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Sull’arte di votare al tempo del Porcellum: il caso pratico dell’Umbria

Quello nell’immagine qui sotto è un sondaggio della SWG pubblicato ieri e si riferisce alle intenzioni di voto per la regione Umbria. Se non ci sei già entra poi nell’articolo per una riflessione collegata all’articolo L’arte di votare al tempo del Porcellum.

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L’Umbria è una regione piccola attribuendo SOLO sette senatori. Ma spiega perfettamente quanto avevamo studiato nell’articolo più ampio al quale rimando. La cosa è semplicissima e non fa venire l’emicrania. Il PD è quasi sicuro di arrivare primo al Senato avendo un vantaggio di 7.5 punti sul PDL ma purtroppo la SA manca il quorum per appena lo 0.5%. Se così finisse, per il premio di maggioranza il PD prenderà QUATTRO senatori, mentre TRE andranno al PDL e ZERO alla SA.

Ma se lo 0,5% degli elettori umbri si spostasse dal PD (o da chiunque) alla SA, allora la coalizione bertinottiana farebbe il quorum e la distribuzione dei seggi sarebbe: QUATTRO al PD, DUE al PDL, UNO alla SA. Quindi è evidente che se una parte di elettori del PD scegliesse di votare in maniera aritmeticamente utile, non danneggerebbe il proprio partito, che rimarrebbe con 4 senatori, ma ne farebbe perdere uno al PDL.

Allora qui qualcuno dovrebbe decidersi:

1) per l’area SA: se PD e PDL sono uguali, allora dovrebbe sperare che SA non faccia il quorum e non prenda il senatore. Facendo il quorum infatti, paradossalmente, favorirebbe la Grosse Koalition.

2) per l’area elettorale PD: davvero non volete avere niente a che fare con i trinariciuti? Davvero meglio un Ciarrapico in parlamento piuttosto che un Giordano o un Migliore?

Come addendo resto impressionato dal fatto che secondo questo sondaggio lo spostamento maggiore in due anni sia il dimezzamento della cosiddetta sinistra radicale.

PS Per il mio articolo precedente su questo tema ho ricevuto aspre critiche uguali e contrarie. Qualcuno ha detto che l’ho scritto per far votare il PD, altri mi hanno scritto che volevo favorire la SA.

Pochi giorni fa per il pezzo su Fiamma Nirenstein qualcuno mi ha accusato di essere antisemita e qualcun altro mi ha accusato di essere un agente del Mossad.

Per il pezzo sul Tibet di ieri, qualcuno mi ha accusato di invocare la guerra atomica contro la Cina, altri mi hanno dato dell’antiamericano.

Sulla Colombia sono stato accusato di essere al soldo di Uribe e potrei continuare.

Anche se non capisco perché bisogna sempre etichettare tutto come al supermercato… comincio a divertirmi! 🙂

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