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Preferirei farmi monaca

Lameduck

Piuttosto che votare quel paraculo di Veltroni.
In fondo non dovrei preoccuparmi più di tanto. Vivo in una regione che mi permetterebbe perfino di astenermi ma, lo sapete, sono contraria a non esercitare il diritto-dovere di voto. Ho sempre votato, sai com’è, la tradizione.
Non sarà certo in Emilia Romagna che si giocherà la partita decisiva ma bisogna comunque ragionare sulla possibile necessità del voto disgiunto.
Alla Camera, per quel discorso romantico sulla salvaguardia della Sinistra come della Foca Monaca, si può far parlare i princìpi e l’affinità elettiva e votare Sinistra Arcobaleno. Anche se non è la migliore Sinistra possibile è l’unica Sinistra che abbiamo ed è l’unico flebile barlume di difesa dei valori di laicità ed uguaglianza sociale.

Al Senato però si rischia, e allora? Ecco l’atroce dilemma.
Sdraiata a pelle di leone a pronunciare i voti di castità ed obbedienza prima della clausura mi parrebbe più allettante che tracciare il fatidico segno sul simbolo PD. Mi appare in un flash mentale la Binetti. No, non posso proprio farlo, non chiedetemelo.
Penso all’insopportabile paraculaggine del "maanchismo". A quel tono di voce misto tra il finto progressista e l’omino di burro. Penso a tutto quello che il governo di centrosinistra tutto chiacchiere e distintivo non ha fatto per evitare di ritrovarci tutti in questo casino. Penso alle leggi che non sono state fatte, al conflitto di interessi che non è stato scalfito di un millimetro, con il leader del centrodestra più forte ed arrogante di prima.
Penso alla presa per il culo sui diritti civili, sui diritti delle persone omosessuali, alle altalene sui DICO, i PACS, e andatevene tutti affanculo. Penso al pretume che avanza, di nuovo a quell’orrenda Binetti, a certi elettori del PD che mi fanno sembrare simpatici perfino i radicali e le santanché. Tutto questo mi fa venire una paralisi alla mano che dovrebbe tracciare il segno. Come in quegli incubi dove non puoi muoverti né parlare e sei terrorizzato.
Poi però mi assale il senso di nausea e la depressione per le ultime uscite del leader di silicone, quell’orrendo uomo con i capelli dipinti sulla testa e il fondotinta da avanspettacolo, il cui ultimo problema, credetemi, è di essere odioso, magari fosse solo quello.
Penso all’apologia mafiosa, ai rigurgiti della P2, al fascismo strisciante, al disprezzo per la legalità e la giustizia, alla mentalità da 51% (che sia maledetta), al possibile Palladilardo Ministro della Sanità, ai legaioli con il fuciletto a tappo ma una micidiale ignoranza a prova di missile, a ciò che ci aspetta con un altro governo Berlusconi, alla necessità di dover smettere definitivamente di guardare la televisione, al desiderio di emigrare (no, la Nuova Zelanda sarebbe ancora troppo vicina, meglio un’altra galassia).
E allora ditemi voi che devo fare, consigliatemi, perchè io proprio non lo so. Meglio monaca?

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