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Quando la sicurezza della famiglia viene minata dall’interno…

Figlia rubava in casa per comprare la droga da spacciare
È stata la denuncia della madre di una 15enne trevigiana a fare scattare le indagini che hanno portato, questa mattina, a una vasta operazione antidroga con perquisizioni che hanno riguardato anche minorenni. La donna si era accorta di ripetuti prelievi di denaro dal bancomat e di furti di vari oggetti (tra cui gioielli da casa).
Nella città del (pro)sindaco “sceriffo” succede anche questo; senza entrare nel merito dell’ episodio, una riflessione è però doverosa. La maggioranza “bulgara” che vive a Treviso da decenni ha deciso di farsi rappresentare da un personaggio che non perde occasione per insultare e offendere i cittadini extracomunitari mentre si presenta ubriaco ai comizi come paladino della famiglia (quella trevigiana naturalmente). Senza generalizzare, l’ eccessiva attenzione riservata al tema sicurezza fa perdere ai trevigiani il contatto con la realtà; così spesso succede che intenti a battere le mani ed osannare la loro “guida spirituale” si dimenticano dei figli che corrono dietro ai temi che dominano la superficie della nostra società: apparenza, denaro e magari anche il successo. Il tutto condito dal principale ingrediente della cultura dello sballo: la droga. Così anche questa ragazzina cercava di dare un senso alla sua acerba vita. Così questa “povera” mamma non si era accorta della “doppia” vita della figlia e pensava che il suo bancomat fosse stato clonato, magari da una banda di rumeni. Senza scomodare le tesi galimbertiane che parlano di nichilismo come l’ ospite inquietante che si annida nelle coscienze dei giovani, le responsabilità della parte educativa della famiglia (i genitori) sono evidenti. Non solo quella trevigiana, per carità. La famiglia trevigiana spesso insegue il nemico nell’ “altro”, il “diverso”, l’ extracomunitario, il rom, ma molto spesso i nemici sono dentro di essa. Ed allora se si scopre che, invece del solito “marocchino” con cui sfogare le proprie nevrosi indotte dal tema sicurezza dai (finti) paladini della famiglia autoctona, quelle stesse nefandezze sono commesse dai propri figli, sarebbe ora di togliere quel velo di ipocrisia che troppo spesso viene indossato come un burqa dai tutori della nostra moralità.

p.s. anche a Verona Tosi non se la passa bene dopo l’ arresto di 4 veronesi “purosangue” ben “inseriti” in un giro di droga….

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