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Nessuno ferma l’invasione di messicani poveri verso gli Stati Uniti

tj004 Questo articolo, scritto per Latinoamerica, parla di migranti che muoiono attraversando un deserto. Ma potrebbe in maniera speculare parlare di migranti che muoiono attraversando un mare.

In memoria di tutti quelli che nessuno, neanche l’odio dei ricchi, può fermare.

Il muro della vergogna, che deve separare fisicamente il continente nordamericano tra i suoi abitanti ricchi e quelli poveri, cresce ogni giorno di due miglia, più di tre chilometri ogni 24 ore. Dal 2002 ad oggi, in appena sei anni, le guardie di frontiera statunitensi sono passate da 5.000 a 16.471 e il governo di George Bush considera un trionfo tutta la propria politica migratoria. In realtà l’unico successo è quello di riuscire a mettere in maggior pericolo la vita dei migranti.

Secondo uno studio del Centro di Studi Migratori dell’Università di San Diego, nella parte statunitense della California, ripreso dal quotidiano La Jornada di Città del Messico, il 90% dei migranti è cosciente che il viaggio verso nord sia “molto pericoloso” e uno su quattro ha conosciuto personalmente qualcuno che è morto nell’attraversamento della frontiera.

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