La desistenza conviene sia a Bersani che a Ingroia
Appoggio incondizionatamente il fatto che sherpa di Bersani (e Vendola) e Ingroia possano trovare un accordo sulla desistenza che permetta al centro-sinistra di aggiudicarsi il premio di maggioranza al Senato in regioni chiave.
Sarebbe del tutto folle che la sommatoria dei voti del centro-sinistra più Rivoluzione civile in Lombardia possa essere maggiore dei voti dell’estrema destra di Silvio Berlusconi ma che questo al Senato (dove RC non ha alcuna possibilità di fare il quorum) si risolva in un disastro politico.
Al contrario è pretestuoso che si pretenda la stessa cosa in una regione come la Campania dove RC può conquistare almeno un diritto di tribuna nella camera alta. Un accordo, anche solo per la Lombardia, più difficile ma possibile anche in Sicilia, avrebbe molteplici vantaggi per entrambi gli schieramenti.
Per il centro-sinistra, evidentemente, un ritiro di RC in alcune regioni a rischio, offrirebbe la possibilità di sommare alcuni punti percentuali ai propri aumentando esponenzialmente le possibilità di battere la Cayenna berlusconiana. Per RC, d’altra parte, non sarebbe un atto di generosità o un apertura di credito ad un centrosinistra che critica aspramente, ma un passaggio che le permetterebbe di disinnescare il più esiziale degli argomenti sul suo cammino verso il quorum: quello del voto utile.
Tale argomento è vero al Senato ma falsissimo alla Camera e finirebbe per danneggiare Ingroia e i suoi non tanto al Senato (dove nella maggior parte dei casi la presenza è testimoniale) ma proprio alla Camera dove presumibilmente lotteranno voto a voto per superare l’assicella posta al 4%.
La storia della sinistra italiana è quel che è: per l’ex-PCI qualunque cosa si muova alla propria sinistra va schiacciato e per chi sta alla sinistra di questo spesso vale ancora la pregiudiziale cominternista sul socialfascismo. Il tafazzismo veltroniano del 2008 è lì a imperitura memoria. Le distanze tra centro-sinistra e Rivoluzione Civile restano importanti ma siete davvero sicuri che un patto civile che non supponga alcun accordo post voto, ma faciliti la presenza di un’opposizione di sinistra in parlamento offrendo una opportunità al centro-sinistra di governare non sia la classica situazione win-win? Insomma parlatevi.
Gennaro Carotenuto su http://www.gennarocarotenuto.it

















radio aut | 18 gennaio 2013 15:01 | Rispondi
sinceramente mi sorprende che una persona come lei possa sostenere un partito che, in barba ai bei proclami di cambiamento e addirittura di rivoluzione civile, candida personaggi a dir poco discutibili, come Claudio Giardullo, segretario del sindacato di polizia della Cgil, contrario alla legge sulla tortura e al codice identificativo sui caschi dei poliziotti o un tale, ex fascista e avvocato difensore di uno dei macellai della diaz. e altrove boicotta le candidature di persone veramente preparate e dal profilo assolutamente limpido, promosse dai movimenti che dal basso cercano veramente di cambiare lo stato di cose. un saluto sincero
Alessandro Vigilante | 19 gennaio 2013 19:43 | Rispondi
Resistenza Sì
Desistenza No
http://video.corriere.it/elezioni-ingroia-pd-ci-vediamo-parlamento/f23edc5e-6252-11e2-a69b-1ca806f8d8c9
ilBuonPeppe | 20 gennaio 2013 11:46 | Rispondi
http://il-main-stream.blogspot.it/2012/10/ancora-un-tradimento-dei-chierici.html
Penso che questo articolo risponda piuttosto bene a tutti coloro (come Gennaro qui) che ancora si ostinano a ragionare di come la sinistra possa o debba cercare un’affermazione oggi.