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Che noia mortale! Neanche il confronto in TV tra Silvio Berlusconi e Walter Veltroni ci potrà salvare

Berlusconi Io mi annoio, non so voi. Mortalmente. E’ una "drôle de guerre" che tale resterà. Non c’è più la politica signora mia. Non ci sono più gli ideali, oltre che le ideologie, ma non c’è più neanche tutto il resto, neanche più l’amministrare l’esistente. Una volta si aspettavano le elezioni in un crescendo di emozione.
Adesso tutto sta scivolando via senza sussulti in un paese dove tutti sanno che tutto va male, ma così male che tutti pensano che tanto peggio di così non potrà andare, e allora si tranquillizzano.

Silvio s’è ributtato sui comunisti, ma tanto vale allora farsi sostituire da Pippo Franco. Un po’ preoccupato dev’essere se attacca il complotto del "voto disgiunto", che qui avevamo consigliato già due settimane fa, proprio come maniera di complottare contro di lui. Complottare ovviamente utilizzando la legge elettorale che lui si scrisse per complottare contro Romano Prodi e che si è guardato bene dal voler cambiare.

Walter intanto continua la sua campagna pulitino come il pic indolor. Ma nella siringhina c’è acqua pura. Un placebo Walter che non fa né male né bene. Fausto… forse l’anno prossimo Nanni Moretti ci farà un film: "Bertinotti, avanti, dì qualcosa di sinistra". Pierferdinando dice assurdità, dalla centralina nucleare regione per regione al bla bla sul merito, al cannolo. Da che pulpito! Qualche sussultino lo dà Daniela Santanchè, ma quando la spara grossa fa un po’ l’impressione dei bambini che imparano a dire le parolacce e si guardano intorno compiaciuti per vedere l’effetto che fa.

Ieri sera ho intercettato una tribuna politica del Partito Liberale, pensavo parlasse Renato Altissimo, pensavo fosse l’88 o il ’78, o il ’58. Poi come fosse normale, continuo a pensare che non sia normale, né legale, è toccato a Forza Nuova. Cinque minuti di un discorso pazzesco, così di sinistra che se non fosse stato per qualche scivolone razzistissimo e fascistissimo, l’avrei confuso con Ferrando. In realtà è solo anticapitalista e antiamericano, che quando lo sento… sono i momenti che bacerei perfino la campanella di Wall Street. Poi ha concluso: "né di destra né di sinistra, per l’Italia del futuro". Come direbbe Simona Marchini a Black-out: "ch’avrà voluto di’?".

Andiamo forza, tra due settimane a quest’ora ci staremo per levare il pensiero. Resta un solo ostacolo, o meglio, un dissuasore, un dossetto di quelli per far rallentare: il confronto tra Silvio e Walter. Fuor da ipocrisie. Il confronto si fa solo se si pensa di guadagnarci. Da che mondo è mondo. Chi è in testa lo evita e chi insegue si indigna, ma sa che se fosse lui in testa lo eviterebbe a sua volta. A volte chi è in testa lo accetta per mostrarsi magnanimo o non mostrarsi debole, ma sempre calcolo è.

Silvio nostro aveva messo una prezzo: lo faccio se levate la par condicio. Saltato a Porta a porta, saltato a distanza dall’Annunziata, lo annuncia Enrico Mentana a Matrix. Veltroni è sportivo, non mette condizioni (fa bene se si suppone in svantaggio), ma il fatto che Mentana prima intervisterà lui, poi Silvio, che ovviamente saprà già le risposte, come in un concorso pubblico, è una cosa regolare solo in Italia. Temo che il confronto non si farà neanche lì. Insomma, si va a votare al buio e sembra che il 70% degli italiani pensino che Storace sia nello stesso partito di Fini, il 50% pensa che Boselli stia con Weltroni e uno su quattro cercherà l’Ulivo sulla scheda nella Gabina elettorale. Ma come, dice Franceschini dal loft, abbiamo fatto tanto e sti cretini degli italiani manco sanno che esistiamo?

Insomma, e lo dico con pena, cosciente di avvicinarmi al qualunquismo più bieco: il confronto è prescindibile, le elezioni sono prescindibili, questa democrazia sembra un prescindibile simulacro e questo mi preoccupa davvero. Ma perché allora vorrei tanto che non vincesse Silvio?

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