parlano. Sono incompetenti su ogni argomento. Sulla Carfagna, stendiamo un velo pietoso. Arrestiamo le prostitute! Ma sì! Arrestiamo i clandestini! Criminali, spacciatori di cd e borsette. Questi impiegati Mediaset altrimenti noti come “Ministri della Repubblica” parlano su ogni canale tv di cose su cui sono del tutto ignoranti. E questi sono i “Ministri”, ovvero i dipendenti di primo livello dell’azienda Mediaset. Immaginate le ultime ruote del carro: sindaci e assessori. E infatti. A Palermo la città è allo sfascio e fanno le multe ai cani. A Verona, Tosi introduce il reato di accattonaggio: cioè i soldi donati sono sequestrati perché illeciti. A Novara è vietata la presenza contemporanea di più di due persone nei parchi dopo le 23. Se volete andare con due amici, dovete parlare a distanza, se state insieme è reato. Alemanno arresta le prostitute e vieta di rovistare nei cassonetti. A Firenze fanno la guerra ai lavavetri.
Dal prefetto di ferro ai sindaci sceriffi. Già: la prima volta come tragedia, la seconda volta come farsa.
Antonio Pagliaro su http://www.gennarocarotenuto.it
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Kama | 3 ottobre 2008 11:51 | Rispondi
Antonio è tutto così deprimente !
un mese fa mi son fermato a un incrocio per far attraversare sulle strisce una ragazza e l’auto dietro di me mi ha tamponato. il tizio scende e mi dice : è per questo che io non faccio mai attraversare i pedoni ! I nostri nonni quasi non conoscevano le parolacce e ai giorni nostri i ragazzini vanno in giro a menare un cinese perchè si annoiano ! cosa è successo a questo paese ? a noi ?