E’ sempre stato vero che la storia la scrivono i vincitori, forse anche a questo s’ispirò Giulio Cesare: “Guai ai vinti”. fino ai 20 anni ho creduto molte cose scritte sui libri di storia, ma da allora ho capito la linea guida che arma la mano storica. Abito in una via denominata “KRASNODAR” ed è intuibile anche in quale regione abito, nella quale non esiste una via Fieramosca o Pietro Micca, e tanti altri della ‘Carboneria’ che si sono immolati per la PATRIA. Invece via Lenin, Stalin (padri di eccidi innominabili), vivono ancora. Via Togliatti senza via Almirante, non mi sembra giusto, o entrambi o nessuno dei due.
Caro Bruno,
esistono ottimi motivi per non dedicare una via a Giorgio Almirante (e a nessun fascista). Nessuno di questi ha a che vedere con i motivi per i quali dedicare o meno una via a un comunista.
Per risponderti a tono potrei suggerirti di entrare senza pregiudizi in una biblioteca, ma capisco che tu abbia dei pregiudizi per lo studio storiografico. Quindi però dovrai perdonarmi la sommarietà.
Dedicare una via ad un fascista, vuol dire dedicarla a chi ha perseguito nella propria vita un’ideologia fondata sulla prevaricazione e la violenza, il razzismo, la persecuzione del diverso fino a concepirne lo sterminio, che sono essenze fondative dell’ideologia fascista.
Tutte le altre ideologie, compreso il comunismo, hanno utilizzato la violenza per perseguire i propri scopi, ma non per questo, come invece è per il fascismo, hanno fatto della violenza e della sopraffazione dell’altro l’essenza della propria prassi politica.
E’ questo il motivo per il quale, a metà del Novecento, Stati Uniti e Unione Sovietica, pur distantissimi, si allearono contro il nazifascismo.
E’ questo il motivo per il quale il fascismo e l’antifascismo non sono due facce della stessa medaglia, ma da una parte c’erano i fascisti e dall’altra tutti gli altri, liberali, democristiani, azionisti, socialisti e comunisti, uniti nell’antifascismo.
In questo, che ti piaccia o no, i comunisti, a cominciare da Palmiro Togliatti dalla svolta di Salerno alla costruzione di un “Partito Nuovo”, di massa e democratico (che si sarebbe poi opposto con fermezza al terrorismo rosso), ebbero un ruolo straordinario.
Che piaccia o no, Togliatti e i comunisti ebbero un ruolo fondativo nella costruzione della nostra democrazia e nella nostra convivenza civile, quella stessa che permette oggi a Gianfranco Fini di essere presidente della Camera e a Gianni Alemanno di essere sindaco di Roma.
Tutte queste cose, espresse in maniera più ampia, convincente e documentata, si trovano nei libri, non a “Porta a porta”.
Pienamente d’accordo con Gennaro Carotenuto. Il tutto è sintetizzabile, secondo me, dicendo che paragonare Togliatti ( che probabilmente a un certo punto ha sbagliato a seguire la via di Mosca, al contrario quello che diceva Gramsci, ma questa è un’altra storia) ad Almirante è un grave errore stoirco ( oggettivamente) e a mio parere, anche morale.
Chiedo scusa, ma le argomentazioni non mi soddisfano. Tutti hanno avuto dei buoni motivi per prevaricare (a loro dire). Tutti l’hanno fatto per il bene del popolo e della Nazione, ma quello che vale è l’ultima parola del vincitore. Anche Tito e gli Alleati ebbero ragione quando ci tolsero la zona ‘B’, anzi Tito neanche quella voleva darci senza parlare di ciò che ci fecero….La libertà è un bene inalienabile ma a governare non devono essere 50 milioni di idee, perchè sappiamo cosa sta succedendo per sostenerle, anche in termini economici.
Bruno, forse è meglio dirlo con parole più semplici; i fascisti teorizzavano l’uso della violenza e l’eccidio come mezzo per raggiungere il proprio scopo, avevano nella xenofobia un ideale. Nel comunismo-socialismo, così come nel cattolicesimo, nell’islam, nel liberalismo, etc. non vi è assolutamente ideale di violenza fine a se stessa o di sopraffazione su minoranze, o di razzismo. Stalin ad esempio era un dittatore, i suoi mezzi non dipendevano dal fatto che era comunista, ma dal fatto che era Stalin; Secondo il tuo ragionamento, son da condannare tutti i cattolici per ciò che è stato fatto nel medioevo dai Papi, tutti gli islamici per i terroristi estremisti, e via dicendo non ne salvi nessuno.
Tutti hanno i loro scheletri negli armadi, ma non puoi paragonare ad esempio le pantere nere e il Klu klux klan, solo perchè anche tra i primi c’era chi esercitava la violenza.
“Tutti hanno i loro scheletri negli armadi, ma non puoi paragonare ad esempio le pantere nere e il Klu klux klan, solo perchè anche tra i primi c’era chi esercitava la violenza”
G. Carotenuto Giornalismo partecipativo, Storia critica dell'informazione al tempo di Internet, Come i media hanno distrutto l'informazione, stanno sprecando l'occasione di Internet ma il giornalismo rinasce online. Leggi tutto e acquista a 10.20 Euro.
Serra Mattia | 27 maggio 2008 15:06 | Rispondi
GENIALE…SEMPLICEMENTE GENIALE
bruloff | 28 maggio 2008 11:13 | Rispondi
E’ sempre stato vero che la storia la scrivono i vincitori, forse anche a questo s’ispirò Giulio Cesare: “Guai ai vinti”. fino ai 20 anni ho creduto molte cose scritte sui libri di storia, ma da allora ho capito la linea guida che arma la mano storica. Abito in una via denominata “KRASNODAR” ed è intuibile anche in quale regione abito, nella quale non esiste una via Fieramosca o Pietro Micca, e tanti altri della ‘Carboneria’ che si sono immolati per la PATRIA. Invece via Lenin, Stalin (padri di eccidi innominabili), vivono ancora. Via Togliatti senza via Almirante, non mi sembra giusto, o entrambi o nessuno dei due.
Gennaro Carotenuto | 28 maggio 2008 12:00 | Rispondi
Caro Bruno,
esistono ottimi motivi per non dedicare una via a Giorgio Almirante (e a nessun fascista). Nessuno di questi ha a che vedere con i motivi per i quali dedicare o meno una via a un comunista.
Per risponderti a tono potrei suggerirti di entrare senza pregiudizi in una biblioteca, ma capisco che tu abbia dei pregiudizi per lo studio storiografico. Quindi però dovrai perdonarmi la sommarietà.
Dedicare una via ad un fascista, vuol dire dedicarla a chi ha perseguito nella propria vita un’ideologia fondata sulla prevaricazione e la violenza, il razzismo, la persecuzione del diverso fino a concepirne lo sterminio, che sono essenze fondative dell’ideologia fascista.
Tutte le altre ideologie, compreso il comunismo, hanno utilizzato la violenza per perseguire i propri scopi, ma non per questo, come invece è per il fascismo, hanno fatto della violenza e della sopraffazione dell’altro l’essenza della propria prassi politica.
E’ questo il motivo per il quale, a metà del Novecento, Stati Uniti e Unione Sovietica, pur distantissimi, si allearono contro il nazifascismo.
E’ questo il motivo per il quale il fascismo e l’antifascismo non sono due facce della stessa medaglia, ma da una parte c’erano i fascisti e dall’altra tutti gli altri, liberali, democristiani, azionisti, socialisti e comunisti, uniti nell’antifascismo.
In questo, che ti piaccia o no, i comunisti, a cominciare da Palmiro Togliatti dalla svolta di Salerno alla costruzione di un “Partito Nuovo”, di massa e democratico (che si sarebbe poi opposto con fermezza al terrorismo rosso), ebbero un ruolo straordinario.
Che piaccia o no, Togliatti e i comunisti ebbero un ruolo fondativo nella costruzione della nostra democrazia e nella nostra convivenza civile, quella stessa che permette oggi a Gianfranco Fini di essere presidente della Camera e a Gianni Alemanno di essere sindaco di Roma.
Tutte queste cose, espresse in maniera più ampia, convincente e documentata, si trovano nei libri, non a “Porta a porta”.
Serra Mattia | 28 maggio 2008 16:34 | Rispondi
Pienamente d’accordo con Gennaro Carotenuto. Il tutto è sintetizzabile, secondo me, dicendo che paragonare Togliatti ( che probabilmente a un certo punto ha sbagliato a seguire la via di Mosca, al contrario quello che diceva Gramsci, ma questa è un’altra storia) ad Almirante è un grave errore stoirco ( oggettivamente) e a mio parere, anche morale.
Bruno Loffredo | 29 maggio 2008 09:39 | Rispondi
Chiedo scusa, ma le argomentazioni non mi soddisfano. Tutti hanno avuto dei buoni motivi per prevaricare (a loro dire). Tutti l’hanno fatto per il bene del popolo e della Nazione, ma quello che vale è l’ultima parola del vincitore. Anche Tito e gli Alleati ebbero ragione quando ci tolsero la zona ‘B’, anzi Tito neanche quella voleva darci senza parlare di ciò che ci fecero….La libertà è un bene inalienabile ma a governare non devono essere 50 milioni di idee, perchè sappiamo cosa sta succedendo per sostenerle, anche in termini economici.
Luca Romeo | 29 maggio 2008 10:20 | Rispondi
Bruno, forse è meglio dirlo con parole più semplici; i fascisti teorizzavano l’uso della violenza e l’eccidio come mezzo per raggiungere il proprio scopo, avevano nella xenofobia un ideale. Nel comunismo-socialismo, così come nel cattolicesimo, nell’islam, nel liberalismo, etc. non vi è assolutamente ideale di violenza fine a se stessa o di sopraffazione su minoranze, o di razzismo. Stalin ad esempio era un dittatore, i suoi mezzi non dipendevano dal fatto che era comunista, ma dal fatto che era Stalin; Secondo il tuo ragionamento, son da condannare tutti i cattolici per ciò che è stato fatto nel medioevo dai Papi, tutti gli islamici per i terroristi estremisti, e via dicendo non ne salvi nessuno.
Tutti hanno i loro scheletri negli armadi, ma non puoi paragonare ad esempio le pantere nere e il Klu klux klan, solo perchè anche tra i primi c’era chi esercitava la violenza.
Serra Mattia | 29 maggio 2008 15:02 | Rispondi
Quoto in tutto Luca
“Tutti hanno i loro scheletri negli armadi, ma non puoi paragonare ad esempio le pantere nere e il Klu klux klan, solo perchè anche tra i primi c’era chi esercitava la violenza”