Antonio Caprarica dimentica il pianeta. Cancellato il Sud del mondo dal palinsesto di Radio1 RAI
E’ il nuovo che avanza, ma forse non è colpa di Silvio Berlusconi. Dal palinsesto RAI del prossimo autunno sparisce l’unica trasmissione che si occupa del Sud del mondo, “Pianeta dimenticato”, Africa, Asia e America latina, che va in onda nell’ora di massimo ascolto, alle 8.40 del mattino su Radio1 RAI.
Lo dice quasi di passaggio un’agenzia AGI, nella quale una corrente di centrodestra dell’Usigrai, il sindacato aziendale, “Usigrai l’alternativa”, denuncia l’occupazione da parte del direttore Antonio Caprarica e del suo nuovo braccio destro, Giovanni de Rosas, della pregiatissima mezz’ora di palinsesto che va dalle 8.30 alle 9 di mattina.
E’ apparentemente dura per Caprarica, direttore in quota centrosinistra, sopravvivere nella nuova RAI che sta per cambiare colore e tutti gli organigrammi. Ma si può fare, si può fare garantendo un’informazione sempre più soft, piena di pezzi di colore sulla casa reale britannica e compleanni della regina madre che oscurino il più possibile le notizie scomode, quelle sul neoliberalismo che nel Sud del mondo causa ovunque sia stato applicato fame, morte e distruzione e quelle sul Sud del mondo che alza la testa, disegnando un proprio futuro autonomo.
Oppure si può salvare la poltrona mettendo sul piatto una bella rassegna stampa, rigidamente controllata (vogliamo chiamarla di regime?), proprio nella fascia oraria più pregiata, subito dopo il GR delle 8, quello più ascoltato. E non importa se una rassegna stampa è già doppione di due rassegne stampa alla radio in contemporanea, quella di GR Parlamento e quella storica di Radio3, Prima Pagina. Evidentemente serve una terza rassegna stampa proprio a quell’ora e sulla rete più importante e questa terza rassegna stampa deve oscurare l’unico programma sul Sud del mondo dell’intero palinsesto. E del resto giocano, al giornale radio, coi loro sette o otto vicedirettori. Sette o otto generali carichi di stellette, dei quali almeno cinque in quota centrosinistra, che qualcosa devono pur fare per campare.
E allora chi non è interessante negli aggiustamenti di potere interni al GR è il Sud del mondo, rappresentato da “Pianeta dimenticato”. Come nel mondo reale, fuori dei giochi lottizzatori di Saxa Rubra, il Sud può essere sacrificato, clandestinizzato, così gli si può passare sopra, rinchiuderlo in un CPT dell’etere e potrà continuare a gridare, ma nel silenzio.
Gennaro Carotenuto su http://www.gennarocarotenuto.it
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dino | 15 maggio 2008 08:39 | Rispondi
Ma qualche forma di protesta verso la Rai, visto che manteniamo Craparica & Co con il canone , potrebbe esserci Gennaro?
Doriana Goracci | 15 maggio 2008 10:07 | Rispondi
E’ una piaga questo sud del mondo, sia quando si cicatrizza e migliora un po’, sia quando si fà purulenta. Che dire d’altronde del nostro sud, non fanno bene i napoletani a cacciare i rom? A bruciare i rifiuti?
Ma si, tutti a sognare un posto al Sole, vicino al Faraone ma basta pure una litoranea bevendo birra ghiacciata…questione di tempo,il “calore” avanza…
Eliolibre | 15 maggio 2008 10:57 | Rispondi
E questo è solo l’inizio. Il problema è la cultura fascista sempre più dilagante nel nostro Paese. Stamattina su Telelombardia si confrontavano Agnoletto e Salvini, noto rappresentante della Lega di chiare idee naziste. Se quello che ha detto il giovane nazi-leghista fa venire la pelle d’oca, gli interventi in diretta degli ascoltatori sono stati ancora più osceni, fino ad arrivare a dire ad Agnoletto che faceva schifo prima delle elezioni e che adesso che il “popolo” non lo ha votato non ha nemmeno più il diritto di parlare.
Non credo che usciremo da questa sutuazione con le strette di mano di Veltroni al Duce di Arcore che ha parlato di nuovo clima politico dopo una vita passata ad insultare chiunque non si sia messo al suo servizio. Dobbiamo essere noi cittadini, quelli che credono nella giustizia, nell’uguaglianza e nella fratellaza tra i popoli a farci carico della situazione e dare inizio ad una forte azione di rivolta a questo stato di cose inaccettabile. Se permettiamo ai potenti di usare impunemente le oro armi propagandistiche per manipolare le coscenze e diffondere cultura reazionaria e fascista, penso che ci aspetta un futuro terribile.
Serra Mattia | 15 maggio 2008 13:50 | Rispondi
“Dobbiamo essere noi cittadini, quelli che credono nella giustizia, nell’uguaglianza e nella fratellaza tra i popoli a farci carico della situazione e dare inizio ad una forte azione di rivolta a questo stato di cose inaccettabile. Se permettiamo ai potenti di usare impunemente le oro armi propagandistiche per manipolare le coscenze e diffondere cultura reazionaria e fascista, penso che ci aspetta un futuro terribile”
Completamente d’accordo con te Elio!
Gennààà aiutaci tu… ma non montarti la testa caro Gennaro, sto invocando il santo non te
Scherzo !!
roselli | 25 maggio 2008 17:00 | Rispondi
Egregio Carotenuto,
le critiche sono legittime, le calunnie no. Mi è chiaro che lei appartiene alla categoria dei padreterni che tutto sanno, tutto prevedono, tutto giudicano. Ma lo faccia almeno sulla base di fatti e non di menzogne, come quelle propalate da personaggi che usurpano la sigla USIGRAI, e la usano per scopi personali di cui lei, naturalmente, finge di non accorgersi. Sono così interessato alle poltrone che me ne sono rimasto lontano dall’Italia per vent’anni: la mia carriera, come la mia professionalità, sono limpide e cristalline e non so – ma nemmeno mi interessa – se lei può dire lo stesso. Di certo non mi sono mai venduto a chicchessia, nè a destra nè a sinistra, per salvare il cadreghino. E l’unica ragione per cui mi hanno chiamato a dirigere Radio1 e i GR RAI non è la “quota” – come piace pensare ai demagoghi in malafede di cui lei si fa portavoce – ma il prestigio che ha sempre accompagnato il mio lavoro, nonchè gli eccellenti risultati raggiunti. Anche alla radio: da quando dirigo la rete, RadioUno è tornata stabilmente sopra quota 7 milioni, cima che non toccava dal 2002. Altro che regine e gossip (comunque meglio delle banalità di tanti che fingono di disprezzare il pettegolezzo e passano le serate davanti alle isole dei famosi). Radio1 ha alimentato il dibattito politico in campagna elettorale con un rigore e una competenza riconosciuti apertamente da protagonisti e ascoltatori. E questo, mi permetto di credere, anche grazie al modesto contributo che ho cercato di dare, rivoluzionando i palinsesti della rete in modo che il pubblico ha apprezzato. Lei no ? Non le piaccio ? Le sono antipatico? Affari suoi. Certo non le permetterò di dettare i programmi della Radio che dirigo. E la avverto, non si azzardi più a calunniarmi o a gettare ombre su una carriera giornalistica di cui posso andare a testa alta. Internet è uno strumento di democrazia, non una garanzia di impunità.
Antonio Caprarica
Direttore GR-RAI e Radio1