Thursday 24 May 2012, 01:02

Argentina: una serrata per destabilizzare Cristina

na01fo01 Da due settimane i grandi rentiers agrari argentini, in armi contro una tassa che li danneggia, stanno giocando a destabilizzare il governo di Cristina Fernández de Kirchner, utilizzando i piccoli produttori e la paura dell’inflazione che solleva la testa.

Sono tornati così i cacerolazos in Argentina, ma manovrati dalla destra, che dopo il Venezuela e la Bolivia adesso prova a destabilizzare il più meridionale dei governi integrazionisti latinoamericani.

Scritto in esclusiva per Latinoamerica.



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  1. Federica Bizzocchi | 2 aprile 2008 22:31 | Rispondi

    Credo sia riduttivo nonchè erroneo ridurre la società argentina in “peronisti e gorilla”.
    Così come sottoluvare il fatto che le 4 entità agrarie erano per la prima volta unite.
    I cacerolazos del 25 marzo allora sono di destra, avallando così il Governo e la visione unidimensionale? (vedere Svampa, Critica de la Argentina del 31/03, p 6, disponibile online)
    Sul tema della ridistribuzione sarebbe opportuno prima studiare il sistema fiscale argentino (sull’argomento esistono dibattiti accademici così come dei Think tank argentini) e la relazione perversa che esiste tra governo federale e province.
    E sul benessere dei grandi produttori (ribadisco, i piccoli produttori non stati ‘usati’ dai grandi), siamo tutti d’accordo. Siamo anche d’accordo che il diritto a comprarsi una 4X4, che per la cronaca è funzionale al lavoro nel campo, è identico a quello di comprare una Mini Cooper a una capricciosa 17enne. Così come siamo d’accordo che finché la ricchezza si accumula in modo legale, onesto, è benvenuta; chissà se i Kirchner possono vantarsi di questo (basti guardare all’aumento della ricchezza familiare durante il governo di Nestor e basti leggere i giornali di oggi per vedere come persino la nipote sia beneficiata della reggenza).
    A Gualeguaychu i blocchi stradali vanno avanti da mesi per la costruzione prima e il funzionamento poi di Botnia. Il Governo non si è mai scaldato più di tanto. I media oppositori hanno sempre parlato di questo.
    Sull’apertura al dialogo della presidente rileggerei uno a uno i discorsi di questi giorni.
    Per concludere consiglio vivamente di ascoltare il discorso di Buzzi (federazione agraria argentina) di oggi, quando nell’atto con solo 25000 persone, ha ribadito come tra gli agricoltori argentini non esiste l’idea di un golpe e che oltretutto ci sono reduci desaparecidos nelle sue fila.

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  1. Da Plaza de Mayo con Cristina | Giornalismo partecipativo | apr 2, 2008

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