Il dizionario di Tullio de Mauro definisce email (anche nelle forme e-mail, e mail, mail) come sostantivo femminile, giustamente invariabile (non sia mai scrivere “emails” al plurale). Ma siamo sicuri professore di quel femminile? A questo punto scrivere “un mail” oppure “un email” sarebbe sbagliato. Mica sono convinto…
Gennaro Carotenuto su http://www.gennarocarotenuto.it
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marcocurreli | 29 luglio 2008 02:26 | Rispondi
Perché?
email letteralmente significa posta elettronica, quindi femminile, il fatto che si traduce con “messaggio di posta elettronica”, che sarebbe maschile, secondo me è ininfluente. Ora poi i tempi sono cambiati, se prima le email erano veri e propri messaggi ora potremmo anche definirle “lettere elettroniche”, quindi femminile.
Diego Brugnoni | 29 luglio 2008 07:29 | Rispondi
Neppure alla Crusca sono convinti:
http://www.accademiadellacrusca.it/faq/faq_risp.php?id=3937&ctg_id=44
Edo Grandinetti | 29 luglio 2008 10:19 | Rispondi
Io sono d’accordo col prof, perché, anche se magari è più norma che regola, email al maschile fa schifo.
Mattia Bergamo | 29 luglio 2008 10:58 | Rispondi
Interessante.
Non ho mai capito come venga scelto l’articolo per un termine straniero.
Ero rimasto all’uso del maschile come una sorta di “neutro” per tutte le parole.
D’altra parte a me è sempre suonato male ‘il directory’…
Gennaro Carotenuto | 29 luglio 2008 12:39 | Rispondi
Beh, i linguisti, e la crusca quello fanno di mestiere… e a volte non si mettono d’accordo, vedi la querelle su “se stesso” o “sé stesso”.
Io limito al minimo gli anglismi, ma quando li sdogano vorrei sentirmi a mio agio. E mentre email mi sembra ragionevolmente femminile non sono sicuro che lo stesso valga per mail. Se facessi l’insegnante avrei difficoltà a segnare con la penna rossa “ho ricevuto un mail da…”.
Diego Brugnoni | 29 luglio 2008 13:19 | Rispondi
Gennaro, non c’entra con il post, ma ho la terribile sensazione che al crescere del livello (formale) d’istruzione cresca l’abuso di anglismi. Hai mai sentito parlare un neolaureato medio in Economia (per dire)? Advertising, step, commodity, etc.
Non può essere solo colpa loro.
http://www.ipli.it/anglismino.htm
Edo Grandinetti | 29 luglio 2008 15:56 | Rispondi
@Gennaro: ma “un mail” è terrificante. Mamma che suon brutto. Io lo segnerei blu e 4 secco, altroché.
Gennaro Carotenuto | 29 luglio 2008 16:02 | Rispondi
Diego, il sito sugli anglismi inutili è stupendo e se ne potrebbero pubblicare degli estratti (ops… a momenti mi usciva digest). Io ho una sensazione diversa dalla tua, che più che al crescere del livello l’uso dell’anglismo si accosti al voler mostrare un determinato livello di conoscenza… Sto mordendomi la lingua.
Edo, pensa che a me “un mail” suona del tutto normale.
Gennaro Carotenuto | 29 luglio 2008 17:15 | Rispondi
Gia che ci siamo altro quesito. Nel libro che sto scrivendo vorrei esprimere il concetto degli anni subito dopo la fine della guerra fredda.
Come lo scrivo?
“immediato dopoguerra fredda”
“immediato dopoguerrafredda”
“immediato dopo guerra fredda”
Gennaro Carotenuto | 29 luglio 2008 17:40 | Rispondi
vada per dopoguerra fredda.
Luca Romeo | 29 luglio 2008 21:42 | Rispondi
Post Guerra Fredda suona meglio
Mai usato mail al maschile, in effetti suona strano anche a me “un mail”, ho sempre detto “una mail” o “una e-mail”, anche perchè lo associo a “lettera” più che a “messaggio”
vraie | 29 luglio 2008 23:09 | Rispondi
io ormai la percepirei al femminile … ma il punto è un altro: accettare l’imposizione del nemico?
cerchiamo almeno di difenderci, … se facessimo:
una mail …. un’amai ?.
marcocurreli | 30 luglio 2008 00:08 | Rispondi
io uso email molto raramente, in genere preferisco messaggio di posta elettronica, mail non lo uso mai.
per gli anglismi, sono d’accordo con quello che è rimasto sotto la lingua a Gennaro
“immediato dopoguerra fredda” non è che mi suoni molto bene, io scriverei un semplicissimo “subito dopo la guerra fredda”
normanna albertini | 30 luglio 2008 01:08 | Rispondi
Io scriverei “Immediato periodo post guerra fredda”. Per il termine email, un mio allievo brasiliano mi diceva che non capiva perchè noi italiani avessimo questa consuetudine di conservare i vocaboli in inglese invece di tradurli; per loro è “correio eletronico”, posta elettronica, e non dicono file, ma documento, non dicono floppy, ma dischetto ecc…
Luca Romeo | 30 luglio 2008 10:15 | Rispondi
Spagnoli e portoghesi hanno l’ottima abitudine di non accettare esterofilismi nel loro vocabolario, perfino “yogurt” è stato tradotto in “yogur”…
raffi | 30 luglio 2008 18:06 | Rispondi
io pensavo a : dopo guerra fredda. ??