Fino a quando sopporteremo in silenzio i crimini contro la bandiera italiana e l’inno di Mameli e il razzismo contro insegnanti e magistrati del Sud?
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Raffaele Della Rosa | 20 luglio 2008 23:26 | Rispondi
suppongo fino a quando la Sicilia, tanto per dirne una, continuerà a votare il Berlusca, i Dell’Utri ecc. ecc.
alessandro | 21 luglio 2008 11:56 | Rispondi
dovrebbero essere chieste le dimissioni.
è stato un ministro della Repubblica italiana a fare quel gesto sull’inno, non un ignorante fanatico del c***o qualsiasi.
erman | 21 luglio 2008 13:34 | Rispondi
caro Gennaro,sono felice di poter tornare a scrivere e non mi lascio sfuggire l’occasione.ti dico questo:la retorica della bandiera non mi ha mai toccato,l’inno nazionale non mi suscita nessuna emozione,anche perchè non puo’ esistere un inno che vada bene per tutti.il mio inno è Bella Ciao,stop.si sono italiano,ma nella misura in cui sono mezzo torinese e mezzo abruzzese,per me è solo un dato geografico e nulla piu’.tuttavia…..le provocazioni di bossi sono inaccettabili,attacca un nazionalismo con un altro che,paradossalmente,è inventato.i leghisti amano gemellarsi con gli irlandesi,o con Euskadi,ma sono situazioni completamente diverse,accostarle è una bestemmia oltrechè una nefandezza storica.ovviamente è fin troppo facile dire che il vecchiardo malato di varese urla contro roma ma si becca da roma il suo sostanzioso stipendio.è fin troppo ovvio ribadire la matrice razzista e xenofoba della Lega per ottenere il consenso.mi chiedo perchè il presidente della repubblica continui a dormire,a tacere ed a acconsentire.
erman | 21 luglio 2008 15:19 | Rispondi
…tra l’altro ho appena letto che dietro agli ennesimi turpiloqui del vecchiardo leghista ci sia l’incazzatura dovuta alla seconda bocciatura consecutiva del figliolo somaro,che non riesce proprio a prendere la maturita’.invece di dare un paio di scappellotti ben assestati al suo degno erede di sangue per invitarlo a studiare,il senatur ha ben pensato di dare la colpa agli insegnanti meridionali,colpevoli di boicottare,di mettere i bastoni tra le ruote e di ostecolare lo straordinario talento intellettuale del figlio!oh che dramma si nascondeva in realta’!
erman | 21 luglio 2008 15:22 | Rispondi
OPS,chiedo scusa!ho scritto “ostecolare”:come vedete anch’io ho qualcosa in comune col figlio di bossi.con una leggera differenza:la maturita’ l’ho presa al primo tentativo!!!che volete,è la solita fortuna del Popolo ignorante…..
Gennaro Carotenuto | 21 luglio 2008 15:33 | Rispondi
Io invece Erman, forse per deformazione professionale, continuo a pensare che i simboli della “religione civile” e della costruzione della nazione, abbiano un senso che non può essere sottovalutato.
Quindi viva Bella Ciao e il 25 aprile, ovviamente, ma viva anche la bandiera e perfino l’inno nazionale, ovviamente non in contrapposizione ad altre bandiere ed inni. A ferragosto ne andrò a discutere con Garibaldi a Caprera. Chissà mai che non si scopran le tombe e si levino i morti?
Celia | 21 luglio 2008 15:52 | Rispondi
E’ vergognoso, dovrebbero chiedere le sue dimissioni all’unanimità.
Confronto a Bossi persino la Carfagna come Ministro delle Pari Opportunità diventa “giustificata”.
Io vorrei sapere cosa ne pensano i meridionali che hanno votato per il Pdl.
Annalisa Melandri | 21 luglio 2008 15:55 | Rispondi
Potrebbe essere perche’ tra quelle pareti e su quelle rocce davvero sembra di sentirne la presenza.
x_alfo_x | 21 luglio 2008 16:17 | Rispondi
Caro Gennaro, sei su Netmonitor di vittorio zambardino (Repubblica)
erman | 21 luglio 2008 16:29 | Rispondi
certo Gennaro,il tuo discorso fila ed è condivisibile,ma che ci posso fare?se l’inno fosse Bella Ciao allora si mi si riempirebbe il petto d’orgoglio,ma questo….proprio mi lascia indifferente.capisco l’orgoglio irlandese e quello basco e li ammiro per la loro resistenza alla cultura dominante dei loro rispettivi paesi.ammirazione per Garibaldi e le sue lotte di liberazione,ma non credi che purtroppo oggi la questione dell’inno sia strumentalizzata per cercare,attraverso il richiamo patriottico,di dare uno sfogo ad un malcontento popolare sempre crescente?non ci vedi anche un tentativo di cercare la legittimazione di certe “missioni all’estero”.cioè te lo chiedo,ve lo chiedo per vedere se la mia idea ha qualche fondamento o è campata per aria!
Raffaele Della Rosa | 21 luglio 2008 19:13 | Rispondi
Il fatto che la parola PATRIA sia stata usata ed abusata per i peggiori crimini significa pur qualcosa, non possiamo essere indifferenti a questo…però scusatemi questo non è accaduto solo per la parola PATRIA, ma anche per altre parole: RIVOLUZIONE, LIBERTA’ PROLETARIATO, LOTTA DI CLASSE….
che poi l’inno di Mameli piaccia o non piaccia….beh era un ragazzo di 20 anni, più o meno, caduto difendendo la Republica Romana, la quale sulla propria bandiera recava la scritta Repubblica Sociale (ehhh anche questo tentarono di rubare….)…
Non mi dispiace citare per l’ennesima volta una bella frase di Mazzini “Amo la mia patria perchè amo tutte le patrie”, altro che sciovinismo, altro che nazionalismo….
Certo la faccenda è un po’…. come dire….sputtanata, lo suonano alle partite di calcio….insomma in occasioni in cui la patria, concetto alto, non c’entra, o c’entra poco, assai poco, quasi niente, un po’ come il giornalismo serio con Fede…..
Penso che la patria la si senta e la si “ami” (la parola mi fa un po’ ridere) quando ti manca, quando è in pericolo….la patria è la lingua in cui pensi, le tue abitudini (anche quelle cattive, ovviamente), i paesaggi che hai visto da bambino, i tuoi ricordi quando arrivi ad una certa età.
Ma la patria sono prima di tutto i valori: la solidarietà, la giustizia, la libertà, la democrazia.
Per quello in Spagna i molti che combattevano per la repubblica combattevano anche in difesa delle proprie patrie, dei propri popoli.
E vi sono molte patrie che possono essere “amate” contemporaneamente: città, regioni, nazioni, lingue, poesie, pitture ecc. ecc.
Entriamo in un mondo che mette a contatto facilmente grandi differenze, vi sono e vi saranno scontri, vi sono e vi saranno incontri.
Raffaele Della Rosa | 21 luglio 2008 19:21 | Rispondi
(seguito del precedente)
Non disprezzo Bossi ed i legaioli con lui, perchè vilipendono tricolore ed inno di Mameli, ma perchè la loro patria non è, come riescono a far credere a qualche sprovveduto, una vallata, un dialetto, ma perchè la loro patria è lo studio di un commercialista, sulla loro bandiera vi è scritto EGOISMO, OGNUN PER SE’ DIO PER TUTTI.
Ma se le disastrose prove della sinistra, non avessero contribuito ad ottundere la sensibilità generale, ed a far cadere la speranza, non sarebbe difficile far capire alla gente come un ministro spergiuro, un che giura di rispettare una costituzione per cui ostenta disprezzo, sia comunque politicamente (oltrechè umanamente) un pessimo ministro oltrechè un pessimo soggetto.
Ma se contro Bossi si leva il patriottismo di un Veltroni, o di un D’Alema, tutta gente che si è sporcata le mani nell’aggressione alla Serbia ed ora all’ Afghanistan, ecco che certe parole e concetti diventano bolsa retorica, roba da vaudeville.
Però care compagni e compagni non dimenticate che molti partigiani comunisti hanno combattuto anche per la patria, pensando magari che potesse essere un po’ meglio di quello che è ora.
Raffaele Della Rosa | 21 luglio 2008 19:29 | Rispondi
E poi caro Erman le parole della Bella Ciao partigiana (non di quella delle mondine, assai migliori) sono melense e senza alcun significato politico. Se permetti preferisco l’ Inno ( che a me non piace )scritto da Goffredo Mameli (Genova 1827-Roma, Villa del Vascello 1849) uno che faceva parte,ai suoi tempi,della “meglio gioventù”.
sasa | 22 luglio 2008 12:54 | Rispondi
Bossi & C. hanno un seguito e lo avranno anche in futuro, purtroppo, perchè si è inventato una patria che non esiste da dare in pasto alla gente rimasta orfana della patria reale. Il Po, i Celti, la Padania, tutte cose che vorrebbero dare identità a chi non ne ha più.
La classe dirigente uscita dal dopoguerra non è riuscita a mantenere saldi i valori della Resistenza, dell’antifascismo e della Costituzione; ecco da dove nasce Bossi, la Lega e tutti i totem eretti fino ad ora. Bossi non sarà magari una costola della sinistra, come diceva D’Alema ma sicuramente il figlio degenere sì. Se tu lasci il vuoto prima o poi qualcuno lo riempirà, il più delle volte di merda.
erman | 22 luglio 2008 15:06 | Rispondi
ok Raffaele,ti permetto ti permetto.ma forse ti è sfuggito un particolare e cioè che vi ho dato il mio punto di vista senza pretendere di imporlo.io la vedo cosi!detto questo non posso accettare di sentir denigrare Bella Ciao,definirla canzone melensa e senza senso.ha un alto significato,politico ma ancor piu’ umano altrochè.poi puoi preferire la canzone che ti pare,ma è un altro paio di maniche.la questione della Repubblica Spagnola non è proprio cosi:certo i repubblicani difendevano la patria,ma un tipo di patria(anche Franco amava la patria!).la vittoria del Fronte Popolare aveva portato molte aspettative nella gente,parlo di rivendicazioni sociali, e la Sollevazione di Franco minacciava proprio questa attesa,questa speranza.infatti tra i primissimi a difendere la Repubblica ci furono gli anarchici di Durruti ed il sindacato CNT,che non avevano certamente un concetto proprio positivo di “patria e bandiera”.o no?infine non credo proprio che i valori della patria siano identificabili con la solidarieta’ e la giustizia,la democrazia e la liberta’.a meno che questi non erano i valori fondanti della giunta militare argentina,di pinochet,di Franco appunto,del duce,o del dalai lama che va tanto di moda ultimamente.
daniele.m | 23 luglio 2008 00:53 | Rispondi
caro Gennaro,
se la bandiera italiana è simbolo della nostra nazione, e nell’una si può identificare l’altra, allora il vilipendio è giornaliero, reiterato dagli stessi nostri dirigenti che, da destra e da sinistra, in un colmo di ipocrisia, si sono infervorati contro Bossi.
Di fronte alle continue umiliazioni che un Berlusconi o un Veltroni infliggono ogni giorno a questo paese, davvero non me la sento di prendermela col vecchio Bossi, ormai un inoffensivo cimelio della politica italiana.