Il Riformista, due conti in tasca ad Antonio Polito. Ogni singola copia che vende ci costa QUATTRO Euro di tasse
C’è stata una piccola polemica prescindibile. Il quotidiano il Riformista, diretto da quell’Antonio Polito che doveva farsi monaco buddista se Nichi Vendola vinceva le elezioni, ha attaccato pesantemente (e legittimamente) Veltroni. Veltroni ha replicato mettendo sul piatto i dodici milioni di voti con le DUEMILA copie vendute da Il Riformista tutti i giorni. Come replica il Riformista si è offeso (forse giustamente) e qualcuno ha perfino detto che Veltroni non rispettasse la libertà di stampa del Riformista.
Giusto, forse. Epperò… non per difendere Veltroni, ma il Riformista è un caso particolarmente repellente proprio per quelle 2.000 copie che vende.
Duemila copie sono veramente un’inezia (la newsletter di questo sito ha più abbonati) per giustificare i 2.2 milioni (4 miliardi e mezzo di lire) di finanziamento pubblico, pari a 1.100 (MILLECENTO) EURO per ogni lettore, e pari a quasi 4 (QUATTRO) EURO per ogni singola copia venduta.
Avete capito bene, quando vedete in giro (ma quando mai?) qualcuno con una copia de Il Riformista in mano, sappiate che, oltre all’Euro che il tipo ha pagato al giornalaio, altri QUATTRO Euro li paghiamo con le nostre tasse direttamente a Il Riformista (Riformista dde che?).
Tra l’altro lavorando al Riformista una quindicina di persone e considerando che i costi vivi siano coperti in edicola, verrebbe la bella media di 150.000 €uro procapite. In media quindi. E quanto guadagna il simpatico (sic) direttore "né destra né sinistra"? Perchè il direttore di un giornalucolo di poche pagine e che nessuno compra deve guadagnare decine di migliaia di Euro al mese?
Una cosa è la libertà di stampa e una cosa è far mangiare pane a tradimento ad Antonio Polito e compagnia facendo perfino credere che abbiano qualcosa di indispensabile da dire.
Gennaro Carotenuto su http://www.gennarocarotenuto.it
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Raffaele Della Rosa | 30 aprile 2008 21:06 | Rispondi
“è far mangiare pane a tradimento ad Antonio Polito”
Ecco a tradimento, giusto. Infatti se non glielo facessi mangiare a tradimento, cioè con l’inganno, il Riformista il pane mica lo mangerebbe. Farebbe come Maria Antonietta, granduchessa d’Austria e regina di Francia.
Mangerebbe brioches. Noblesse oblige.
Luca Romeo | 1 maggio 2008 00:45 | Rispondi
Tra l’altro, com’è che porta i capelli lunghi e la cravatta? E’ un monaco buddista eretico?
Francesco Zurlo | 1 maggio 2008 13:56 | Rispondi
Gennaro, una domanda mi frulla per la testa…Polito avrà deciso di distribuire il libro di Giordana sul Tibet, per lenire il senso di colpa di non essersi fatto monaco buddista?
marino patti | 1 maggio 2008 17:25 | Rispondi
Volevo farmi un’idea della differenza di stipendio del direttore di due quotidiani che ricevono finanziamenti pubblici: il Riformista e il Manifesto.
Sono andato a rileggere la trascrizione della puntata di Report del 27 maggio 2007, dal titolo “Il finanziamento quotidiano” di Bernardo Iovene:
direttore del Riformista: 9200 euro mensili.
direttore del Manifesto: 1500 euro mensili
ecco il link: http://www.report.rai.it/R2_popup_articolofoglia/0,7246,243%5E1072595,00.html
Poi ho cercato l’editoriale di Gabriele Polo che rispondeva a Milena Gabanelli, la quale in chiusura di trasmissione diceva che non è giusto retribuire tutti i lavoratori di una testata con lo stesso stipendio, dal direttore al tipografo, come fanno al Manifesto.
Non lo riesco a trovare in rete. Qualcuno mi aiuta?
Raffaele Della Rosa | 1 maggio 2008 19:03 | Rispondi
x marino
Devi tenere conto però che i giornalisti de il manifesto vengono anche pagati, come dire, in natura…
da Corradino Mineo, a Gianni Riotta, per passare da Lucia Annunziata e Carmine Fotia e Riccardo nonmiricordopiùcomesichiama, ma ti assicuro sono moltissimi, imparano come si fa un giornale e poi vanno a lavorare per il “re di Prussia”, con due bollini, quello di una eccellente scuola di formazione giornalistica e quello di pentiti, di gente cioè che oltre alla varicella, morbillo, scarlattina ha anche contratto il virus del comunismo, ma superata l’infezione ed usciti indenni in età ancor da carriera, è certissimo che non avranno ricadute. Ed infatti di gente che da il manifesto passa a La Stampa o alla RAI ce ne è un montone. Nessuno ha mai fatto il percorso inverso. Un po’ come per la morte, quando si varca quella soglia poi non si torna indietro.
marino patti | 1 maggio 2008 20:07 | Rispondi
Raffaele, non ti ho capito. Cosa vuol dire che vengono pagati in natura?
Raffaele Della Rosa | 1 maggio 2008 23:33 | Rispondi
Scusa. Non mi sono saputo spiegare. Volevo dire che invece di dargli solo soldi, nel caso di giornalisti di giornali normali, MOLTI SOLDI, gli danno dei servizi, gli insegnano in una scuola di giornalismo (il manifesto) che ha sfornato tanti giornalisti per altri giornali, in genere anticomunisti….etc etc Ovvero non prenderanno un alto stipendio, FINTANTOCHE’ RIMANGONO A LAVORARE PER il manifesto, ma poi quando hanno imparato come si fa etc. etc.
Paolo Rossignoli | 2 maggio 2008 09:41 | Rispondi
Concordo con Raffaele e si può dire, in minor misura, che questo succede anche a Liberazione.
Solo che a Liberazione arrivano quelli scartati dal Manifesto e quelli che proprio non li vuole nessuno…
e siccome che a Liberazione non gli chiedono nemmeno la tessera del partito, impiegano molto di più a dimostrasi comunisti per poi convertirsi a “gionalisti indipendenti” e democratici…
Insomma una faticaccia, ma forse sempre meglio che leccare il sedere a qualche direttore…
Raffaele Della Rosa | 2 maggio 2008 21:01 | Rispondi
Infatti la Nocioni Angela ed il Sansonetti Piero scrivono su LIBERAZIONE, fintantochè non chiuderà….in più di 10 anni di tessera del PRC (da cui sono uscito nel 2004, dicembre) LIBERAZIONE l’avrò comprato sì e no 5 o 6 volte senza neppure risuscire a leggerlo tutto.Allergia per i bollettini parrocchiali, che volete farci?
Raffaele Della Rosa | 2 maggio 2008 21:04 | Rispondi
A parte lo squallore di farsi intervistare da IL SECOLO D’ITALIA, me lo trovate un altro direttore di giornale che per far sapere cosa pensa (si far dire…insomma) deve ricorrere all’intervista su un altro giornale ???
Vi immaginate il direttore di LE MONDE che per farsi leggere si fa intervistare da LE FIGARO ???
trotzkij | 7 maggio 2008 14:11 | Rispondi
Ne destra, ne sinistra… ma i padroni veri li riconosce a vista. Le campagne pro-dalai lama e pro-Israele sono la ‘prova d’amore’ richiesta al figuro ritratto qui sopra, (senza tralasciare il suo burattinaio personale, tale massimo da gallipoli).
curatodicampagna | 7 maggio 2010 14:43 | Rispondi
…aggiungerei una cosa per quanto riguarda il Riformista: a fronte dei 9200 euro mensili guadagnati da Polito e dai 4 vicedirettori 4 di cui si fregia il giornale (manco fosse il New York Times), i collaboratori della testata arancione ricevono l’entusiasmante cifra di 42 euro ad articolo, a prescindere dalla lunghezza e senza nessuna forma di rimborso spese.