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Ma come, critichiamo Daniele De Rossi e non Berlusconi o la Chiesa?

lapr_13872464_04350 ignaziosalvo Daniele De Rossi, il formidabile centro-campista della Roma, ha dedicato i due gol segnati alla Georgia al suocero, Massimo Pisnoli, un pregiudicato della malavita romana ucciso in un regolamento di conti.

E’ abbastanza evidente che De Rossi avrebbe fatto meglio a mantenere privato il suo lutto ma la SAP, un sindacato di Polizia, non ha perso tempo a bacchettarlo sonoramente ricordandogli di dovere essere un esempio per milioni di giovani.

Bene, o insomma, abbastanza bene, ma allora perché, lo denuncia oggi l’edizione palermitana di Repubblica, in una parrocchia bene di Palermo si espongono targhe in memoria del mafioso Ignazio Salvo, pure lui ammazzato in un regolamento di conti?

E ciò per non ricordare il boss della banda della Magliana Enrico de Pedis fatto seppellire nella Basilica di Sant’Apollinare a Roma o il capo del governo Silvio Berlusconi che definì il mafioso Vittorio Mangano un eroe.

Allora, forse Daniele de Rossi non ha dato il buon esempio, ma da chi doveva avere il buon esempio Daniele de Rossi?

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3 Responses to Ma come, critichiamo Daniele De Rossi e non Berlusconi o la Chiesa?

  1. Leonardo R. Andino 11 set 2008 at 22:24 #

    malafede.

  2. Raffaele Della Rosa 11 set 2008 at 23:57 #

    e già che ci siamo perchè non imporre a De Rossi, pena la proibizione di continuare a fare il calciatore, di far cambiare il cognome da nubile della moglie e i proibirle di incontrarsi con i di lei familiari….

    A proposito….questa mattina, erano passate le 12 al Gazzettino Radio Regionale della Campania, ho avuto il privilegio di ascoltare la parola di Sua Eminenza Reverendissima, il card. Crescenzio Sepe, su cui incombe la cura spirituale delle anime dei napoletani, inclusi, suppongo, tifosi ed ultrà…Sua Eminenza richiesto dall’intervistatore di un proprio parere sulla proposta della nota rivista bolscevica FAMIGLIA CRISTIANA, (non siate ingenui e non vi fate ingannare dal titolo anche voi) di prendere le impronte digitali non solo ai rom ma anche agli ultrà ha risposto, quasi preso alla sprovvista, che questa delle impronte era una questione prettamente tecnica su cui lui non aveva titolo per esprimersi MA OCCORREVA CHE LA RAI E TUTTI GLI ALTRI MEDIA LA SMETTESSERO DI CONCENTRARE LA PROPRIA ATTENZIONE SUL TRENO DEI TIFOSI GIACCHE’ DA NAPOLI PARTIVANO TANTI ALTRI TRENI, BELLISSIMI, QUELLI DIRETTI A LOURDES.

    Caro Gennaro faccio autocritica. Ormai sono convinto. Con gli ultrà la camorra c’entra eccome.
    :-) :-) :-)

  3. emanuele 12 set 2008 at 03:16 #

    Speravo che il prof. Carotenuto parlasse di questa vicenda. Non entro nel merito dei gol dedicati ad un suocero delinquente, ma avete notato che Pisnoli è diventato Pisnoli solo dopo essere diventato delinquente?
    Prima era stato rapito “il suocero di De Rossi”, poi hanno ucciso “il suocero di De Rossi”, infine hanno trovato i killer del “suocero di De Rossi”.
    Ora che i killer hanno detto perchè hanno fatto fuori “il suocero di De Rossi” quello ha riacquistato un’identità propria.

    Ad ogni modo, delinquenza o meno, perchè, se anzichè il suocero ammazzavano il fruttivendolo di De Rossi non ce ne fegava un cazzo???

    Veramente ormai la forma delle notizie è talmente insulsa che non si può sentire…nuclearizziamo le sedi dei tg, l’umanità ce ne sarà grata!

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