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Solidarietà a Il Manifesto

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Da giorni vorrei scrivere sul dl sull’editoria, ma non ho nulla da aggiungere.

Voglio allora esprimere la mia più piena solidarietà al quotidiano Il Manifesto e alle altre cooperative editoriali.

Il governo le vuole eliminare per distruggere quel poco di biodiversità informativa che resta in questo paese.

A chi scrive non sembra male eliminare completamente i finanziamenti ai giornali di partito. Dal Secolo d’Italia a Liberazione, se vogliono emettere dei comunicati possono farlo su Internet a costo zero. In un’economia di mercato i partiti devono smettere di creare posti di lavoro fittizi con soldi pubblici per i loro militanti, clienti, servi. Ciò vale anche per Radio Radicale. Inoltre le grandi aziende editoriali, a partire dalla Mondadori, hanno il fisico per stare sul mercato senza aiuti diretti o mascherati, come gli sgravi postali.

Resta quella cosa delicata che si chiama pluralismo, così intimamente legata all’idea di democrazia. Lì lo stato non può chiamarsi fuori. E’ il suo compito istituzionale difenderlo, investire per difenderlo. La libertà di espressione non è lasciare Porta a Porta a Bruno Vespa per cent’anni, è permettere a cento cooperative editoriali di vivere e confrontarsi sulle idee. Non sui consigli per gli acquisti.

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