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I guardoni di Stato

Ancora una volta le mani prudono e le parole sgorgano. Una domanda si ostina ad assillarmi: perché scrivere ciò che è evidente ed invisibile solo per chi si rifiuta di vedere? Chi ha vissuto la propria vita in cerca di giustizia ed eguaglianza non può astenersi dal procedere sulla sua ostinazione e il cammino di sempre. Banchi di scuola di antica fattezza ritornano alla mente; maestri e professori siedono dietro una cattedra e su una pedana, primo scalino di una autorità invadente e oppressiva.

Le prime nozioni ci crescono dentro e le idee si scontrano con la realtà e altre nozioni che la famiglia ci propone e impone. Ogni volto è un input e ogni azione è filtrata dall’idea del momento e del luogo. I “devi” e i “ricordati”, i “fai” e i di ogni tipo e i “doveri” per ogni situazione plasmano il carattere. Lo scalpello della cultura dominante modella la pietra grezza del pensiero libero. “Libertà” sarà mito e speranza per cuori semplici e caratteri forti e ribelli. La vita scorre come un fiume in piena che travolge sentimenti, paure, passioni, valori, ideologie e fedi. Come dice Guccini, “la paghi tutta e a prezzo di inflazione … quella che chiaman la maturità.” Ancora lo sguardo fruga tra i rifiuti delle ideologie e della morale borghese e bigotta, mentre una nuova oppressione è il nulla sostanziale di una follia generale. Un governo ingovernabile, astratto nei suoi poteri, propone nuove leggi e reprime ogni informazione. Il tema del momento è la cosa più fasulla e ipocrita che si possa immaginare. La giustizia dovrà da oggi in poi evitare di controllare le telefonate dei cittadini, mentre sarà possibile l’intercettazione in casi come il terrorismo, la mafia, il crimine organizzato. Cosa significa tutto ciò? Chi deciderà se è un caso di terrorismo , chi deciderà chi dovrà essere sorvegliato e intercettato? Nessuna società precedente è mai stata controllata e sezionata, come attraverso un microscopio, mai la tecnologia disponibile aveva raggiunto livelli da fantascienza, mai la vita privata ha subito un intrusione ed un controllo permanente. Nessuna telefonata, nessun messaggio via email, nessuna strada o piazza e campagna o spiaggia sono escluse da controllo. Telefonini cellulari, carte di credito, certificazioni ed attestati di ogni tipo o genere, segnalano la posizione ed i movimenti del cittadino. I guardoni di Stato, e non solo il nostro, controllano tutto e tutti, ma ciò che è più grave è il potere esercitato sull’informazione sia pubblica che privata. Ecco come proposte assurde e fasulle diventano discussione e tema di scontro dialettico o fisico. La società orwelliana è quasi terminata e la stanza 101 (quella delle torture psicologiche ) è già funzionante per casi particolarmente ribelli e considerati pericolosi. Gli schiavi del terzo millennio non tentano la fuga, gli schiavi e i burattini del terzo millenio vogliono essere guidati e pilotati come incapaci di intendere e volere. Pensare è fatica, ribellarsi è intolleranza e indisciplina, la pace è l’assenza di ogni discordia e i nostri cittadini e connazionali sono tutti pacifisti. Il giustizialismo, di quella che viene definita la seconda repubblica, si caratterizza proprio nell’interrompere un sistema di copertura dei politici ricattabili quindi superati, mentre un partito razzista e xenofobo come la Lega Nord si impone in una logica basata sul localismo e la tradizione forzatamente adattata all’esigenza del momento. Un nuovo partito azienda scaturisce nel vuoto dei valori e simbolo del successo e nuovo orizzonte ereditato dal mito americano. Una cultura permissiva tradotta “sinistra”, rimasta orfana del socialismo reale, svende la propria identità e punta diritta al governo del paese. Ciò che viene definito “centro” diventa luogo di convergenze e strategie, mentre il liberismo invade e domina l’intero panorama politico. I nuovi ricchi e il potere colluso da sempre con mafia e servizi segreti internazionali usano i guardoni di Stato, infiltrati in ogni settore della società; trovando nello stragismo e crimine di ogni natura e forma, il mezzo per dividere e dominare il paese. Cosa ci sarà ancora dato di vedere? Se l’insabbiamento e la disinformazione hanno caratterizzato la politica italiana del dopoguerra, i nuovi bavagli alla magistratura e all’informazione saranno l’ultima svendita di un’identità mai realizzata né vissuta, ma celebrata sia nel fascismo che nella democrazia apparente. Ancora una volta il “diverso”, nomade, extracomunitario, straniero, è il nemico, il terrorista, il criminale, lo stupratore per eccellenza. Sino a quando il nemico avrà un volto e un nome, il male trionferà nel suo aspetto celato ed acclamato dalle masse. Il monarca del passato rappresentava l’incarnazione del divino, successivamente le teocrazie lasciavano il posto ad un connuvio tra potere laico e religioso. Il processo di secolarizzazione, frutto della scienza e della tecnologia, privilegiavano lo Stato laico e democratico. L’arroganza della Chiesa dei nostri giorni rivela quanto debole sia nella sostanza il governo Berlusconi e soci. Il prostrarsi del presidente del consiglio alla presenza del Papa racconta una Storia alternativa e occultata. Lo straniero più potente del mondo invade con la sua presenza la Roma capitale, mentre lo sfoggio della forza e l’arroganza sono parata e militarizzazione della città.

Nuovi guardoni di Stato ordiranno complotti e creeranno conflitti, mentre genocidi, torture, povertà, fame, devastano il pianeta. Un popolo emotivamente analfabeta, storicamente ignorante, arrogantemente incosciente applaude alla propria impotenza e alla repressione più totale e subdola conosciuta.

“Proletari di tutto il mondo unitevi!”

Oppressi di ogni paese e comunità unite i colori della vostra pelle, un nuovo arcobaleno di idee e speranze vi appartengono: conquistatele!

Renzo Coletti.

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