venerdì 10 settembre 2010, 03:22

Volevate braccia, arrivano persone

Questa foto tratta da Marginalia dello striscione – che ho trovato bello – dello spezzone migrante di Brescia alla manifestazione del 25 aprile a Verona, mi è sembrata l’immagine giusta per rinviare al MayDay, la manifestazione transnazionale di migranti e precari che si terrà anche questo primo maggio in varie città europee, e tra queste Milano [2].

Una giornata per mettere al centro la lotta contro la diffusa precarizzazione dei/delle “giovani” (termine che ha oramai poco a che fare con l’effettiva età anagrafica, si è giovani, in quanto precari, anche a 40anni) e la discriminazione contro i/le migranti in tutta Europa e non solo. Quest’anno saranno, significativamente, i/le migranti ad aprire la manifestazione. Una bella occasione per continuare a stabilire relazioni e momenti di lotta comuni tra precarie e precarie, nativi/e e migranti … [3]. Io stavolta non ci sarò fisicamente, perché già da tempo mi ero impegnata a partecipare ad un’altra interessante (e credo utile) esperienza e cioè il laboratorio di genere e intercultura Incontrar/si: etica, politica a poetica dell’incontro, che si terrà a Prato dall’1 al 4 maggio 2008 (a Villa Fiorelli, Parco di Galceti). Qui di seguito il programma se, dopo la manifestazione di Milano, qualcun* vuole raggiungerci:

Giovedì 1 maggio

Sistemi di rappresentazione

Ore 9,30-10,45 Renato Busarello: “Violenza e costruzione del maschile”

Anna Passarini: “Mi vedo in Televisione e dunque Sono: Rappresentazione e identità”

Ore 10,45-11,15 pausa caffè formazione di 2 gruppi di discussione

Ore 11-13

1° gruppo con Renato Busarello e Lorenzo Bernini

2° gruppo con Anna Passarini, Elisa Coco, Francesca Manieri

Ore 13 pranzo

Ore 15-17 Continuazione dei workshop

Ore 17,30-18,30 Federica Frabetti: “Spettri del queer. La queer theory tra performatività e disorientamento”

Ore 20 CENA

Ore 21,30 La quarta via. Incontro con la scrittrice Kaha Mohamed Aden

Venerdì 2 maggio Narrative dell’alterità

Ore 9,30-10,45 Anna Maria Crispino: “Trasposizioni di Rosi Braidotti”

Ambra Pirri: “Perché Mahasweta Devi”

Ore 10,45-11,15 pausa caffè formazione di 2 gruppi di discussione

Ore 11-13

1° gruppo “Al cuore di un’agenda etica” con Anna Maria Crispino

2° gruppo “11°: Non addomesticare l’altro” con Ambra Pirri, Alessandra Marino,Vincenza Perilli

Ore 13 pranzo

Ore 15-17 Continuazione dei workshop

Ore 17,30-18,30 Fabrizia Di Stefano: “L’in-contro e l’oggetto. Il molteplice della differenza sessuale alla prova delle relazioni” Ore 20 CENA

Ore 21,30 Incontri ravvicinati di altro tipo. Festa organizzata dalle Fiorelle Acrobate

Sabato 3 maggio

Ore 9,30-12,30 Discussione sui temi dell’incontro con Clotilde Barbarulli e Liana Borghi

Ore 13 pranzo

Ore 15-17,30 Sarah Ahmed: “Multiculturalism and the Promise of Happiness/Multiculturalismo e la promessa della felicità Ore 18-19,30 Stesura delle mappe concettuali sugli argomenti trattati

Ore 20 CENA

Ore 21,30 Incontro con la scrittrice Igiaba Scego Domenica

4 maggio

Ore 9,30-13,00 Incontrarsi. Discussione sui temi dell’incontro e sulle mappe, coordinano le Fiorelle Acrobate

Per prenotazioni (è possibile anche pernottare il 30 aprile) e informazioni:

Liana Borghi, e-mail liborg { chiocciolina } unifi(.)it cell. 338 6237094 oppure Clotilde Barbarulli, CNR 055/452841; 055/486152 Materiali di studio e costi di partecipazione reperibili su http://xoomer.alice.it/raccontarsi

______________________

[1] Per la foto (e non solo …) grazie a Martina Guerrini

[2] Concentramento in piazza Ticinese, ore 15

[3] La lunga lista delle auspicabili alleanze continua … .



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RSS Feed for This Post 2 Commenti

  1. freddie freeloader | 30 aprile 2008 19:07 | Rispondi

    Apprendo ora dell’incontro di Prato al quale, fossi stato in città, avrei partecipato volentieri, anche perchè specie le tematiche dell’informazione, mi interessano molto (e sono molto importanti, perchè il risultato di Roma, fra l’altro, è stato determinato dalla gestione delle notizie sulle presunte aggressioni dei Rumeni).
    Non posso evitare però di rilevare che l’interessarsi di certe problematiche, di fronte al panorama politico-sociale in atto, emerge sempre più come una battaglia di retroguardia, da “riserva indiana” posto che mi sembra molto difficile ipotizzare una politica ed una cultura dell’accoglienza di fronte ai fucili di Bossi

  2. Vincenza Perilli | 3 giugno 2008 10:27 | Rispondi

    Rispondo con un vergognoso ritardo, scusami
    Concordo che è molto difficile, ma proviamoci!
    v.

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