giovedì 20 giugno 2013, 02:21

La coerenza di Pietro Ichino

pietro-ichinoPietro Ichino se ne va con Monti. Il PD, ce lo ripetono da 20 anni, è vittima dell’estremismo della CGIL e deve ancora fare troppe abiure della sua storia per essere una vera forza liberaldemocratica.

Quindi Ichino, sarebbe nel pieno diritto, di prendere atto della deriva del partito che lo ha portato in parlamento e fare le sue scelte. A chi scrive, in quanto elettore alle primarie del centro-sinistra, non sembra così facile né lineare.

Pietro Ichino, parlamentare del PD, sostiene alle primarie Matteo Renzi, del quale è forse il più autorevole maître à penser. Lo schierarsi e votare nelle primarie comportava però contestualmente l’impegno ad appoggiare il vincitore chiunque esso fosse. E il vincitore è stato Pierluigi Bersani. È un impegno morale e politico importante, soprattutto per un parlamentare.

Ichino prende questo impegno col PD ma, nei ritagli di tempo, scrive il programma di Mario Monti, che oggi si presenta come candidato alternativo a quel Pierluigi Bersani che Ichino si era appena impegnato ad appoggiare. Pugnala così alle spalle il candidato del partito del quale è autorevole esponente, scoprendolo sul fianco destro, e ridicolizza l’impegno liberamente preso appena poche settimane prima.

Solo alla fine Ichino esce dal partito quando la «salita in politica» di Monti è cosa nota e quando le primarie parlamentari (meccanismo complesso e discutibile ma potentissimo) avrebbero messo in chiaro l’estraneità di Ichino alla tradizione socialdemocratica del PD. Se le primarie non ci fossero state forse il nostro agente all’Avana non se ne sarebbe andato. Eppure tra l’Agenda Monti e il Programma Bersani le differenze sono sfumature e l’impalcatura liberaldemocratica ed europeista è presente in entrambi alla stessa maniera. Dovrebbero dolersene gli elettori di sinistra, non quelli come Ichino che pretendono, dai loro posti di potere, dal parlamento e contando quotidianamente della grancassa dei giornali mainstream di far slittare il PD sempre più a destra.

Ichino è accomunato a Monti, il “candidato anomalo”, come è stato chiamato dal Corriere della Sera, colui che se vincerà governerà e se perderà avranno perso altri, dall’ostinazione dogmatica nel presentare il neoliberismo come una legge di natura e non come un’opzione politica tra tante. Ichino (in questo Monti ha ben altra coerenza e autorevolezza), come i vari Giavazzi e Alesina, senza parlare dei fondamentalisti come Zingales, hanno continuamente infangato il campo per imbonire l’opinione pubblica facendo credere che il liberismo sia di sinistra. Non ci è riuscito e va via. L’uscita dal PD è allo stesso tempo un elemento di chiarezza e una prova di slealtà.



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  1. ilBuonPeppe | 24 dicembre 2012 18:44 | Rispondi

    Hai ragione Gennaro, “quelli come Ichino che pretendono, dai loro posti di potere, dal parlamento e contando quotidianamente della grancassa dei giornali mainstream di far slittare il PD sempre più a destra” dovrebbero essere soddisfatti, perché i loro desideri si avverano ogni giorno di più.
    Ad Ichino questo evidentemente non basta, per cui, coerentemente con le sue idee di sempre, se ne va lungo la strada che va a destra, anticipando il PD (e forse sperando di fare da traino).
    E’ incoerente e scorretto farlo ora dopo le primarie? Probabilmente sì, ma da uno come Ichino non mi meraviglia più di tanto.
    Sono invece meravigliato da te. Tu che invece sei persona leale, oltre che coerente, ora appoggerai Bersani.
    E il problema di Bersani e del PD lo hai descritto benissimo: “Eppure tra l’Agenda Monti e il Programma Bersani le differenze sono sfumature e l’impalcatura liberaldemocratica ed europeista è presente in entrambi alla stessa maniera.”
    Non mi preoccupa che Ichino se ne sia andato, mi preoccupa sapere che tu ci stai ancora.

  2. Gennaro Carotenuto | 24 dicembre 2012 19:57 | Rispondi

    Dov’è scritto che appoggerò Bersani?

  3. ilBuonPeppe | 25 dicembre 2012 10:41 | Rispondi

    “chi scrive, in quanto elettore alle primarie del centro-sinistra…”
    Quindi hai partecipato alle primarie.

    “Lo schierarsi e votare nelle primarie comportava però contestualmente l’impegno ad appoggiare il vincitore chiunque esso fosse. E il vincitore è stato Pierluigi Bersani.”
    Quindi appogerai Bersani.

  4. giuseppe galluccio | 25 dicembre 2012 15:17 | Rispondi

    A me quello che fa sempre più rabbia è che quelli che vogliono tagliare salari, pensioni e diritti sono sempre quelli alla Ichino che godono di assurdi privilegi. Ichino quando prende di stipendio da parlamentare , senza avere avuto alcun voto? 20 mila? magari ha già una pensione e avrà quella di parlamentare, come minimo, che è enorme.
    Mi fa davvero rabbia che poi questi si dicano di sinistra, addirittura pretendendo che chi non è d’accordo fa pure male alla sinistra che si deve evolvere.
    A Napoli si direbbe “fare i signori col culo degli altri!!”.
    Nel merito vine sempre fuori il solito opportunismo all’Italiana. Il salto di Ichino trova giustificazione nel fatto che se avesse dovuto fare le primarie, probabilmente prendeva tre voti..imbarcarsi con monti significa almeno avere qualche chance, se non di elezione, magari nel futuro governo liberista…
    Insomma il solito schifo di questi personaggi

  5. Alessandro Vigilante | 25 dicembre 2012 15:36 | Rispondi

    Allora sbilanciati Gennà: Cambiare si Può.

  6. Gennaro Carotenuto | 28 dicembre 2012 11:06 | Rispondi

    Invidio quelli che ce l’hanno così chiara… :(

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