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Autoscatto in parlamento

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Con la decisione sul voto palese, in merito alla decadenza del corrotto e corruttore lombardo, il parlamento umilia se stesso, le prerogative del parlamentarismo, il regolamento del Senato e un principio di libertà istituzionale e politico. Ma il parlamento umilia se stesso perché si conosce, perché conosce l’infima qualità umana degli eletti del popolo, selezionati con un sistema indegno di un paese civile. Comprati e venduti, tutti sul mercato,hanno trasformato la libertà in sotterfugio, l’indipendenza in suburra, l’etica in simulacro.

Col voto palese credono di salvare la loro residua credibilità e invece ottengono il risultato opposto, entrando in una zona densa dove la Repubblica stessa fondata sulla Costituzione nata dalla Resistenza è a rischio. La politica ha fotografato se stessa come con un autoscatto mostrandosi nuda. Per gli storici del futuro il 2013 passerà come quell’anno nel quale fu necessario uno strappo così severo per sancire il banale principio che i condannati non devono stare in parlamento.

Sarà un voto che servirà a tirare a campare qui e ora e forse celebreremo la decadenza del satrapo. Ma non andremo lontano.

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