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Sul numero chiuso e i test d’ammissione all’università

Ripenso a quando fui indeciso fino all’ultimo se iscrivermi a storia o matematica. Alla fine, bene o male, scelsi io. Oggi come allora tanti ragazzi sono indecisi tra inclinazioni diverse (economia o lingue, medicina o giurisprudenza…) e a scegliere è la casualità dell’essere l’ultimo degli ammessi o il primo degli esclusi a test (per essere buoni)  perfettibili.

Non voglio rifiutare a priori il numero chiuso e penso che siano giuste delle politiche d’orientamento che ragionino su altre esigenze che non siano solo la volontà, i sogni, le aspirazioni, le mode tra i neodiplomati. Mi domando però se è davvero necessario che, salvo pochi casi di grande affollamento, sia necessaria questa politica che finisce per rendere quasi casuale la scelta universitaria e cosa comporterà domani in termini di rimpianto, frustrazioni… Faccio l’avvocato ma se avessi potuto avrei fatto il medico… Alla fine, bene o male, scelsi io.