Menu 2

Un plebiscito per Evo Morales in Bolivia

tapagn Ha governato per 30 mesi avendo tutti i media del paese contro. Ha governato per due anni e mezzo con l’Ambasciata degli Stati Uniti tramandogli contro e con un’opposizione eversiva e razzista che considera intollerabile che lui, un indio, governi il paese. Gli hanno impedito di fare campagna elettorale, e minacciandolo costantemente di morte, perfino di entrare in varie regioni.

Eppure lui, Evo Morales, il presidente indigeno della Bolivia, ha aumentato di quasi mezzo milione i voti presi nel 2005, passando da un già straordinario 54% a un plebiscitario 64% di consensi e crescendo in tutte le regioni del paese comprese quelle governate dall’opposizione (a Beni dal 16% al 43%, a Santa Cruz dal 33% al 39%, a Tarija dal 31% al 47% e a Pando dal 20% al 49%).

Se si pensa che, nel solo anno 2007, l’agenzia governativa statunitense USAID ha speso 124 milioni di dollari per destabilizzare il governo boliviano, finanziare l’opposizione, e fomentare la secessione, il risultato del referendum revocatorio di domenica in Bolivia, che ha visto riconfermare Evo Morales addirittura aumentando del 10% i propri voti, rappresenta un risultato storico per il paese e per tutta l’America latina integrazionista.

Ancora una volta nel Continente, il potere dei soldi, la volontà delle multinazionali e di governi come quello statunitense o spagnolo e il controllo totale dei media da parte delle oligarchie locali, non ha potuto trionfare.

Leggi tutto in esclusiva su Latinoamerica.

, , , , , , , , ,

Trackbacks/Pingbacks

  1. L’America integrazionista reagisce e si stringe intorno alla Bolivia, minacciata dal terrorismo secessionista finanziato da Washington e sull’orlo della guerra civile : Giornalismo partecipativo - 12 Set 2008

    […] secessionista e golpista, dopo la durissima sconfitta subita nel referendum revocatorio dello scorso dieci agosto, quando il governo legittimo di Evo Morales sfiorò il 70% dei voti, ha […]

  2. Bolivia: la strage di Pando come Portella della Ginestra. L’odio dei ricchi contro i poveri : Giornalismo partecipativo - 14 Set 2008

    […] Bolivia. E il popolo lo appoggia come ha testimoniato il 10 agosto confermandolo Presidente con il 67.4% dei voti. Sono loro, l’opposizione, ad aver bisogno della violenza, ad aver bisogno di incendiare il […]

Lascia un commento