giovedì 02 settembre 2010, 19:29

Gianfranco Fini a Giannutri: non è vietato, basta pagare

Bisogna dare atto a Gianfranco Fini di aver chiuso la questione Giannutri in maniera tempestiva: è vero, mi sono fatto il bagno in un posto proibito, mettendo a rischio un ecosistema unico e ostentando di poter fare quello che ai comuni mortali non è permesso; ma io pago la multa e quindi non avete diritto a speculare.

E invece speculo: chi ha pagato il carburante dei vigili del fuoco? E soprattutto cosa impedisce stamane a migliaia di natanti di gettare l’ancora in tutti i luoghi protetti del paese, fare la pipì tra alghe, spugne, madrepore e gorgonie e poi pagare la multa?

Fini ribalta la logica e il diritto: non è vietato, solamente si paga (immagino che oggi faranno i biglietti/multa per fare il bagno a Giannutri). E’ una concezione proprietaria della cosa pubblica, da vera razza padrona. Come il padrone di Gianfranco Fini: non è falso in bilancio, è depenalizzata; non è corruzione, è prescritta. A pensarci bene Fini ha davvero classe: ha l’impunità del Lodo Alfano e paga lo stesso la multa. Davvero un signore d’altri tempi.



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  1. LuciaC | 28 agosto 2008 20:28 | Rispondi

    Mi sembra che siamo di fronte alla solita logica dei ‘furbetti del quartierino’ che cercano di non farsi beccare mentre infrangono la legge e che, scoperti, girano la frittata lodandosi (e purtroppo spesso lodati) per aver deciso di pagare per i propri errori.

    <> si dice dalle mie parti e leggendo certe cose, almeno un po’, il dubbio che sia così mi viene. Che tristezza!

  2. Rudi Menin | 28 agosto 2008 22:05 | Rispondi

    L’ erede di Almirante sdoganato da quello che adesso è il suo padrone, come giustamente rileva Gennaro, ultimamente ne combina più di Bertoldo. La capacità dialettica, da sempre il suo punto forte, come quando fa i suoi discorsi istituzionali senza il classico foglietto, come quando parla senza pause, ripetizioni, senza cincischiare e senza balbettare, ostentando una sicumera corroborata da quell’ arrogante capacità di cavalcare le ondate populiste, di strapazzare gli avversari nei vari salotti e talk show della tv spazzatura che gli hanno fatto ottenere il titolo, ahimè, di politico più simpatico e, dulcis in fundo, anche quello di politico più stimato, vacilla. Dall’ incredibile gaffe di paragonare le bandiere israeliane bruciate al barbaro omicidio di cinque “bravi” e “coraggiosi” individui della Verona bene del sindaco sceriffo, erede legittimo del beone gentilini, flavio tosi, all’ infelice frase rivolta a Di Pietro, in qualità istituzionale di presidente della camera, che lo “redarguiva” per le frasi che non erano di suo gradimento, oramai fini colleziona una brutta figura dietro l’ altra. Evidentemente, al contrario di ciò che diceva “il divo”, il potere logora. Eccome se logora. Lui che, a parti invertite, se l’ episodio citato avesse coinvolto un politico della parte opposta, avrebbe scatenato per mesi la mitragliatrice mediatica in compagnia del suo padrone. Lui, il moralista. Lui, il proibizionista di ferro fumatore innocente di qualche, sporadico, spinello. Lui cattolico divorziato, accanito avversario di norme che, se legiferate, avrebbero tutelato le coppie di fatto. Ma anche questo squallido episodio scivolerà via come tutti gli altri; gli italiani saranno lì ad applaudirlo ed acclamarlo quando tornerà, come futuro candidato del centrodestra, a fare l’unica cosa che sa fare bene: la propaganda. E mentre illude e conquista gli italiani con qualche frase ad effetto, sottovoce ripeterà, come in un celebre film, “io so’ io e voi nun siete un c….”

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  1. Da Gianfranco Fini a Giannutri: non è vietato, basta pagare | Yourpage live news aggregator | set 9, 2008

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