Friday 10 February 2012, 05:14

Mariastella Gelmini è fantastica (e ha centinaia di complici nelle redazioni dei giornali e TG)

gelmini Sui tagli all’educazione pubblica potrebbe essere scritto un manuale di disinformazione. Vengono tagliati 87.000 docenti, le classi verranno accorpate ed esploderanno a livelli da scuole del terzo mondo?

Vuol dire che il titolone lo facciamo sul ritorno del grembiule alle elementari. Con tanto di sondaggino online così la gggente crede di dire la sua: “siete d’accordo che i bambini a scuola tornino ad essere tutti uguali?”.

Vengono levati otto miliardi all’educazione tanto che calcoli avveduti sostengono che l’intero sistema si bloccherà? Non c’è problema, commissioniamo un bell’articolo di fondo sull’importanza del ritorno del sette in condotta: “finalmente il governo fa tornare la serietà a scuola”. Come non averci pensato prima? Poi mettiamo un altro bel sondaggino online: siete favorevoli o contrari a mettere gli alunni scostumati dietro la lavagna in ginocchio sui ceci?

Si elimina di punto in bianco la SSIS impedendo a una generazione intera di avere accesso al lavoro per il quale sono stati fatti preparare e hanno pagato ingenti tasse universitarie. Risolviamo intervistando la Ministro (nella foto tra i palloncini): “signora mia, è evidente che lo facciamo per loro… meglio precari nei call center privati che nella scuola pubblica, no?”

Si riabbassa l’obbligo scolastico, da 16 a 14 anni, unico paese dell’Europa Occidentale? Che importa, facciamo un bel reportage sui prof fannulloni e strapagati. Che schifo sta scuola e meno male che Silvio (Brunetta) c’è!

E’ sotto gli occhi di tutti la campagna disinformativa contro la scuola pubblica. Da una parte si cerca davvero di smantellarla, dall’altra si inducono subdolamente i cittadini a non fidarsi della più gloriosa istituzione dell’Italia unita (altro che Carabinieri!). Nonostante ben poco indichi che le scuole private possano offrire di più delle pubbliche, la fuga (fomentata ad arte) è già cominciata, soprattutto nelle grandi città. Classi medie appena appena abbienti si svenano e spostano i figli. Una volta fuggite le classi medie chi difenderà più la scuola pubblica?

Suore di tutti gli ordini possibili e signorine Rottermeier prendono in consegna i pargoli al modico prezzo di 6-10.000 Euro l’anno. Dove ho già visto tutto questo? Ah, sì, in un paese chiamato Argentina… datemi della Cassandra se volete.

Alla campagna per far credere che la scuola pubblica se non fa già schifo lo farà, oltre al governo, che piccona materialmente, si prestano tutti i media, e gli abitanti di questo paese, come i lemmings, corrono verso il suicidio. Del resto vuoi mettere quanto è più sexy un titolo: “a scuola ritorna il grembiule” oppure “finalmente sette in condotta ai bulli” che un titolo e un’analisi seria, possibilmente che dica la cosa più sensata: senza scuola pubblica non esiste più il paese e non esiste più la democrazia. Se qualcuno prova a non essere d’accordo, semplice: reintervistiamo la Ministra, che è pure di bella presenza. Si costerna. s’indigna, s’ingegna: “non è vero che bocceremo col 7 in condotta! Sono menzogne comuniste! Per essere bocciati ci vorrà il 5 in condotta”. Di cosa parlavamo?

Una volta si diceva “contadino, scarpe grosse e cervello fino”, erano ignoranti ma non si facevano fregare. Adesso gli italiani sono analfabeti di ritorno e si fanno fregare ogni giorno di più. E i giornalisti, spesso tanto analfabeti di ritorno come i loro concittadini, un po’ ci fanno e un po’ ci sono. Un po’ sono in malafede un po’ proprio non hanno gli strumenti per capire la gravità della situazione.

Ne avevamo avuto già sentore negli anni passati: levare soldi alla scuola pubblica per darli alle private (che in Italia al contrario che all’estero sono: 1) quasi solo dei preti; 2) popolate da figli di papà che non hanno voglia di studiare e che pagano salato per un pezzo di carta che non meritano) vuol dire essere a favore della libera scelta. Invece al contrario (non c’entra, ma c’entra) essere contro la libera scelta in maniera di interruzione di gravidanza lo chiamiamo essere “pro-vita” (come i torturatori di Eluana Englaro). E purtroppo, per convincerci su tante cazzate hanno centinaia di Goebbles al lavoro nelle redazioni.



  • Stampa questo articolo
  • Invia quest'articolo via mail

RSS Feed for This Post 12 Commenti

  1. Andras | 3 agosto 2008 09:19 | Rispondi

    Mi atterisce il futuro che ci aspetta.
    Ma qual’è la soglia di sopportazione del popolo di sinistra, quando si decideranno a liberarsi dei vari Veltroni, D’Alema, Fassino, Bertinotti e tutta la nomenclatura da politburo?
    Cosa occorre per farli indignare?
    Resto attonito di fronte al silenzio di questa sinistra, mentre stanno demolendo lo stato sociale e le conquiste dei lavoratori ottenute con la lotta.
    Questi non sono nemmeno disposti a svegliarsi, figuriamoci a lottare…

  2. Gennaro Carotenuto | 3 agosto 2008 13:14 | Rispondi

    La domanda è ben posta Andras.

    La sinistra politica si divide tra massimalisti al caviale e… minimalisti (riformisti è parola troppo seria e grossa) allo champagne.

    E in mezzo ci siamo noi… attoniti, atterriti, senza rappresentanza politica, qualcunque cosa si sia votato, e disabituati a mettere la faccia e il corpo.

  3. Luca Romeo | 3 agosto 2008 14:12 | Rispondi

    Io formulerei in altro modo la domanda: che aspetta il popolo di sinistra ad entrare nelle sedi di partito e farne parte invece di restare a casa a fantasticare su come “buttare fuori” i vari D’Alema, Veltroni, Bertinotti….?

  4. Rudi Menin | 4 agosto 2008 00:13 | Rispondi

    Qualcuno ha la formula magica sul come uscirne da questa condizione che ormai da anni paralizza il popolo della sinistra ?? Qualcuno si propone o si candida per fare politica attiva e quindi per dimostrare che cambiando i fattori (i nomi), il prodotto finale (la politica) cambia ??
    Qualcuno è in grado di dire come riuscirebbe a scardinare il sistema dei poteri forti ed orientarlo verso una politica di sinistra, quando il sistema stesso è intrinsicamente di destra ?? Ma che proposta è quella di entrare nelle sedi di partito e buttare fuori i vari D’Alema, Veltroni, Bertinotti ?? Forse chi la propone l’ ha già fatto e si ritiene migliore di costoro ?? Basta con questa “sindrome Tafazzi” che continua ad imperversare tra gli elettori di sinistra; la democrazia, che si voglia o no, è questa, quando arrivi nelle “stanze dei bottoni” c’è già qualcuno che sta manovrando per te. Capisco che solo da una parte c’è lo spirito critico, il confronto serrato, mentre dall’ altra parte sono tutti allineati e coperti agli ordini del gran capo, ma mi sembra che la smania di distinguersi tra le varie, numerosissime, anime della sinistra porti solo disfattismo e “sindrome da immunità”, nel senso che le colpe sono sempre degli altri, come amano fare ad esempio i seguaci di Grillo. Non mi aspetto certo soluzioni miracolistiche, caro Gennaro, non vivo sulla luna, certo che continuare a demolire e distruggere tutto ciò che riconduce a sinistra, non mi sembra certo il miglior viatico per poter costruire qualcosa di alternativo, ammesso che sia davvero possibile farlo con questo sistema, quello attuale che si basa sul potere determinato dai rapporti di forza.

  5. Gennaro Carotenuto | 4 agosto 2008 01:32 | Rispondi

    Rudi, secondo me il punto non è che tizio sostituisca Veltroni e caio Bertinotti.

    Secondo me il punto è avere un programma di sinistra da difendere a testa alta senza subire l’egemonia culturale della destra.

    Io avrei perfino una breve lista di punti da piano dei cento giorni:

    1) salute ed educazione SOLO pubbliche (o privato senza oneri per lo stato, così voglio vederli i grandi imprenditori della salute privata con i soldi pubblici). Investimenti ingenti per rialfabetizzare il paese.

    2) ius solis più piena cittadinanza agli immigrati in tempi brevi, max 5 anni, per vera integrazione. Altrimenti non c’è più suffragio universale, ovvero non c’è più democrazia.

    3) Questione morale. A me andrebbe bene perfino Brunetta e perfino il 7 in condotta, se non sapessi che è solo una cortina di fumo. La corruzione e l’evasione fiscale vanno combattuti ferreamente. Chi sgarra paga nel senso che chiude, va in galera, cambia mestiere…

    Con questi tre punti all’1.30 di notte mi contento come programma, va bene?

  6. Antonio Castellarin | 4 agosto 2008 08:34 | Rispondi

    Per non strafare, anche se sono le 8.30 di mattino e si e’ piu’ svegli aggiungerei un solo punto.

    4)L’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali; consente, in condizioni di parità con gli altri Stati, alle limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni; promuove e favorisce le organizzazioni internazionali rivolte a tale scopo.

  7. felago | 4 agosto 2008 11:58 | Rispondi

    Gennaro,
    mi sono appena registrato: non resistevo senza aggiungere un punto alla lista dei 100 giorni (anzi, basterebbe questo da solo, assieme al tuo 1) che è parallelo).
    La prima vera questione è l’informazione: vanno revocate tutte le licenze alle TV private (cioè commerciali) e ri-trasformare la RAI in un vero servizio pubblico, come fu nonostante i partiti. Ci vorranno almeno vent’anni di questa cura per bilanciarne trenta di lavaggio del cervello, i cui nefasti effetti vediamo a tutti i livelli ed in tutte le situazioni. Poi potremo permettere di nuovo le TV private, naturalmente con ben altri paletti.
    In sostanza, questi due punti (formazione ed informazione) sono la madre di tutte le battaglie: se non scardiniamo il modello culturale imposto (e ormai allegramente assorbito da un’intera generazione) in questi 30 anni, tutto il resto sono buchi nell’acqua.
    Ciao a tutti e grazie per l’ospitalità.

  8. Annalisa Melandri | 4 agosto 2008 15:36 | Rispondi

    tempo fa insieme a un caro amico abbozzammo una specie di programma ellettorale in dieci punti, molto simile a quello che si va delineando qui, ricordo pero’ che c’era anche la tutela delle donne (che in Italia e’ ASSENTE, siamo praticamente a livelli iraniani) e le separazioni velocissime.

  9. Gennaro Carotenuto | 4 agosto 2008 16:13 | Rispondi

    grazie a te, sei il benvenuto

  10. Rudi Menin | 4 agosto 2008 23:15 | Rispondi

    Tutti i punti espressi da Gennaro (che ringrazio aver dedicato un pò del suo prezioso tempo nel rispondendermi a notte inoltrata) in poi sono sicuramente degni di essere presi in considerazione da chi pensa che il bene pubblico debba essere al di sopra dell’ interesse individuale. Questo dovrebbe essere il punto cruciale, insieme ad nuovo modello di sviluppo sostenibile che sostituisca l’ attuale, quello della crescita ossessiva, oramai in crisi stabile. Latouche insegna. Senza scomodare teorie macroeconomiche di cui non ho alcuna competenza credo che la sinistra per essere tale, vera, concreta, incisiva, non può che ripartire da qui. Il capitalismo globale, la mano invisibile del mercato, determinano gli alti e bassi dell’ economia mondiale e, se non controllati, producono risultati che sono sotto gli occhi di tutti. Perfino Tremonti, strumentalizzandola, ha trattato la questione facendo credere capziosamente di essere dalla parte dei ceti deboli, in realtà strenuo difensore delle lobby localiste. Tutto da ripensare dunque, in economia, in materia di diritti civili, nella tutela dei soggetti più deboli; la sinistra europeista, mi spiace dirlo, pur con diverse sfumature e qualche distinguo ha dato pessima prova di sè. La ri-alfabetizzazione a cui fa riferimento Gennaro dovrebbe costituire la base per risvegliare le coscienze, ultimamente addormentate. Senza arrivare per forza alla dittatura del proletariato a cui i militanti dei circoli di lotta comunista ancora, ingenuamente, aspirano. Non voglio dilungarmi oltre per non cadere nella retorica del massimalismo al caviale, come dice Gennaro, mi auguro che, dopo “l’inutilità del voto utile” delle ultime elezioni, attraverso l’inevitabile crisi identitaria che la sconfitta elettorale ha generato con tutti i drammi che ne sono seguiti e ancora stanno seguendo, una luce “sinistra” si scorga in fondo al tunnel dell’ omologazione politica che rende la sinistra troppo simile alla destra, da sempre amica dei poteri forti.

  11. freddie freeloader | 6 agosto 2008 17:46 | Rispondi

    Felago ha il mio voto. Questo neofascismo neanche tanto occulto (ieri sera ho assistito con terrore, tante sono le somiglianze con la situazione attuale, ad una trasmissione su Mussolini ed il fascismo) viene senz’altro dai trent’anni di TV commerciali (rectius: dai trent’anni di TV Fininvest – Mediaset).
    Chissà cosa penserebbe Pasolini di questa Italia schifosa!… (infinitamente peggio di quella di cui lui parlava negli anni ’70)

  12. russogennaro | 26 ottobre 2008 12:06 | Rispondi

    Lo so che non piacerà alla ministra in quanto afro-americano (per non dare un grosso dispiacere ai suoi alleati di AN) ma Barak Obama è saggio e a differenza del nostro governo mette l’istruzione al centro della politica di sviluppo che dovrà rimettere l’America in piede. Durante un discorso in Alabama, afferma, il sogno americano si è infranto quando i giovani cominciarono ad affrontare condizioni economiche peggiori ed avere meno opportunità di emergere dei loro padri. Solo con l’istruzione possiamo ridargli quel sogno, è promette fondi al sistema scolastico statunitense. Un uomo illuminato che ha capito in pieno il male che affligge il mondo occidentale, possessore di una visione ellenistica e cioè che la conoscenza è la trincea contro Il rifiuto della cultua, un muro contro il rigetto delle regole e del senso dello Stato, l’opposta dell’idea che la furbizia debba prevalere sullo studio, o che aggirare le norme e non pagare le tasse sia moderno, l’idea che la colpa sia dei giudici e non dei comportamenti illeciti; contrario al dileggio delle istituzioni. E infine del tutto divergente al pensiero del accettazione passivo di modelli imposti.

    Nel Italia Fantastica di Berlusconi ci sono 7.5 milioni di persone che vivono al di sotto del livello di povertà ed altri 7.5 milioni vivono a ridosso di quella soglia. I precari di questo paese stanno nel secondo gruppo, lavorando quando ci va bene 9/10 mesi all’anno. Il premio Nobel statunitense Paul Krugman, economista neo-keynesiano, teorico cioè dell’intervento dello Stato per regolare il mercato, afferma che per uscire dalla crisi dobbiamo dare i soldi a chi ha bisogno di spenderli, cioè i poveri, e invece il governo che fa? Da i soldi alle banche ed agli imprenditori e taglia definitivamente i precari. Pero dobbiamo ammettere una certa stabilizzazione è stata attuata, da precari, lavorotori flessibili a tempo indeterminato sono diventati disoccupati a tempo determinato.

10 Trackback(s)

  1. Da Campagna disinformativa contro la scuola pubblica « Giovani Comunisti/e - Enna | ago 7, 2008
  2. Da Questa volta il nemico è l’insegnante meridionale (e la scuola al Sud è un miracolo) : Giornalismo partecipativo | ago 25, 2008
  3. Da Mariastella Gelmini a Reggio Calabria : Giornalismo partecipativo | set 4, 2008
  4. Da Mariastella Gelmini sex symbol? : Giornalismo partecipativo | set 13, 2008
  5. Da L’officina di Stefano Prisco » Blog Archive » Mariastella Gelmini è fantastica (e ha centinaia di complici nelle redazioni dei giornali e TG) | set 30, 2008
  6. Da Mariastella Gelmini come Barak Obama? Due appunti sull’ennesima grembiulata di Santa Ignoranza : Giornalismo partecipativo | ott 27, 2008
  7. Da Mariastella Gelmini è fantastica (e ha centinaia di complici nelle redazioni dei giornali e TG) - ScrittInediti | ott 30, 2008
  8. Da Se la Gelmini è di sinistra / Mariastella Gelmini è fantastica (ed ha centinaia di complici..) « Solleviamoci’s Weblog | nov 17, 2008
  9. Da Primo blitz 2009 del governo, il 7 gennaio voto di fiducia sulla riforma di Mariastella Gelmini per l’Università : Giornalismo partecipativo | gen 7, 2009
  10. Da Campagna disinformativa contro la scuola pubblica | hostbox | set 30, 2010

RSS Feed for This PostInvia un commento

Devi essere registrato per inviare un commento.