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Piccole comparazioni domenicali sul giornalismo nostrano e la politica latinoamericana

Lo scorso anno in Venezuela Hugo Chávez ha chiesto con un referendum (tra l’altro) di potersi ricandidare alle prossime elezioni. Hanno scritto che perciò era un golpista. Lui ha perso il referendum (dello 0,7%) ed ha accettato il risultato. Hanno fatto una capriola e hanno riscritto che era un golpista. Lo hanno scritto sempre, tutte le volte che ha vinto le elezioni, anche con battaglioni di osservatori internazionali che certificavano non solo la regolarità ma che le elezioni venezuelane sono le più monitorate al mondo. Hugo Chávez era golpista per i media mainstream anche quando il golpe l’hanno organizzato contro di lui. Nessuno invece ha mai scritto che José María Aznar, George Bush e gli altri soggetti che organizzarono (documentatamente) quel golpe l’11 aprile 2002 sono golpisti. Se scrivo “Bush golpista” o “Aznar golpista” è una posizione ideologica o sono i fatti che impongono (a tutti, anche a Ciai, Battistini, Candito, Sansonetti, PG Battista e i loro galoppini, i Guanella, Cotroneo, Nocioni) di farsi carico di tale fardello? Perchè non se ne fanno carico? Ho capito, tengono famiglia, ma non mi adeguo.

Álvaro Uribe non poteva essere rieletto presidente nel 2006 in Colombia. La Costituzione non glielo permetteva. E’ processualmente provato che la modifica alla Costituzione fu comprata con la corruzione. Da noi nessuno ne ha scritto, nessuno gli ha dato del golpista. Anzi: si spellano le mani a fargli i complimenti. Uno capisce che la Colombia è lontana, ma almeno i grandi giornali dovrebbero essere in grado di produrre qualche analisi complessa, non ideologica e che si basi sui fatti.

Adesso Álvaro Uribe, che si candidò illegalmente nel 2006, vuole rimodificare la Costituzione per avere un terzo mandato. La liberazione di Ingrid Betancourt (comunque sia avvenuta) sarebbe un titolo di merito per modificare la Costituzione e farsi rieleggere? Guardando all’America col cannocchiale eurocentrico, evidentemente sì.

Mi spiegate perchè per Uribe va bene quello che non va bene per Chávez? Andatevi a leggere le cose che hanno scritto i nostri grandi giornali per Chávez… dittatore, golpista, che voleva restare al potere a vita… Guardate come si spellano le mani per Uribe che volerebbe trionfale verso la terza rielezione. Peccato che, almeno per il momento, non può candidarsi e con 60 suoi parlamentari tra la galera e la porta di questa per paramilitarismo, non gli sarà facile cambiare la Costituzione.

Ma cosa importa ai Mimmo Candito di turno? Se domani la Corte Suprema colombiana dovesse “impicciare” Uribe, cosa scriverebbe Candito per non coprirsi di ridicolo? Che non lo sapeva? Eppure parla sempre con una certa sicumera, come uno che sa sempre tutto. O scriverà (sarebbe in linea visto che descrive Uribe come l’uomo della provvidenza) che “la magistratura politicizzata vuole sovvertire il voto popolare”? Quello che viene considerato impresentabile per l’Italia gli andrà bene per la Colombia? Certo… è la Colombia… che pretendono… mica vorranno pure loro un vero stato di diritto. Basta un simulacro e per il gran “reporter senza frontiere” Mimmo Candito basta voltarsi dall’altra parte e far finta di non vedere che in Colombia si ammazzano più giornalisti e sindacalisti al mondo.

Tre anni fa, Omero Ciai di Repubblica scrisse in questo sito che l’unica cosa che interessava della Colombia era Ingrid Betancourt. Aveva (tristemente) ragione. Ma allora perchè oggi si lanciano in ardite analisi su Uribe che prescindono dai fatti? Perchè scrivono che sarà rieletto sicuramente per la terza volta senza dire che al momento non è candidabile? Perchè non scrivono una riga sulla parapolitica o sul fatto che anche l’elezione del 2006 potrebbe essere stata illegale? Perchè non scrivono che la proposta uribista di un referendum nella quale i cittadini sanciscano se le elezioni del 2006 debbano valere o essere annullate (ovvero un’enorme giuria popolare che assolva dal vizio della corruzione quel voto) è indecente e bonapartista? Se Silvio Berlusconi volesse fare un referendum popolare per cancellare i reati passati suoi e dei suoi complici cosa scriverebbero? Non è la stessa cosa?

Álvaro Uribe godrebbe di sondaggi bulgari in fatto di popolarità. Nessuno li questiona, neanche chi scrive e tant’è: assassino, paramilitare, corrotto (cito la Betancourt), ma popolare. Ma allora perchè gli stessi che si spellano le mani sulla popolarità di Uribe, e che considerano credibili quei sondaggi, considerano non credibili quelli che testimoniano livelli di popolarità simili per Hugo Chávez o Evo Morales.

Eppure sono sondaggi prodotti dagli stessi istituti! Per i nostri media se sondaggi prodotti dagli stessi istituti affermano che Uribe è popolare allora vanno considerati autorevoli. Se invece dicono che Chávez è popolare allora vanno considerati delle cialtronate. Chi scrive è un grande ingenuo, ma proprio non riesco a spiegarmi come si arrivi a tanto… Mi viene in mente che (a parità di sondaggio) forse sono autorevoli quelli favorevoli a governi amici di Washington, dell’FMI e delle multinazionali e invece sono taroccati quelli favorevoli a governi non amici? Ricaccio nella gola perché ideologico questo argomento ma non me ne sovvengono altri…

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