Thursday 09 February 2012, 23:48

Piena solidarietà a De Feo e Fittipaldi

Articolo21 – l’articolo del quale si parla è qui mentre Annalisa Melandri ci ricorda chi è Nicola Cosentino, Forza Italia e la Camorra, patto per un disastro ambientale

La Guardia di finanza di Napoli ha perquisito oggi le abitazioni e il luogo di lavoro dei giornalisti dell’Espresso Gianluca De Feo ed Emiliano Fittipaldi. I redattori del settimanale si sono occupati dello smaltimento dei rifiuti in Campania. Articolo 21 esprime perplessità rispetto alle perquisizioni avvenute nella sede de L’Espresso e nelle abitazioni dei colleghi che hanno effettuato le inchieste sui rifiuti a Napoli. – ad affermarlo è l’Associazione Articolo 21 attraverso il suo portavoce Giuseppe Giulietti – Noi siamo vicini e solidali con i giornalisti che esercitano nel migliore dei modi la loro professione che è quella di informare i cittadini su quel che accade.

Senza negare alle forze investigative il loro ruolo, siamo convinti che si debbano individuare gli interpreti di quello scandalo e comprendere fino in fondo quel che è successo, senza però rischiare di indebolire il lavoro della libera stampa che, sebbene con compiti diversi, lavora con lo stesso obiettivo: quello di scoprire quel che è accaduto e raccontarlo all’opinione pubblica.

Lla perquisizione e i sequestri conseguenti di documenti e computer dei giornalisti,  – afferma L’Espresso – e’ stata ordinata dopo la pubblicazione dell’inchiesta di copertina del settimanale in edicola da oggi, ‘Cosi’ ho avvelenato Napoli’”.

“Nell’inchiesta sono riportate -conclude ‘L’Espresso’- le confessioni dell’imprenditore Gaetano Vassallo, sullo smaltimento dei rifiuti tossici in Campania per conto della Camorra. Nelle sue confessioni Vassallo chiama in causa politici e funzionari: in particolare il sottosegretario all’Economia, Nicola Cosentino, oltre a una nutrita schiera di sindaci e manager degli enti locali campani”.

‘La direzione  esprime la piena e totale solidarieta’ ai colleghi Gianluca Di Feo e Emiliano Fittipladi, autori dell’inchiesta pubblicata sul numero in edicola da oggi, ‘Cosi’ ho avvelenato Napoli’, su 20 anni di traffici in Campania di rifiuti tossicii che vede coinvolti politici e amministratori locali, tra i quali il sottosegretario all’Economia, Nicola Cosentino. La direzione dell’Espresso – si legge in una nota – vuole assicurare i lettori che il settimanale continuera’ nel proprio impegno ad informarli ed esprime forte preoccupazione per la gravita’ dei reati contestati ai giornalisti tali da configurare una minaccia alla liberta’ di stampa e una violazione palese della recente sentenza della Corte Europea dei diritti dell’uomo, che sancisce la tutela del diritto di cronaca e di critica’.

Anche il Comitato di redazione di Repubblica esprime la sua piena solidarieta’. “Ancora una volta – si legge in un comunicato – viene messa sotto inchiesta la stampa che racconta i fatti e le verita’ che da questi fatti emergono, come e’ stato per il servizio giornalistico sui rifiuti di Napoli e sui rapporti tra camorra e mondo politico. E’ ormai una certezza: se si portano a conoscenza dei lettori le notizie, i retroscena che ci sono dietro situazioni cosi’ forti come la vicenda dei rifiuti di Napoli, immediatamente scatta un’inchiesta della magistratura che sembra concentrarsi piu’ sull’individuazione delle fonti e dei rapporti tra queste e i giornalisti, piuttosto che sui fatti denunciati. Una sorta di sostanziale bavaglio all’informazione, quindi, che da piu’ parti viene auspicata ed anche voluta e che, negli effetti – e spesso anche nelle intenzioni – vuole impedire che si raccontino le verita’ raccolte, che i lettori possano farsi una loro opinione autonoma e consapevole su quanto accade in Italia. A questo bavaglio – conclude la nota del Cdr – i giornalisti hanno gia’ detto di no e continueranno a farlo sempre, per difendere la liberta’ d’informazione”.

‘E’ davvero inaccettabile che questa mattina all’alba decine di guardie della finanza abbiano fatto irruzione nella redazione de L’Espresso a Roma e in casa di due colleghi, Giuliano Di Feo e Emiliano Fittipaldi, per un servizio di copertina sull’immondizia a Napoli dal titolo: ‘Cosi’ ho avvelenato Napoli”.afferma il segretario nazionale della Federazione nazionale della stampa Franco Siddi – ‘ Comprendiamo – aggiunge – che l’attivita’ della magistratura sia in questa fase in una situazione delicata ma non possiamo accettare che l’attivita’ giornalistica di inchiesta venga trattata come fosse illegale e sotto tutela. Ci pare che fin troppo chiaro il tentativo di affievolire la capacita’ di ricerca della verita’ da parte dei giornalisti. Sono ormai, infatti, troppi in questi mesi gli interventi sui colleghi e sulle redazioni. Abbiamo immediatamente chiamato il ministro della Giustizia, Angelino Alfano, per esprimergli tutto il nostro disappunto sull’accaduto e per chiedergli un incontro urgente’.

Una perquisizione in redazione e nella casa dei colleghi giornalisti “prima ancora che al limite dell’intimidazione, e’ un atto poco rispettoso del lavoro di chi si impegna a informare”. Lo sottolinea l’Ordine dei giornalisti, la cui “solidarieta’” al settimanale ‘L’Espresso’ “e’ scontata e doverosa”.
In piu’, secondo il presidente Lorenzo Del Boca, “e’ necessario esprimere le congratulazioni e i complimenti per un servizio efficace, documentato, completo che apre scenari di luce e di verita’ in questioni rimaste, per troppo tempo, ovattate. Raccontare come e’ stata inquinata Napoli con i rifiuti tossici e’ servizio non solo indispensabile ma, addirittura, meritorio.
La cosiddetta societa’ civile che ci sta intorno e che acquisisce notizie attraverso il nostro lavoro – continua Del Boca – deve rispondere a una domanda: che informazione vuole?
Se le basta qualche fotocopia annacquata di luoghi comuni possiamo continuare cosi’. Se pero’ desidera conoscere tutto, anche la polvere che di solito si nasconde sotto i tappeti, deve trovare il modo di aiutare i giornalisti piu’ coraggiosi che hanno necessita’ di essere apprezzati ma anche protetti da atteggiamenti aggressivi di chi vorrebbe togliere loro la penna per armarli di bavaglio”.

A fine perquisizione ritorna la direzione del Settimanale. “Le perquisizioni nelle abitazioni dei colleghi Gianluca Di Feo e Emiliano Fittipaldi e negli uffici del settimanale sono terminate.
Dopo 7 ore, i diciotto finanzieri impegnati nell’operazione hanno sequestrato numerosi documenti di lavoro dei giornalisti, i loro computer, le loro agende telefoniche’.
‘Si ribadisce che L’Espresso – continua la direzione – continuera’ nel suo impegno di corretta e completa informazione, per nulla intimidito dai tentativi di ostacolare il lavoro dei giornalisti e di limitarne il diritto di cronaca’.



  • Stampa questo articolo
  • Invia quest'articolo via mail

RSS Feed for This PostInvia un commento

Devi essere registrato per inviare un commento.