Cristina Fernández alla FAO: “Il protezionismo del Nord causa l’impoverimento e la fame del Sud”
Con un durissimo e documentato discorso al vertice della FAO a Roma, la presidente argentina Cristina Fernández de Kirchner ha riportato il discorso alla crudezza dei dati concreti: la causa prima della fame nel mondo è il neoliberismo.
Neoliberismo vuol dire che i deboli, i paesi del Sud del mondo, devono aprire i loro mercati mentre i forti, i paesi del Nord, possono mantenere chiusi i loro secondo i propri interessi. E le conseguenze, come ha rilevato punto per punto la presidente argentina sono sotto gli occhi di tutti. Fernández, come prima di lei il brasiliano Luíz Inacio da Silva, ha ricordato come esempio criminale quando il Fondo Monetario Internazionale raccomandava alla Repubblica di Haiti di sradicare completamente la propria produzione di riso. L’ideologia del libero mercato, imponeva di comprarlo all’estero.
Oggi Haiti, anche per essere stato obbligato ad ascoltare quei consigli interessati, è un paese distrutto e alla fame, dove i paesi integrazionisti latinoamericani, tra i quali l’Argentina, stanno insegnando a reintrodurre orti familiari per riparare ai guasti voluti dall’FMI.
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Gennaro Carotenuto su http://www.gennarocarotenuto.it
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- Da Paolo Maccioni » Blog Archive » CRISTINA FERNÁNDEZ ALLA FAO: “IL PROTEZIONISMO DEL NORD CAUSA L’IMPOVERIMENTO E LA FAME DEL SUD” | giu 5, 2008
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emanuele | 4 giugno 2008 13:58 | Rispondi
C’è un fastidioso rumore di unghie sugli specchi: Stati Uniti ed Unione Europea stanno annaspando non riuscendo più a tenere nascoste le vere motivazioni degli “accordi economici” coi paesi in via di sviluppo. Intanto la Cina sta riempiendo l’Africa di armi e cianfrusaglie a basso costo, in cambio delle preziose risorse locali. Perfino dove sono stato io, in Benin, piccolo paese che non ha certo le risorse del Katanga in Rep. Democratica del Congo, la presenza cinese è ovunque, ma non è assolutamente fisica. Però tutto è prodotto in Cina: moto, utensili, telefonini.
In tutto questo si chiede a paesi come il Benin di aprire il proprio mercato, un mercato che, nello specifico, campa di cotone e che riduce alla fame centinaia di migliaia di persone ogni volta che in occidente qualche colletto bianco decide di giocare all’allegro gioco “tira su il prezzo!”.
Infine c’è il discorso sui diritti di cui all’altro post del professore: l’importanza dei diritti umani è inversamente proporzionale al sostegno politico, economico e militare agli Stati Uniti. I diritti umani violati da Cuba e dal Venezuela sono estremamente più importanti di quelli violati da Israele o dall’Egitto o dall’Arabia Saudita. Quelli violati dalla Cina e dalla Russia sono importanti a tratti: ora sì, ora no, ora sì, ora no…
In tutto questo si impone a popolazioni che devono fronteggiare problemi contingenti gravissimi di compiere in pochi anni, e pacificamente, passi economici e politici che all’occidente sono costati secoli di sangue e lotte fratricide.
Un po’ come prendere a legnate un bambino di un anno per insegnargli a leggere e scrivere…geniale!
Gennaro Carotenuto | 4 giugno 2008 14:31 | Rispondi
Emanuele, di QUALI diritti umani parli quando parli del Venezuela?
Celia | 4 giugno 2008 15:58 | Rispondi
Emanuele, i problemi che hanno i paesi in via di sviluppo sono nella maggior parte dei casi dovuti alla speciulazione e allo sciacalaggio di risorse effettuate dai paesi occidentali.
Sappiamo di chi è la colpa.
Tu consideri più importanti i diritti umani riferiti alla politica o il sano diritto umano ad alimentarsi, andare a scuola e curarsi?
Tra l’altro, come dice Gennaro, puoi lasciare scritti gli altri paesi ma..Venezuela che c’entra?
Dovresti sostituirla con stati uniti forse…
emanuele | 4 giugno 2008 17:06 | Rispondi
Non lo so QUALI, la domanda non la deve porre a me, ma ai giornalisti che ne parlano!!
Chiaramente mi stavo immedesimando nel punto di vista occidentale e dal punto di vista occidentale i diritti umani si violano ovunque se ne parli, indipendentemente dal fatto che sia vero o meno.
Per esempio la pena di morte negli Stati Uniti non è una violazione dei diritti umani. Le torture in Egitto non lo sono.
La violazione della libertà in Venezuela lo è.
Nessuno viola nulla in Venezuela?
Dettagli…
(scuate pensavo fosse chiaro il sarcasmo del mio commento)
X Celia: come ho scritto sorpra era un post ironico e se mi chiedi di sostituire gli Stati Uniti al Venezuela posso dirti che nella mia personale scala di violazioni di libertà gli Stati Uniti stanno secondi forse solo a Myanmar!
Ironia a parte, un appunto serio vorrei muovertelo: è verissimo che gran parte dei problemi dei PVS sono dovuti agli sciacalli di questa parte del globo. Però è ora che cominciamo a mettere anche i governanti locali e le popolazioni locali di fronte alle loro, per quanto poche, responsabilità.
Per intenderci: lo schiavismo (il Benin è stato storicamente uno dei punti di partenza privilegiati) era sicuramente controllato dalle potenze straniere, ma chi faceva soldi sul posto vendendo uomini e donne della propria gente erano i re e i capi locali.
Quindi io sono ferocemente contro il colonialismo e il neocolonialismo, ma non dobbiamo cadere nell’errore di deresponsabilizzare del tutto i governi locali, altrimenti sembra che i problemi dell’Africa e dei PVS si risolvano calando soluzioni dall’alto e dall’esterno, come se quei popoli non fossero in grado di avere un ruolo attivo nelle scelte locali, perchè tanto è sempre colpa di altri.
Ti dico questo anche da sardo, perchè con la scusa che siamo sempre stati sottomessi, ci siamo autoassolti per secoli anche quando i casini in Sardegna erano colpa di nostre scelte idiote.
Gennaro Carotenuto | 4 giugno 2008 17:16 | Rispondi
Hai voglia, per esempio la polizia venezuelana giustizia i piccoli delinquenti sul posto.
Sarebbe un bell’argomento di denuncia il fatto che in 8 anni le cose siano migliorate ben poco su questo piano. Ma se ne fregano, e non dicono nulla. Altrimenti dovrebbero dire che queste pratiche esistono anche in Brasile, in Colombia, in Centro America, ma (strano a dirsi) non a Cuba.
E preferiscono inventare prigionieri politici e mancanza di libertà di espressione. Se chiedi di fare nomi, fatti e circostanze la considerano una provocazione.
Una volta un tipo (velo pietoso sul nome) mi disse: “ma io non ne so così tanto per poterli fare e sei tu che ne sai di più a doverli fare, e comunque si sa che in Venezuela non c’è libertà d’espressione”. Questo è il livello…
Celia | 4 giugno 2008 17:57 | Rispondi
Scusa Emanuele non avevo capito l’ironia.
Sono d’accordo con te per ciò che scrivi sull’Africa.
Però per poterli giustamente responsabilizzare dovrebbero essere in grado di avere piena libertà governativa e si sa che così non è.
Fino a quando ci sarà ingerenza occidentale al livello del periodo colonizzatore (solo più ipocrita e sottile) non avranno mai la libertà e le capacità di cambiamenti possibili ma difficili da fare in posti dove per esempio c’è ancora un alto tasso di analfabetismo e morte infantile.
Bisogna buttare le basi prima di iniziare la costruzione e all’Africa le basi non le vogliono far buttare in solitudine, la vogliono guidare appoggiando dittatori e regimi che fanno l’occhietto alle super-potenze altrimenti colpi di stato, assassini, guerre civiili ecc…come è capitato alla quasi totalità degli stati del continente africano.
A parte questo ti do’ ragione sul fatto che piangersi addosso non è mai servito a niente e a nessuno, anzi si fa’ il gioco del potente.
Per questo adoro i film di Spike Lee, lui è molto duro, a volte troppo, anche con gli afro-americani che vorrebbe fuori dal ghetto ma che spesso non hanno il coraggio per farlo.
Suggerisco la pellicola “get in bus” (viaggio in bus).
Il segreto è spezzare la catena.
emanuele | 4 giugno 2008 18:20 | Rispondi
Beh professore io ho scoperto che “l’economia di Cuba è basata sulla prostituzione” perchè un mio parente (purtroppo…) conosce una ragazza cubana che vive qui in Italia.
Quando ho chiesto “Scusa ma lei a Cuba cosa faceva? Perchè sai dipende anche dal suo status sociale…se chiedi a un cubano latifondista di parlarti della Rivoluzione, difficilmente ti dirà che Fidel ha fatto bene…”…
Morale: una rondine non fa primavera, ma una cubana fa Cuba, con buona pace sua o di un Minà che quella storia la conosce da una vita e l’ha vissuta intervistando persino i protagonisti.
Approssimazione tipicamente italiana: non è importante la notizia, ma ciò che tu vuoi che ti dicano. Io voglio che mi dicano che i rom sono tutti criminali ergo chi me lo dice ha ragione, chi li difende ha torto.
L’Istat e tutti gli osservatori competenti dicono che le violenze su donne a bambini sono tipicamente domestiche, cioè nostrane? BALLE!
Sono questi negri e questi islamici che stuprano, ammazzano…se ne stessero a casa loro che prima del loro arrivo l’Italia era un paese rispettabile dove un giudice antimafia poteva saltare in aria senza il pericolo di essere derubato o che sua figlia fosse stuprata da un marocchino!
Scusate, ma a volte la butto sul ridere per non incazzarmi di brutto e stracciare la mia carta d’indentità…
Eliolibre | 4 giugno 2008 20:27 | Rispondi
Intanto l’intervento di Machado Ventura a Roma, che a nome del Governo cubano ha ripetuto quello che Fidel Castro va dicendo da sempre, cioè la criminale responsabilità del liberismo imperialista che affama oltre un miliardo di persone, è passato totalmente inosservato, la nostra “libera informazione” preferisce parlare del Presidente iraniano che osa attaccare Israele, delitto imperdonabile in confronto al quale la fame nel mondo passa in secondo piano. Le responsabilità dell’informazione sono almento tante come quelle dei padroni del vapore che, guarda caso, sono gli stessi che detengono la proprietà dei media. Se non si adottano politiche radicali, vedi appunto Cuba e Venezuela, non cambierà assolutamente niente, infatti malgrado le ripetute promesse di rimediare a tanta vergogna, più il tempo passa più la situazione peggiora.
Doriana Goracci | 4 giugno 2008 23:48 | Rispondi
copio un commento arrivato sul tema FAO…scusate se sembra riduttivo ma dopo gli estemporanei manifestanti, con permesso rilasciato seduta stante, compresa la scalinata di Trinità dei Monti, memento i 5 giorni per presidio da chiedere alla questura, precisando numero di persone e materiale di corredo, pena il sequestro dello stesso una bella passeggiata e sosta al commissariato e un avvocato che intervenga, pagato perfavore…vedi visita di Sharon a Roma…
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Se, invece di abitare in un paese sperduto del FVG, abitassi a Roma.
Adesso sarei fuori della sede della conferenza della FAO per manifestare: Per i diritti delle
donne e dei bambini; contro qualsiasi Teocrazia; per il diritto delle donne a controllare le nascite indesiderate; per la riduzionedei consumi energetici.
Purtroppo sono qua a scrivere email….. >:-o
G.
Celia | 5 giugno 2008 12:44 | Rispondi
Emanuele lo faccio spesso anch’io e ultimamente la tentazione di stracciare la carta d’identità è più forte che mai.
Anch’io ho notato che dell’intervento cubano alla fao non se l’è cagato nessuno come al solito…