Thursday 09 February 2012, 14:05

Il pranzo è servito

sasa08



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RSS Feed for This Post 7 Commenti

  1. FG | 1 maggio 2008 10:09 | Rispondi

    :-)

  2. Annalisa Melandri | 1 maggio 2008 20:37 | Rispondi

    Veramente a me viene da piangere.

  3. Martino Mai | 1 maggio 2008 21:29 | Rispondi

    Sì, la vignetta è carina, ma come si fa a ridere?

  4. FG | 1 maggio 2008 22:36 | Rispondi

    Il mio non era un sorriso contento, ma depressa ci sono stata abbastanza…
    Invece ci vuole animo, molto, di questi tempi.
    Allora anche una vignetta, per quanto amara, può servire.
    Oppure un articolo come questo di WM1:
    http://www.wumingfoundation.com/italiano/Giap/giap20_VIIIa.htm#ghetto

  5. Doriana Goracci | 2 maggio 2008 09:02 | Rispondi

    Satira per satira allego poesiola che gira in rete, per carità tutta roba all’italiana, come la amatriciana.L’articolo inoltrato da FG mi sembra “illuminante”, grazie.Mi chiedo pure: possibile che non riusciamo a concentrarci su certe cose, piuttosto che altre? Feste distrazioni my day permettendo?Incremento dunque i sorrisetti stiracchiati, ma credo sia l’ultima volta che mi presto a certi generi di inoltri, un po’ davvero…
    Poesia
    La nuova destra
    Corrado Guzzanti

    La nuova destra

    Non ce l’abbiamo con i neri e gli africani
    solo non vogliamo che ci rubino il lavoro.
    Non ce l’abbiamo con gli omosessuali
    solo non vogliamo che ci contaminino col loro morbo.
    Questa è una destra nuova che vuole battersi per il
    rispetto della civiltà e della democrazia.
    Non ce l’abbiamo con gli zingari,
    solo non vogliamo che mettano in pericolo
    la nostra comunità.
    Non ce l’abbiamo cogli extracomunitari,
    solo non vogliamo che occupino le nostre case.
    Questa è una destra nuova che vuole mettersi
    dalla parte del cittadino e del lavoratore.
    La pelle, la lingua, la razza non c’entra.
    E se non capite questo siete degli ebrei

  6. Leandro Rufini | 2 maggio 2008 09:23 | Rispondi

    Purtroppo per il momento abbiamo (HANNO) solamente “ordinato” … il pranzo non è ancora servito: citando un bel film “Io speriamo che me la cavo”.
    Sono d’accordo con FG, sorridere non è ridere … il sorriso, spesso, è indice di amarezza. La risata può essere anche sberleffo.
    Ciao a tutti.
    Leandro

  7. FG | 4 maggio 2008 12:43 | Rispondi

    Per Doriana: ‘illuminante’ è davvero l’aggettivo giusto. ‘provincialismo, campanilismo, familismo’ sono parole che identificano perfettamente l’orizzonte mentale e culturale italiano. E, soprattutto, l’articolo va oltre la presa di coscienza e propone cose concrete da fare. Credo che condividerle aiuti a sentirsi meno soli e a trovare l’energia necessaria a metterle in pratica.
    Perciò, grazie a te per aver condiviso! :-)
    Per Leandro: è un’ovvietà, ma credo che il sorriso, o la risata, possano essere anche ‘terapeutici’, perché aiutano a prendere le distanze dalle cose e a vederle con maggiore lucidità.

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