Friday 10 February 2012, 00:45

Addenda a "Contro il 25 aprile identitario"

5maggio-capi Chi offende di più il senso del 25 aprile? Silvio Berlusconi che comprende i "ragazzi di Salò", lugubre espressione inventata da Luciano Violante, e riceve il fascista mai pentito Ciarrapico? O forse quei fascisti con le bandiere rosse che anche ieri hanno insultato i combattenti della "Brigata ebraica"?

Sono due facce della stessa medaglia, l’ignoranza colpevole che dilaga in questo paese, l’alienità di troppi alla storia della democrazia, la volontà, soprattutto da destra ma purtroppo anche da sinistra, di torcere il braccio alla storia e svuotare non solo il 25 aprile ma la democrazia che del 25 aprile è figlia.

Chi sono gli uomini nella foto? E’ giusto ripassare.

Sono gli uomini del comando del Corpo Volontari della Libertà che sfila a Milano liberata il 5 maggio. Il primo da sinistra è Mario Argenton, militare e rappresentante del Partito Liberale Italiano. Al suo fianco c’è Giovanni Battista Stucchi, alpino in Russia, dove aderisce al Partito Socialista per divenire capo delle Brigate Matteotti. Poi c’è Ferruccio Parri, in Giustizia e Libertà con Rosselli, del Partito d’Azione, confinato per mezzo ventennio e poi primo capo del Governo nominato dopo il 25 aprile. Quindi c’è Raffaele Cadorna, militare di carriera, monarchico, che si paracaduta al nord su ordine di Montezemolo, poi caduto alle Ardeatine. Al suo fianco c’è Luigi Longo, comunista, il più stretto collaboratore di Palmiro Togliatti, garibaldino in Spagna, decorato al valore perfino dagli statunitensi, e poi segretario generale del PCI, dopo Togliatti e prima di Berlinguer. Infine c’è Enrico Mattei, sì, proprio lui. Democristiano, fondatore dell’ENI e fatto ammazzare dalle sette sorelle del petrolio.

Questa è la nostra foto di famiglia. Comunisti e liberali, azionisti e democristiani, cattolici e laici, repubblicani e monarchici, insieme riuniti nell’antifascismo. E continueranno a stare uniti finchè sarà necessario, nella Costituente, per garantire la scrittura comune della nostra convivenza civile, la Costituzione repubblicana. E anche quando si saranno giustamente divisi, ma solo politicamente, la Costituzione nata dalla Resistenza continuerà a garantire tutti. Per esempio quando Pio XII pretese che Alcide de Gasperi illegalizzasse il PCI e il capo della DC seppe dire di no al papa.

E’ nato prima l’uovo o la gallina? Sono state prima le destre a rifiutare il 25 aprile, oppure una parte delle sinistre ad appropriarsene in modo identitario? Qualunque partigiano, qualunque costituente di questo paese rifiuterebbe una domanda così inappropriata. E la verità è che, qualunque sia la risposta, comporta lo svuotamento di quel senso costituente che è alla base dell’idea del 25 aprile. La Resistenza l’hanno fatta insieme i padri di questa democrazia e l’imberbe pretesa di farne una festa rossa, una festa identitaria, escludendo gli altri, per esempio contestando la partecipazione del sindaco di Milano Letizia Moratti, o la Brigata Ebraica, oppure facendone una rivincita per sconfitte elettorali che hanno ben altra collocazione e portata, storica e politica, è patologica e patogena.

Patologica perchè testimonia l’alienità di chi la esprime alla storia patria e forse anche dalla democrazia. Il 25 aprile sarebbe stato una festa rossa se Togliatti non avesse compiuto la svolta di Salerno e poi fosse stato capace di vincere la guerra da solo, come Tito. Ed è patologico pensare che "solo noi" si incarni la democrazia.

Patogena perchè favorisce il rifiuto del 25 aprile da parte di più soggetti, quasi mai fascisti e affini che si escludono da soli. E’ quella massa di opinione pubblica blandamente interessata alla democrazia come partecipazione e al 25 aprile come momento fondativo, ma che deve essere cooptata in questa per restituire al 25 aprile il suo significato originale. Perchè mai un elettore dell’UDC o del PDL dovrebbe voler sfilare tra sole bandiere rosse, usategli oltretutto contro come clava, magari per ricordare il partigiano Enrico Mattei? Poteva per esempio Gianfranco Rotondi, eletto nelle liste del PDL, sfilare ieri nelle piazze con una bandiera del suo partito senza essere contestato? Eppure fu Gianfranco Rotondi che appena nell’ottobre scorso rigettò la proposta di legge presentata da Luca Volontè dell’UDC di introdurre il reato di "apologia del comunismo" con un ineccepibile “il comunismo italiano non ci ha negato la libertà, ma ce l’ha portata col sangue dei partigiani”.

Non ci vuol molto a capire che una festa rossa include i rossi mentre una festa nazionale include tutti. E tutti, anche gli alieni alla democrazia, o quelli che pensano che la libertà indefinita ne sia sostitutiva, traggono alimento da una festa condivisa, mentre sono liberi di ignorare, come fa Berlusconi, una festa di parte. Ciò perchè solo da una memoria comune può rafforzarsi una comunità di storia e di valori. A questo servono le feste nazionali. Altrimenti è meglio abolirle.



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RSS Feed for This Post 6 Commenti

  1. gianrelli | 26 aprile 2008 13:13 | Rispondi

    Quale Liberazione il 25 Aprile?

    25 aprile festa della liberazione, quale liberazione? Dopo 63 anni possiamo commemorare solo quella storica della lotta partigiana che ha sconfitto il fascismo di guerra alleato alle SS di Hitler, il regime di violenza delle leggi razziali e delle stragi nei lager; ma dal fascismo latente, sottocutaneo, del nostro tempo, diffuso dal Nord al Sud chi ci libererà?
    Un fascismo intimo, di pensieri e di idee che oggi, più che mai, è presente in una larga parte del popolo italiano. E che mi atterrisce.
    Se è vero che l’ultimo responso elettorale ha evidenziato un Paese spostato fortemente a destra, e ha consegnato il governo nelle mani di un manipolo di politicanti dediti solo ad interessi personali e di casta, organici e spesso collusi con le mafie, preoccupati di difendere con piglio razzistico gli spazi di falsa democrazia accessibili solo a cittadini involuti, imbastarditi dal timore di perdere i propri privilegi economici e la propria identità culturale…
    Se è vero che i boss di questo nefasto manipolo sono ancora, e più che mai, personaggi che rispondono ai nomi di Berlusconi e Bossi, che dovrebbero essere solo sinonimo di guai e arretratezza, e che vengono considerati niente più che “macchiette”, anche se perniciose, dalla stampa internazionale…
    Se è vero che il primo e più potente, altro non è che una specie di puffo grottesco, straricco, arrogante e irresponsabile, impunito e intrinseco con interessi deprecabili, che malgrado 5 anni di governo disastroso, è ricordato prevalentemente per una politica ad personam e per le gaffes sul palcoscenico del mondo , ma che incarna il mito del selfmademan, di un individuo dotato di grande spregiudicatezza con cui persegue il successo ad ogni costo, disposto a qualsiasi alleanza e che ha conquistato sempre più potere grazie al controllo dei media, delle tv e dei giornali, in barba ad ogni più elementare criterio di conflitto d’interessi…
    Se è vero che questo Creso sempre in auge, gonfio di un’ego smisurata, incredibilmente, più si produce in becere manifestazioni di offese agli avversari, in battute ridanciane e in puerili show psicoisterici, più viene ammirato e osannato da una moltitudine di individui acritici, individualisti e arrivisti che vedono in lui l’esempio da seguire in quanto provvisti della medesima filosofia di pensiero o di una costante frustrazione per l’insoddisfazione della propria vita…
    Se è vero che il compagno di merende, oggi determinante nel nuovo governo, è quel Bossi, rozzo e razzista, fautore di una compagine politica fondata sul concetto di secessione, che ricalca nel mito del “celodurismo”e nei suoi simboli scenografici, quali le camice verdi e le guardie padane, quelli tipici della retorica mussoliniana, e che la sua Lega, invece di scomparire per raggiunti limiti d’idiozia come era parso qualche anno fa, ha oggi raggiunto quote inimmaginabili rastrellando anche un voto di protesta da sinistra, suicida e masochista, da elementi confusi e rassegnati dalla mancanza di rappresentanza efficace e coerente da parte delle organizzazioni più presenti del sindacato e della sinistra storica…
    Se è vero che il dibattito da sempre presente all’interno della galassia della Sinistra ha finora prodotto solo un grande partito fautore di un nuovo Compromesso Storico, e la defenestrazione dal Parlamento, con ricacciata obbligatoria nel territorio, delle formazioni più “estremiste o radicali”, inguaribilmente soggette a scontri intestini per questioni di visibilità…
    Se è vero che con l’apporto della filosofia leghista nell’ambito delle rivendicazioni dei lavoratori torneranno con buona probabilità ad affacciarsi proposte tipo le “gabbie salariali” d’antica memoria…
    Se è vero che da questo connubio a destra, sancito dal voto di una larga parte di popolazione rimbambita e appiattita su tematiche superficiali di difese egoistiche, di abbarbicamento a valori morali e sistemi sociali vecchi e sorpassati ma dominati dall’etica sempre più imperante della Chiesa e dai dettami invadenti del Vaticano, non potrà che venire un nuovo vigoroso arretramento socio-culturale dell’Italia, in netta controtendenza con quanto avviene negli altri paesi dell’Europa avanzata, compresa quella Spagna di Zapatero che pure ha sofferto di un lungo periodo buio con il franchismo…
    Se è vero che anche il breve periodo della coalizione fumosa del centrosinistra ha dato preoccupanti segni di subalternità ai disegni restauratori e conservatori di un potere cattolico integralista, che utilizza come alibi lo “scontro di civiltà” con il bieco integralismo musulmano e che nel prossimo futuro l’apporto della filosofia xenofoba leghista sarà tutt’altro che marginale…
    Se è vero che nel Parlamento continueranno a sedere persone condannate e tutt’altro che limpide e che al Senato ha potuto approdare quel Cuffaro dimissionato da Presidente delle Regione Siciliana per evidenti meriti di mafia…
    Se è vero che i temi della partecipazione militare ai disegni imperialisti degli USA troveranno nuova linfa e che l’opposizione dei comitati civici ai tentativi di ampliare le basi militari nel nostro Paese si scontrerà, inevitabilmente, con repressioni feroci del tipo G8 di Genova…
    Se è vero che l’impegno della lotta alle mafie non è neppure stato menzionato durante la campagna elettorale e l’unico accenno all’argomento è stato motivato dall’alta considerazione espressa dal pluricondannato Dell’Utri nei confronti di quel Mangano,l famoso stalliere di Arcore che eroicamente ha tenuto la bocca chiusa sotto interrogatorio…
    Se è vero che nei programmi del nuovo governo c’è anche più di un pensiero al nucleare, con non si sa quale attenzione per lo sviluppo delle energie rinnovabili, eolico e solare, in un territorio che per la ricchezza di sole ci viene invidiato da parte delle località nordiche dove, paradossalmente, ha grande sviluppo il fotovoltaico…
    Se è vero che per quanto riguarda l’emergenza rifiuti il partito trasversale interessato al business dell’incenerimento avrà sempre più campo libero per incrementare un sistema che contraddice la raccolta differenziata e il riuso, che è ormai ripudiato dall’Europa più evoluta e che con tutto il suo carico di pericolosità e inquinamento favorisce la distruzione dell’ambiente e il processo di riscaldamento del clima insidiando minacciosamente la vita sostenibile del pianeta…
    Se è vero infine che a fronte di tutto questo panorama inquietante che ho cercato di descrivere, sicuramente dimenticando qualche aspetto, la reazione del popolo italiano sarà quella d’indignarsi per l’ esclusione dei partecipanti da qualche demenziale reality, di scandalizzarsi per la vittoria del festival di Sanremo di un cantante non gradito, o anche di scatenare una guerriglia urbana per un rigore non dato alla propria squadra del cuore, ebbene se tutto questo si avvererà la mia conclusione tragica non può che essere: La Liberazione deve ancora avvenire e Non ci sono molte speranze per questo Paese.

    Dopo aver scritto queste righe amare, ho ricevuto una notizia ancora più amara: a Palermo un giovane antifascista impegnato la notte del 23 ad affiggere manifesti d’informazione della manifestazione in programma in città il 25 Aprile è stato aggredito e brutalmente percosso da una squadraccia di giovani fascisti picchiatori, tanto che ha dovuto essere medicato in ospedale.

    Sembra una notizia di quarant’anni fa, nel periodo caldo del 68, quando studenti, compagni, militanti del Movimento dovevano frequentemente difendersi da aggressioni di fascisti picchiatori nonché vigliacchi, perché sceglievano sempre vittime sole e isolate. E se questo accade anche oggi è un segnale inquietante di come il clima politico generale possa stimolare questi comportamenti di violenza squallida fidando in una probabile copertura ed impunità.

    Allora di fronte a questo non posso esimermi dall’affermare che la capacità di opposizione al marcio che avanza non verrà mai meno al sottoscritto e a tutti quei sinceri democratici, che seppur esigua minoranza non possono abdicare al bisogno intrinseco della propria coscienza di lottare per una vita pulita e per ideali di pace e libertà dallo sfruttamento, dalla corruzione e da ogni tipo di sopraffazione.

  2. subcomandante | 26 aprile 2008 14:22 | Rispondi

    Ieri in piazza a roma sono stato tra quelli che hanno difeso gli appartenenti alla brigata ebraica, eppure continuo a pensare che non c’è spazio per i fascisti e i loro compagni di merende, che li legittimano politicamente tipo l’UDC o il PDL. Malagodi, il mitico presidente del partito liberale, in uan delle tante tribune politiche fece a pezzi Almirante da liberale. A nessuno di questi democristiani, liberali o azionisti che siano è mai venuto in mente di fare un governo coi fascisti, o di sdoganarli. Il governo tambroni fu uno scandalo per tutti e durò ben poco. Berlusconi che parla bene di mussolini, può dire di essere democratico quanto gli pare ma mente. Non per ciarrapico, ma per tutti gli altri dalla mussolini a al golpista saya. Io pure voglio un 25 aprile di tutti gli italiani, ma deve essere fondativo di tutti sulla democrazia, e riconoscere i meriti, non riconoscere i ragazzi di salò e anche. Quelli sono morti per il nazismo i partigiani sono morti per la libertà!

  3. Luca Romeo | 26 aprile 2008 16:03 | Rispondi

    Caro Gennaro, è una festa nazionale, d’accordo, ma perchè deve essere solo l’anpi e i partiti di sinistra con i sindacati di sinistra a organizzare la festa? Non so come funziona a Milano o a torino perchè non ci son mai andato, ma qui succede questo.
    Qui i comuni non commemorano il 25 aprile in modo istituzionale, quando si fa tanto, il sindaco va a depositare una corona al monumento ai caduti, molto più spesso nemmeno questo.
    Si fa molto di più il 2 giugno, che per quanto importante può essere (considerando che era stata tolta come festa), non si potrebbe festeggiare se non ci fosse stato prima il 25 aprile.
    Per quale motivo l’esercito della repubblica non sfila a roma in onore dei partigiani e dei militi morti per liberare il paese?
    Cosa accadrebbe ad un sindaco “monarchico” che diserta le celebrazioni del 2 giugno?
    Perchè si celebra a roma la festa delle forze armate il 4 novembre, giorno della fine della prima guerra mondiale, e non la fine della seconda? Il nostro esercito è nato dalla seconda, quello della prima è stato sconfitto in guerra, eppure lo celebriamo lo stesso?
    Una festa nazionale è una festa che vede le istituzioni tutte, dalla prima all’ultima, parteciparvi; se il presidente del consiglio la diserta, se solo una parte politica si impegna per ricordarla, se c’è, nel governo, chi chiede di abolirla, è veramente la festa di tutti?

    p.s.
    L’anno prossimo canto “fischia il vento” invece di “bella ciao”, almeno se deve essere una festa identitaria, lo sia completamente…

  4. Leandro Rufini | 26 aprile 2008 18:00 | Rispondi

    Io penso, molto più semplicemente di quanti mi hanno preceduto sia nell’articolo che nei commenti,che non è possibile identificare una democrazia in un paese così socialmente ingiusto, solo per il motivo che si fanno le elezioni e chi vince “comanda” … già è questa la parola magica, in Italia chi vince le elezioni si sente autorizzato a comandare invece di governare. Ne dico solamente una: chiedo se si può definire democrazia una forma di governo che permette di eleggere, mediante una legge elettorale porcata (cito la definizione del suo estensore), qualcuno che ha fatto della sicurezza il perno della sua campagna elettorale … dopo aver, nel suo precedente governo, dimezzato i tempi di prescrizione di molti reati tra cui lo stupro che ora si prescrive in circa 12 anni e dopo pochi mesi si è fuori di galera per decadenza dei termini di custodia, alla faccia di tutte quelle donne che hanno votato chi ha fatto loro credere di volere la loro sicurezza … potrei citare decine di queste “amenità” democratiche ma credo che non sia il caso. Penso che non si tratti di fare il 25 Aprile “identitario” ma usando una semplice metafora si tratta di raccogliere una bandiera gettata in terra e non caduta perchè il portabandiera è stato colpito. Sarà un caso … ma forse per la prima volta nella storia della Repubblica Italiana avremo un Presidente della Repubblica, Berlusconi, che diserterà le celebrazioni del 25 Aprile. Se il comunismo ne ha fatto una cosa propria non è perché ha rubato l’identità del 25 Aprile … ma semplicemente perché c’è qualcuno che il “25 Aprile” lo ha gettato in pasto al revisionismo, e chiedo se forse non vi sembra per caso un revisionismo leggerissimamente identitario?
    Ciao a tutti.
    Leandro

  5. Luca Romeo | 26 aprile 2008 20:54 | Rispondi

    A proposito di 25 aprile, oggi vado in sezione per la solita riunione e… sorpresa!! Qualche “buontempone”, ha ben pensato, per festeggiare il 25 aprile, di infilare una bomba carta dentro la buca delle lettere…
    Porta semidistrutta, vetro in frantumi (per fortuna, per l’incolumità dei passanti, è quello con armatura), cassetta delle lettere (in acciaio) sventrata.
    Festeggiamo la liberazione, ma l’italia se ne è davvero liberata?

  6. Annalisa Melandri | 26 aprile 2008 23:40 | Rispondi

    No Luca, purtroppo non ce ne siamo liberati, quello che dici tu, l’attacco al Mieli di qualche giorno fa, l’esito elettorale lo confermano. E purtroppo ho paura che lo confermerà anche l’elezione del sindaco di Roma, speriamo che mi sbagli.

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  1. Da Contro il 25 aprile identitario | Giornalismo partecipativo | apr 26, 2008

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