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L’arte di votare al tempo del "Porcellum"

126348369_c5bf813ec8Non è per niente sicuro che Silvio Berlusconi ce la faccia. Neanche alla Camera. Ma soprattutto il Senato potrebbe trasformarsi in un incubo per il Popolo delle Libertà. Se gli elettori di centro sinistra sapranno votare in maniera utile il campo per le destre sarà disseminato di mine. Ecco una breve guida su come votare a Porcella, la regione del Porcellum!

Premessa: questo articolo è postideologico. Non prende in considerazione i programmi dei diversi partiti e coalizioni ma prova a dare una risposta semplice ad un’unica domanda: come fare a far prendere meno parlamentari possibile al PDL, a Berlusconi, Bossi e Mussolini?

Per farla breve le cose al Senato stanno così: Il Porcellum è così brutto e antidemocratico che ci sono casi nei quali un elettore del PD favorisce il proprio partito votando la Sinistra Arcobaleno e viceversa.
Per un esempio pratico, il caso dell’Umbria, vedi qui.

Alla Camera, brevemente, arrivando primo il PD, questo avrebbe una comoda maggioranza del 55% dei seggi, non più condivisa con la sinistra radicale e gli alleati centristi minori (Mastella, Dini…), ma solo con Italia dei Valori. Se il PD non dovesse arrivare primo (l’ultimo sondaggio disponibile qui dà 42.5 al PDL e 38.4% al PD) quella maggioranza toccherebbe a Berlusconi. Alla Camera è pressoché sicuro che solo quattro liste, PD e PDL (più coalizzati), Sinistra Arcobaleno e UDC supereranno il quorum del 4%. Un quinto soggetto, La Destra, dato dai sondaggi intorno al 2%, ha qualche lontanissima possibilità di fare un quorum che vale un trentina dei 290 deputati che toccano a tutte le opposizioni. Ovviamente meglio va La Destra (e l’UDC) più possibilità di vincere ha il PD. Voto di disturbo è invece quello al partito socialista, a Giuliano Ferrara o alle varie listine a sinistra della Sinistra Arcobaleno. Insomma: alla Camera è tutto abbastanza facile e ognuno può prendersi le sue responsabilità.

I problemi, come tutti sanno, sono al Senato. E qui la rottura delle coalizioni li ha complicati moltissimo. In particolare ci sono due problemi. Il primo è che il premio viene attribuito alla prima forza di OGNI regione. Il secondo è dato dal fatto che SA e UDC, entrambe date nei sondaggi nazionali appena al di sotto del quorum dell’8% (buono per il Senato) riusciranno a starvi sopra in alcune regioni e saranno fuori in altre. Quindi per capirci, ci saranno regioni dove la minoranza dei seggi sarà attribuita ad una sola forza, in altre a due, in altre ancora a tre. Un caos.

Dopo il divorzio tra PDL e UDC, il PD è in vantaggio sicuro in Emilia-Romagna e Toscana ma dovrebbe farcela anche in Umbria, Marche e Basilicata. La partita è aperta con diverse sfumature in Abruzzo, Campania, Sardegna, Calabria, Liguria e Piemonte mentre è sostanzialmente chiusa a favore della destra in Lombardia, Veneto, Friuli, Lazio, Puglia e Sicilia. Ma se capire chi sarà primo regione per regione non è impossibile e sondaggi vengono proposti ovunque, ben più difficile è capire se SA e UDC faranno il quorum nelle diverse regioni.

I calcoli possibili sono migliaia, e una delle variabili più nefaste e meno democratica è proprio quella che imbizzarrisce i risultati del Senato a seconda di chi e dove raggiunge un quorum molto alto, posto all’8%. Per capirci, se l’UDC o la SA passano in una regione dal 7.99% all’8.01% o viceversa spostano non solo i loro seggi ma anche quelli di altri partiti in maniera sostanziale. In teoria una famiglia di elettori che arriva tardi da una scampagnata potrebbe far scattare o meno il quorum di un partito in una singola regione, spostare così anche una decina di seggi e ribaltare la maggioranza nazionale.

Detto questo ci sono alcuni possibili orientamenti che un elettore “normale” di centrosinistra può recepire pur se con estrema prudenza. In particolare ve n’è una: ognuno deve informarsi sui risultati della propria regione (quelli del 2006, o i sondaggi) per cercare di capire chi arriverà primo tra PD e PDL. Inoltre dovrà capire quante possibilità ha nella propria regione la SA di fare il quorum e frullare come segue questi dati:

1) Nelle regioni dove il PD prenderà sicuramente più voti del PDL al Senato (le tipiche regioni rosse ma non solo), votare Sinistra Arcobaleno a Palazzo Madama vuol dire sottrarre seggi a Berlusconi. Spiegheremo perché.

2) Ma attenzione: in tutte le regioni dove si prevede che la SA non arrivi all’8%, votarla vuol dire numericamente favorire SEMPRE Berlusconi.

3) Nelle regioni dove sicuramente vincerà la PDL, tutto dipende dalle possibilità della SA di superare il quorum regionale. Se voti in una regione dove la SA farà sicuramente il quorum, non ci sono calcoli: potrai votare secondo le tue inclinazioni e i seggi saranno distribuiti proporzionalmente tra PD e SA, entrambi all’opposizione. Se sono regioni dove la SA non arriva all’8% si ricade al punto 2.

Se ti basta questo orientamento puoi smettere di leggere. Da qui in avanti vedremo di capire materialmente come ciò sia possibile.

Nelle 17 regioni (tutte meno Molise, Valle d’Aosta e Trentino Alto Adige) che attribuiscono un premio di maggioranza (del 55% dei seggi al partito primo arrivato) se due soli partiti superano il quorum questi si spartiscono tutti i seggi, 55% al primo e 45% al secondo. Se a superare il quorum saranno più soggetti, la primo partito resterà sempre il 55% mentre il 45% verrà redistribuito con risultati imprevedibili.

porcella Per capirci, facciamo un caso di scuola. Mettiamo che in una regione inesistente, che chiameremo Porcella, si attribuiscano 100 seggi. In realtà la regione che attribuisce più seggi è la Lombardia con 47, ma Porcella ci semplifica la cose. Dovendo attribuire 100 seggi, e sapendo che al partito primo arrivato il Porcellum attribuisce il 55% dei seggi è chiaro che nella Porcella questo prenderebbe esattamente 55 seggi (a meno di non avere più del 55% di voti, ma è un evento poco probabile che non considereremo).

Facciamo alcuni casi di scuola nei quali elimineremo per semplificare ulteriormente l’UDC:

1) Porcella è una regione rosa. Vince il PD ma la SA non fa il quorum. In questo caso il PD avrà 55 seggi, il PDL 45 e la SA 0.

2) Porcella è una regione rossa. Vince il PD e la SA fa il quorum. In questo caso il PD avrà sempre 55 seggi, la PDL (più o meno) 37 e la SA 8. Nota come a parità di rapporti di forza tra i due maggiori il rapporto tra i seggi si stravolga.

3) Porcella è una regione azzurra. Vince il PDL e la SA fa il quorum. In questo caso il PD avrà circa 37 seggi, il PDL 55 e la SA 8.

4) Porcella è una regione nera. Vince il PDL ma la SA non fa il quorum. In questo caso il PD avrà 45 seggi, il PDL 55 e la SA nessuno. Occhio, in questo caso vale con l’UDC quello che vale per SA al punto 2. Se la SA non fa il quorum, ma lo fa l’UDC, i voti a SA sottrarrano seggi al PD e favoriranno la PDL. Teoricamente al PDL potrebbe perfino convenire far convogliare propri voti superflui sulla SA per amplificare quest’obbiettivo.

E’ evidente che il caso più importante è il secondo. Per il PD la presenza di SA in Senato aumenta moltissimo il vantaggio sul PDL. Tornando dai numeri alla terra è quella differenza che regione rossa per regione rossa può (nell’ipotesi che Silvio Berlusconi vinca alla Camera) impedire alle destre di avere un’ampia maggioranza al Senato e governare comodamente per cinque anni. Ma al di là dei calcoli personali, e tutto questo articolo lo dimostra, voteremo con una legge indecente.

Per un esempio pratico, il caso dell’Umbria, vedi qui.

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45 Responses to L’arte di votare al tempo del "Porcellum"

  1. Raffaele della Rosa 17 Mar 2008 at 11:14 #

    Toh….tre soggetti diversi così d’accordo….
    “Non è per niente sicuro che Silvio Berlusconi ce la faccia. Neanche alla Camera. Ma soprattutto il Senato potrebbe trasformarsi in un incubo per il Popolo delle Libertà.”

    Infatti il cavaliere (tutt’altro che cavalleresco) ha già incominciato a strepitare “Attenti ai brogli” e con il fair play che tutti gli riconoscono ha detto anche che i rappresentanti di lista e gli scrutatori della sinistra sono “professionisti della politica e dei brogli”.
    Ce ne sarebbe abbastanza per procedere contro di lui per diffusione di notizie false e tendenziose atte a turbare l’ordine pubblico ? Io penso di sì. Se qualcuno della cosidetta sx avesse le palle si potrebbe ad esempio provare a replicare di non votare Berlusconi perchè è amico dei pedofili… alle sue furibonde repliche e richieste di chiarimenti si potrebbe rispondere promettendo le prove della sua connivenza con i pedofili in contemporanea alle prove che lui deve portare sui brogli elettorali della sinistra.
    Ma questi miei stravaganti cazzeggiamenti non servirebero neppure per un modesto raccontino di fantapolitica 🙂 🙂

  2. alberto 17 Mar 2008 at 11:34 #

    beh beh.
    l’argomento non mi ha mai entusiasmato, devo dire però che l’articolo è davvero chiaro ed esplicativo, risvolti inaspettati…e non.

  3. Stefano Severi 17 Mar 2008 at 11:37 #

    L’analisi e la spiegazione sono davvero chiarissime, ottime riflessioni.

    Peccato che tutto rischi di essere inficiato dal quantomai probabile inciucio post elezioni.

  4. Fabio Bovi 17 Mar 2008 at 11:55 #

    Tutto chiarissimo .. per quanto permesso dal parcellum … ma…. Siamo sicuri che Berlusconi VUOLE vincere queste elezioni??
    Perche’ sta facendo di tutto per perdere punti??

    Prima decidendo di seguire TOPO GIGIO (veltroni per gli amici) e “correre da solo”: non l’avesse fatto avrebbe STRAVINTO a mani basse.

    Poi uscendosene un giorno si e l’altro pure cone le sue stupidate su donne precarie, guerre, pensioni…
    SIAMO SICURI CHE VOGLIA VINCERE??? o PUNTA AD UN PAREGGIO che renderebbe ineludibile una Grossa coalizione???

    meditiamo gente… mediatiamo….
    Ciao
    Fabio

  5. Marco Drudi 17 Mar 2008 at 12:08 #

    se poi a tutto questo mega casino gli aggiungiamo il 30 % di indecisi… quindi io in emilia romagna dovrei votare SA per portare via i 45 seggi rimanenti.. giusto?? non vedo l’ora che sia lunedi 14 aprile alla sera e farmi delle grasse risate..

    vorrei soltanto che il PDL vincesse di 4 senatori.. li voglio vedere a combattere con Scalfaro, Ciampi,Montalcini, Cossiga, Andreotti..

  6. Luca Romeo 17 Mar 2008 at 13:48 #

    La riflessione è certamente valida, ma pecca in alcuni punti.
    Parto dal basso:
    “Teoricamente al PDL potrebbe perfino convenire far convogliare propri voti superflui sulla SA per amplificare quest’obbiettivo.”
    E’ un’osservazione errata, poichè se la SA resta cmq sotto l’8%, i rapporti tra le forze in minoranza non cambiano, perchè i voti tolti al pdl non intaccano il parco voti del PD, ma drenano solo da una zona inutile di voto, quella che va dalla percentuale reale del pdl al 55%+1, alle zone under 8%; forse volevi dire che li sposta verso l’udc, non SA.
    Risalendo verso il punto 3:
    “3) Nelle regioni dove sicuramente vincerà la PDL, tutto dipende dalle possibilità della SA di superare il quorum regionale.”
    non dipende solo dalla possibilità di SA, ma anche dell’UDC; se infatti si è sicuri che l’UDC superi il quorum il tuo ragionamento fila, ma nel caso opposto, un voto dato ad SA non sarà un voto per il PDL, si verificano due casi, SA supera il quorum e divide i seggi di minoranza col PD, Sa non lo supera, tutti i seggi vanno al PD; i voti delle liste che non superano i quorum sono considerati nulli (alla faccia delle costituzione).

    E’ poi matematicamente impossibile per una qualsiasi coalizione superare il 55% di preferenze in una singola regione, nel 2006 capitò solo in Lombardia (CDL) e in toscana (UNIONE), ma in entrambi i casi solo di poche unità percentuali, numeri certamente inferiori alle percentuali di UDC e SA presi singolarmente.

  7. Luca Romeo 17 Mar 2008 at 13:54 #

    Errata corrige:
    Sopra ho detto: “i voti delle liste che non superano i quorum sono considerati nulli”, ma in realtà intendevo che sono voti dispersi, non nulli, perchè valgono coumnque nel calcolo delle percentuali.

    La percentuale infatti è basata sul totale dei voti espressi non su quelli delle liste che superano lo sbarramento.

  8. Gennaro Carotenuto 17 Mar 2008 at 14:12 #

    Caro Luca,
    avevo premesso che mia volontà era elidere alcune variabili per rendere il cuore del ragionamento digeribile. Ovviamente chi vuole approfondire non ha altro rimedio che studiare molto di più la miriade di casi possibili.

    Perciò in particolare ho eliso la votazione dell’UDC, soprattutto perché credo ci siano ben pochi elettori incerti tra UDC e SA.

    Altrettanto ho fatto per quanto concerne i casi minori di partiti oltre il 55%. In entrambi casi l’ho dichiarato.

    Per quanto concerne la tua prima obiezione non credo di essere in errore.

    Se l’obbiettivo (teorico) del PDL è quello di far prendere meno seggi possibile al PD, la situazione migliore possibile è quella che sia UDC che SA facciano il quorum.

    In questo modo il rapporto passa da 55 a 45 a un amplissimo 55-25% circa, con UDC e SA che prendono il restante quinto.

    E’ ovvio che un risultato o l’altro non è politicamente irrilevante, ma il mio obbiettivo era rilevare dal punto di vista aritmetico gli spostamenti.

  9. Gennaro Carotenuto 17 Mar 2008 at 14:15 #

    PS Su Netmonitor di Repubblica dicono già che faccio venire l’emicrania… 😉 figuriamoci se… 🙂

  10. Franco Ragusa 17 Mar 2008 at 14:20 #

    Trovo francamente per nulla importante, dopo i due anni del governo Prodi, affrontare la scadenza elettorale con il problema principale di battere Berlusconi.

    Dalla sinistra arcobaleno passando per la destra di Storace, tutte le forze politiche ora in lizza hanno occupato posizioni di governo.
    E due anni fa abbiamo appunto sostenuto un Governo che dopo pochi giorni ha fatto subito capire che c’erano elettori di serie A, elettori di serie B ed elettori che non avrebbero contato nulla nonostante il consenso dato.
    Ora siamo addirittura stretti nella morsa di due novelli Napoleone, ladri di voti, che hanno pensato bene di utilizzare le crepe della legge elettorale, il premio di maggioranza indefinito, per costringerci al voto utile.

    Per quello che mi riguarda: Not in my name!

    Contro la truffa del premio di maggioranza indefinito

    il 13 e 14 aprile RIFIUTA o RESTITUISCI le schede per l’elezione della Camera dei Deputati e il Senato della Repubblica

    e fai verbalizzare i motivi della protesta

    Maggiori info in: http://www.riforme.info

  11. andbene 17 Mar 2008 at 15:04 #

    “Ma al di là dei calcoli personali, e tutto questo articolo lo dimostra, voteremo con una legge indecente.”

    D’accordo con tutto l’articolo eccetto questa frase. Voterete o voteranno con una legge indecente. Il problema del nostro paese non è chi vince o chi perde, ormai tutti sono stati al governo e la minestra è sempre quella. Votarli vuol dire legittimarli. I nostri vecchi della resistenza non ha combattuto per questa roba ….

  12. Raffaele della Rosa 17 Mar 2008 at 16:00 #

    x andbene…d’accordo sulla resistenza messa in soffitta da questi cialtroni.Ma c’é di più non votandoli un po’ di SA perderanno la poltrona. Mica Male, no ?

  13. paolo brugnara 17 Mar 2008 at 16:03 #

    su che sondaggi o informazioni è stata creata la mappa?
    mi sembra eccessivamente ottimistica…

  14. andbene 17 Mar 2008 at 16:25 #

    x Raffaele:
    Ho militato qualche tempo fa in un partito della SA. Accanto a tante persone oneste che portavano il carretto e lottano per gli ideali, ci sono dei veri parassiti nel ceto politico, gente mediocre che vive di politica attacata alla sedia e che blocca qualsiasi tentativo di cambiamento. La cosa migliore che possiamo fare è non andare a votare anche se l’idea di franco di restituire le schede e far verbalizzare i motivi della protesta è molto accattivante, più accattivante del semplice non voto o dell’annullare la scheda.

  15. monistero nino 17 Mar 2008 at 16:46 #

    gennaro dice che non si è sicuri che il berlusca vinca alla camera.Invece si è sicurissimi,dati i rapporti di forza tra pdl e pd.Quello che annuso,ma forse sono raffreddato,è che l’unione di centro e la sinistra arcobaleno si comporteranno anche al senato bene,prendendo cioè i loro voti.Tutto questo ragionamento di gennaro,forse,vuol convincere i lettori di questo post a votare pd,ma il voto utile certamente non farà sparire il Centro e Sa.Chi vuole scommettere?

  16. Gennaro Carotenuto 17 Mar 2008 at 19:07 #

    @Paolo Brugnara, l’immagine si riferisce ai risultati del Senato 2006.

  17. freddie freeloader 17 Mar 2008 at 21:41 #

    Tutte le polemiche sulla legge elettorale, sull’astensionismo perchè sarebbe illegittima, per me lasciano il tempo che trovano, dato che, se non si puà modificarla o farla dichiarare illegittima in qualche modo (e non credo si possa farlo per il 13 aprile) tocca votare con quello che c’è, e mi pare stupido rinunciare ad esprimere il proprio voto.
    Inoltre (e chi ricorda il mio pseudonimo, su questo blog, sa già come la penso) anche se Veltroni e il PD magari non sono il massimo (e con questo non voglio riferirmi a D’Alema ;)), credo che tra Topo Gigio e testa d’asfalto la differenza ci sia, e non sia da poco, diversamente da come dice Grillo (anche se gli riconosco il merito di avermi aperto gli occhi su tante cose, con il suo nichilismo integralista mi ha un po’ stufato), anche e solo perchè altri cinque anni del nano pelato non li reggerei davvero.
    Ringrazio pertanto Gennaro per la sua elaborazione del voto utile, e, dato che vivo in Toscana, regione rossa, e dunque il mio voto potrà essere più pesante, preannuncio che voterò, e farò votare, PD alla camera e SA al senato.

  18. freddie freeloader 17 Mar 2008 at 21:46 #

    a ben vedere, controllando i risultati del 2006, forse sarebbe ancora più utile PD alla camera e UDC al senato, perchè SA il quorum lo dovrebbe comunque raggiungere…

  19. Luca Romeo 17 Mar 2008 at 22:18 #

    Tanto l’udc torna all’ovile, come ha già fatto Fini, in fondo era stato lui il primo a “rompere” col pdl, cercando sponda nell’udc.
    Qui in sicilia vanno ancora d’amore e d’accordo tutti, quindi ci metterebbe poco a spostare i suoi senatori nel pdl, Casini e co.
    Meglio aumentare le percentuali al senato per SA, dove è sicuro che supera il quorum in una logica di vittoria del pdl alla camera.

  20. Annalisa Melandri 17 Mar 2008 at 23:37 #

    Grazie, ho un tantino le idee più chiare e il “tantino” non dipende da te… 😉
    qualcuno mi sa dire il Lazio a questo punto di che colore è? ho paura sia proprio nera… sbaglio?

  21. angelino 18 Mar 2008 at 04:53 #

    Non mi sembra proprio che l’immagine si riferisca al Senato 2006… mi sembra di ricordare (a memoria) che a quelle elezioni il centro-destra abbia vinto molte piu’ regioni…

    Detto questo… va bene essere ottimisti, ma qui non si sta un pochino esagerando? La vittoria di Veltroni alla Camera e’ quasi impossibile…i sondaggi piu’ “ottimisti” danno un vantaggio di Berlusconi di 4 punti, quelli piu’ “pessimisti” di oltre 10 punti, e la media e’ attestata da tempo intorno ai 6-7 punti, cioe’ circa 4 milioni di voti… dove li trova Veltroni questi 4 milioni di voti per pareggiare? Certo, nei sogni tutto e’ possibile, ma nella realta’… mah…

    Quanto al Senato: nella migliore delle ipotesi (ma anche qui ci vuole davvero un miracolo) sara’ un pareggio… in alcune delle regioni indicate come “rosse” nel tuo grafico (Puglia, Piemonte, Campania), Berlusconi ha un vantaggio che e’ irrecuperabile per il PD… in altre regioni (Liguria, Lazio, Calabria, Sardegna, Abruzzi) c’e’ un vero e proprio “testa a testa” dal risultato imprevedibile… sicuramente e’ una situazione da mal di testa, ma l’esito piu’ probabile sara’ intorno ai 165 senatori per Berlusconi (quindi maggioranza, ma non trionfo) e sui 135-140 per il PD…

    Poi ripeto, se hai voglia di sognare sei liberissimo di farlo…

  22. Peppe Dantini 18 Mar 2008 at 09:07 #

    Ottima analisi. Ovviamente dal punto di vista tecnico (come premesso) e non dei contenuti.
    Ne approfitto per ripetere quello che ho già scritto qualche giorno fa: OGNI VOTO E’ UTILE, IL VOTO INUTILE NON ESISTE.
    L’astensione è non solo legittima, ma anche più che comprensibile; però non produce alcun risultato e lascia che siano altri a decidere per noi.
    Il voto è espressione di volontà, è libera scelta, è democrazia, anche con una legge del c…
    Definire il voto come “inutile” è un insulto.
    Non votare fa il gioco di PD e (soprattutto) PdL, perchè a non votare sono principalmente gli indecisi. I fanatici con i paraocchi votano comunque; una alta quota di astensione si traduce quindi in una maggiore concentrazione di voti sui due maggiori partiti.

    =========================
    http://www.pleonastico.it/modules/news/article.php?storyid=125
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    PS: commenti di questo tipo sul blog di Beppe Grillo vengono cancellati… no comment

  23. freddie freeloader 18 Mar 2008 at 09:22 #

    per angelino: dimentichi gli indecisi, che sono tantissimi, e potrebero ricordare che la situazione attuale dell’Italia dipende più dal governo berlusconi che da Prodi; in più gli stessi sondaggisti vanno con molta cautela sui risultati delle previsioni, visto quello che è successo alle scorse elezioni (che a me continua a sembrare stranissimo, specie con riferimento alla “rimonta” della destra che è continuata dopo lo spoglio del 50% delle schede e si è arrestata improvvisamente poco prima del sorpasso), e al fatto che (Pagnoncelli docet) molti intervistati si rifiutano di rispondere alle domande ed altri non hanno più il telefono fisso, in modo tale che i risultati dei sondaggi potrebbero essere falsati.
    Io vivo comunque in una regione “rossa” e per me il compito è più facile: confermo PD alla camera e SA al senato.

  24. Gennaro Carotenuto 18 Mar 2008 at 09:54 #

    Non ho capito Peppe, commenti come il tuo o quale?

  25. zezinho 18 Mar 2008 at 15:15 #

    Sono felice di trovare su questo, che è uno dei miei siti di riferimento, una accorta analisi e tanti buoni commenti.
    Il problema è che, attendendomi a quello che leggo, mi toccherebbe per l’ennesima volta votare per il “meno peggio” che credo sia una delle cose più frustranti.
    Sono calabrese. Rifletterò con più calma sui dettagli dell’analisi prima di decidere, ma ho sempre creduto nel mio voto e nell’importanza di andare a votare, non solo per ragioni ideologiche, ma anche per il significato che ogni voto assume estratto dal contesto e dal computo dei seggi.
    Parlo del voto di protesta. Del voto di chi non si dimentica che le forze di centrosinistra non si sono mai distinte per chiarezza ed onestà rispetto a quelle di centrodestra o dal calderone democristiano. Nello spartire poltrone e nella costruzione di forze di potere più o meno occulte, nel costringere le potenzialità di una regione a un mero calcolo politico corrente, cioè senza mai guardare al futuro, senza prospettive. Comandare oggi. L’unica cosa importante. Secondo loro.
    E parlo del voto di solidarietà. La sensazione per chi fa ancora un certo tipo di politica di poter contare su di un elettorato stabile, visto che di crescita non si può parlare.
    I voti non pesano solo quando si convertono in seggi.
    Siamo disponibili a concedere un assegno in bianco a Veltroni? Non c’è il pericolo che il voto calcolato venga interpretato come totale convinzione e fede nel programma espresso dal PD con conseguente allargamento di bacino elettorale e dunque sparizione delle sinistre?Che danno provocherebbe in aree che, come la Calabria, hanno ancora bisogno di forze critiche?
    Gli assegni in bianco non mi piacciono molto.
    Sarà che sono precario e squattrinato…

  26. angelino 18 Mar 2008 at 15:16 #

    Per freddie:
    -) La rimonta della destra alle scorse elezioni dopo lo spoglio del 50% dei voti non e’ una cosa troppo strana. Storicamente le ultime sezioni scrutinate sono quelle delle regioni del Sud (Campania, Puglia, Calabria, Sicilia), dove in quelle elezioni il centrodestra prese la maggioranza dei voti… ecco spiegata la rimonta “tardiva”. Il fatto che si sia arrestata proprio alla fine, invece, si spiega perche’ le ultimissime sezioni scrutinate, a causa di alcuni problemi logistico-organizzativi, furono quelle di alcune zone interne della Sardegna dove invece il centro-sinistra era maggioranza netta. Tutto qui. Niente dietrologie o stranezze.
    -) Gli indecisi saranno anche tantissimi, ma qui si sta parlando di una differenza di 4 milioni di voti che, francamente, non si recuperano soltanto tirando dalla propria parte gli indecisi. Anche perche’ gli indecisi storicamente stanno in tutti gli schieramenti da sinistra a destra, e alla fine potranno andare un po’ piu’ di qua o un po’ piu’ di la’, ma mai TUTTI di qua o tutti di la’.
    -) Come qualsiasi studente di statistica potra’ confermarti, quello che conta nei sondaggi “da 1000 telefonate” che fanno le varie agenzie non sono tanto i numeri assoluti (che potrebbero anche essere sbagliatissimi), ma le TENDENZE… e le tendenze delle ultime 2-3 settimane mostrano un vantaggio del centrodestra che rimane pressoche’ stabile, punto piu’ punto meno. Questo e’ il dato significativo, non i numeri in se’. Significa che la rimonta di Veltroni e’ finita, almeno per il momento… e se anche ricominciasse, probabilmente sarebbe troppo tardi per recuperare tutto lo svantaggio (non dimentichiamoci che al voto mancano 3 settimane, non 3 mesi).

  27. Peppe Dantini 18 Mar 2008 at 15:20 #

    Mi riferivo ai commenti come il mio, quelli cioè che criticano la posizione degli astensionisti.
    Voleva essere un invito (polemico) a riflettere sulle esternazioni del Beppe nazionale, rivolto a chi difende e diffonde il Beppe-pensiero, troppo spesso in maniera acritica.
    Scusate per la poca chiarezza.

  28. Gennaro Carotenuto 18 Mar 2008 at 15:22 #

    ummmh, vuoi dire che chiunque inviti a votare viene cancellato? una faticaccia!

  29. Peppe Dantini 18 Mar 2008 at 16:07 #

    Certo non tutti. Ogni giorno arrivano sul blog di BG una media di 2000 commenti, sarebbe impensabile un controllo capillare.
    Però alcuni scompaiono, e questo è un fatto.
    Inoltre gli utenti autenticati possono segnalare i commenti che ritengono inappropriati, e questo significa che i fanatici (presenti purtroppo in massa ovunque) possono passare il tempo a leggersi i commenti e a decidere quali tenere e quali no. Gratuitamente.

  30. erman 18 Mar 2008 at 20:47 #

    ragazzi,sapete come la penso,votero’ Sinistra Critica.apprezzo lo sforzo di Gennaro,pero’ ora gli elettori della destra-arcobaleno potranno votare pieni di gioia e speranza.in questo modo prende valore una canzone degli Afterhours che diceva “..come pararsi il culo e la coscienza un vero sballo…”

  31. Annalisa Melandri 18 Mar 2008 at 23:02 #

    Toc, toc! Una ventina di commenti più in su avevo chiesto se qualcuno poteva dirmi di che colore è la regione Lazio… Qualcuno riesce a dirmelo possibilmente entro il 13 aprile???? Grazie….

  32. ivo serentha 18 Mar 2008 at 23:15 #

    Il tuo blog lo ritengo ben condotto e interessante,quasi quotidiniamente vengo a fare visita,vorrei fare un appunto, mi sarei aspettato in questi giorni una presa di posizione sul Tibet,Cina,Olimpiadi,qualsiasi sia,mi pare che sia una notizia che valga la pena sviluppare e commentare.

    Al contrario va bene ugualmente,non siamo blogger a gettone, ci mancherebbe.

    Un saluto

  33. angelino 19 Mar 2008 at 02:43 #

    Per annalisa:

    In Lazio attualmente sembra che Berlusconi sia in leggero vantaggio (un paio di punti), ma comunque tutto e’ possibile e molto dipende dal risultato che otterra’ La Destra.

    Il Lazio e’ una di quelle regioni estremamente “incerte”, dove il risultato sara’ in bilico fino all’ultimo (insieme a Liguria, Sardegna, Abruzzo, Basilicata). La vittoria di Berlusconi sembra invece sicura in Piemonte e Calabria, oltre che (nettamente) in Puglia e Campania.

  34. pmmagic8 19 Mar 2008 at 19:18 #

    Gennaro, grazie per la spiegazione!
    Un solo dettaglio: se in una regione (è successo nel 2006 in Toscana, ma magari potrebbe succedere anche in Emilia-Romagna) una lista (in questo caso il PD), avesse più del 55% dei voti, mi sapresti dire come si discosterebbe numericamente l’assegnazione dei seggi al Senato rispetto al caso 2 da te fatto?

  35. Annalisa Melandri 20 Mar 2008 at 12:04 #

    @Angelino, grazie per la risposta.

  36. Luca Romeo 20 Mar 2008 at 12:35 #

    pmmagic8
    In caso in cui una lista prende più del 55%, si passa ad un proprorzionale puro, quindi cambia soloc he tale lista prende più senatori del premio di maggioranza, e il resto non cambia, dato che c’è sempre lo sbarramento, ma le minoranze si dividono meno seggi.
    Cmq è matematicamente impossibile per una lista prendere più del 55% dei seggi ora come ora, a causa della frammentazione dei poli.

  37. Francesco Zurlo 9 Apr 2008 at 13:56 #

    Ciao Gennaro,
    riapro il dibattito da “elettore lombardo” sull’arte di votare ai tempi del Porcellum. Secondo il tuo giusto ragionamento un elettore lombardo per sconfiggere Berlusconi dovrebbe votare assolurtamente Pd, dal momento che il Pdl sicuramente otterrà la maggioranza in Lombardia e quindi il raggiungimento del quorum da parte di Sa danneggerebbe solo Veltroni.

    Un paio di giorni fa’ però ho ricevuto la complicatissima analisi che riporto qui sotto (elaborata credo da quelli del Punto Rosso) che sostiene l’esatto contrario.
    E’attendibile secondo voi? E che dovrebbe fare un elettore di sinistra in Lombardia – nelle votazioni per il Senato – per danneggiare Berlusconi?

    L’elezione del Senato in Lombardia

    Vediamo di capire come funziona la legge elettorale al Senato.
    La questione è importante perché Berlusconi sarà in grado di governare
    solo se riuscirà a portarsi a Palazzo Madama un numero sufficiente di
    senatori.
    La maggioranza alla Camera gli è assicurata dal premio di maggioranza
    nazionale, che di certo si assicurerà.
    A lui non importa avere all’opposizione il PD, Casini o Bertinotti:
    gli serve solo avere i 158-160 senatori che occorrono per governare.
    Prenderò ad esempio la Lombardia e simulerò quattro casi, che chiamerò
    A, B,C e D.
    Dall’analisi si evince che se la SA passa lo sbarramento in Lombardia,
    allora il PDL di Berlusconi perde seggi al Senato.
    Confrontate il caso A con il caso B e il caso C con il caso D.
    Considerate che il Polo (con Casini al suo interno) aveva preso in
    Lombardia nel 2006 il 56,5% dei voti circa, con la conseguente
    elezione di 27 senatori, perché contro di lui c’era un’Unione al 42%.

    La Lombardia ha 9 milioni di abitanti, di cui supponiamo che i 2/3
    abbiano più di 25 anni compiuti. Chi non ha 25 anni compiuti non vota
    al Senato.
    Quindi supponiamo 6.000.000 di aventi diritto al voto al Senato (tutte
    le cifre sono a titolo di esempio)
    Supponiamo ancora che l’80% degli aventi diritto si rechi alle urne.
    Abbiamo quindi 4.800.000 votanti.
    Lo sbarramento per le liste singole è l’8% dei votanti, quindi
    (4.800.000*8)/100 = 384.000 voti.
    I seggi da assegnare in Lombardia sono 47. Il premio di maggioranza è
    a 26 seggi.
    Il premio di maggioranza scatta se la lista che ha preso più voti non
    ha conseguito il 55% dei seggi.

    CASO A (Polo forte, SA e UdC sotto lo sbarramento)
    Coalizione del PDL = 2.544.000 voti, pari al 53%
    Coalizione del PD = 1.680.000 voti, pari al 35%
    SA = 288.000 voti, pari al 6%
    UDC = 192.000 voti, pari al 4%
    I restanti 96.000 voti dispersi fra i partiti minori.
    Solo PDL e PD sono ammessi alla ripartizione dei seggi.
    Si calcola il quoziente elettorale circoscrizionale, sommando i voti
    di tutte le coalizioni e liste che hanno superato lo sbarramento e
    dividendo per i seggi da assegnare.
    In questo caso è (2.544.000+1.680.000)/47= 89.872 voti
    Servono quindi 89.872 voti per avere un seggio.
    La coalizione del PDL prende 2.544.000/89.872 = 28 seggi con 27.584
    voti di resto
    La coalizione del PD prende 1.680.000/89.872 = 18 seggi con 62.304
    voti di resto
    C’è un seggio non assegnato che viene attribuito al PD per via del più
    alto resto.
    Dato che il PDL ha preso (28*100)/47= il 59,57% dei seggi, non scatta
    il premio di maggioranza.
    Risultato PDL 28 seggi (2 cd extra-seggi, oltre il premio di
    maggioranza)
    Risultato PD 19 seggi

    CASO B (Polo forte, SA sopra lo sbarramento, UDC sotto lo sbarramento)
    Coalizione del PDL = 2.544.000 voti, pari al 53%
    Coalizione del PD = 1.584.000, pari al 33%
    SA = 408.000 voti, pari al 8,5%
    UDC = 192.000 voti, pari al 4%
    I restanti 72.000 voti dispersi fra i partiti minori.
    PDL, PD e SA sono ammessi alla ripartizione dei seggi.
    Il quoziente elettorale circoscrizionale è
    (2.544.000+1.584.000+408.000)/47= 96.510 voti
    Servono quindi 96.510 voti per avere un seggio.
    La coalizione del PDL prende 2.544.000/96.510 = 26 seggi con 34.740
    voti di resto
    La coalizione del PD prende 1.584.000/96.510 = 16 seggi con 39.840
    voti di resto
    SA prende 408.000/96.510 = 4 seggi con 21.960 voti di resto
    C’è un seggio non assegnato che viene attribuito al PD per via del più
    alto resto.
    Dato che il PDL ha preso (26*100)/47= il 55,31% dei seggi, non scatta
    il premio di maggioranza.
    Risultato PDL 26 seggi (nessun extra-seggio)
    Risultato PD 17 seggi
    Risultato SA 4 seggi

    CASO C (Polo debole, SA e UdC sotto lo sbarramento)
    Coalizione del PDL = 2.400.000 voti, pari al 50%
    Coalizione del PD = 1.680.000, pari al 35%
    SA = 336.000, pari al 7% dei voti
    UdC= 240.000, pari al 5% dei voti
    I restanti 144.000 voti dispersi fra i partiti minori.
    Solo PDL e PD sono ammessi alla ripartizione dei seggi.
    Il quoziente elettorale circoscrizionale è (2.400.000+1.680.000)/47=
    86.805 voti
    Servono quindi 86.805 voti per avere un seggio.
    La coalizione del PDL prende 2.400.000/86.805= 27 seggi con 56.265
    voti di resto
    La coalizione del PD prende 1.680.000/86.805= 19 seggi con 30.705 voti
    di resto
    C’è un seggio non assegnato che viene attribuito al PdL per via del
    più alto resto.
    Dato che il PDL ha preso (28*100)/47= il 59,57% dei seggi, non scatta
    il premio di maggioranza.
    Risultato PDL 28 seggi (2 cd extra-seggi, oltre il premio di
    maggioranza)
    Risultato PD 19 seggi

    CASO D (Polo debole, SA sopra lo sbarramento, Udc sotto lo sbarramento)
    Coalizione del PDL= 2.400.000, pari al 50%
    Coalizione del PD = 1.632.000, pari al 34%
    SA = 432.000, pari al 9% dei voti.
    UdC = 240.000, pari al 5% dei voti.
    I restanti 96.000 voti dispersi fra i partiti minori.
    PDL, PD e SA sono ammessi alla ripartizione dei seggi.
    Il quoziente elettorale circoscrizionale è
    (2.400.000+1.632.000+432.000)/47= 96.978 voti
    Servono 96.978 voti per avere un seggio.
    La coalizione del PDL prende 2.400.000/96.978= 24 seggi con 72.528
    voti di resto
    La coalizione del PD prende 1.632.000/96.978= 16 seggi con 80.352 voti
    di resto
    SA prende 432.000/96.978= 4 seggi con 44.088 voti di resto
    Ci sono 3 seggi non assegnati, che vanno nell’ordine al PD, al PDL e a
    SA.
    Ripartizione provvisoria: PDL 25, PD 17, SA 5
    Dato che il PDL ha preso (25*100)/47= il 53,19% dei seggi, scatta il
    premio
    di
    maggioranza del 55%.
    L’assegnazione di qui sopra, che la legge (art.8) definisce provvisoria
    non
    a caso, non è più valida.
    Al PDL sono dati 26 seggi per il premio.
    I restanti 21 seggi sono ripartiti fra PD e SA
    Si calcola il quoziente elettorale circoscrizionale, che è
    (1.632.000+432.000)/21= 98.285 voti.
    La coalizione del PD prende 1.632.000/98.285= 16 seggi con 59440 voti di
    resto
    SA prende 432.000/98.285= 4 seggi con 38860 voti di resto
    Il seggio non assegnato va a l PD per il maggior resto.
    Risultato PDL 26 seggi (nessun extra-seggio)
    Risultato PD 17 seggi
    Risultato SA 4 seggi

    Come potete vedere, non conta se il Berlusca prenda il 50% o il 53%,
    bensì solo se la SA riesce a passare lo sbarramento.
    Se la SA scavalca l’8%, si tolgono a Berlusconi due senatori e gli si
    impedisce di governare il paese.
    Ciò alla faccia delle sirene PD che invocano il voto a loro favore in
    nome del contrasto a Berlusconi! Se il PD prende anche un paio di
    punti in più, ma la SA rimane sotto l’8%, il Berlusca se ne va a
    Palazzo Chigi per 5 anni contento e serafico!
    Lo stesso discorso vale, a maggior ragione, nelle regioni dove è il Pd
    ad essere in maggioranza relativa e in cui il PDL non è dunque neppure
    tutelato dal meccanismo premiale, come nel caso D della nostra
    simulazione.
    Lì un’affermazione della SA si tradurrebbe in una rovina per la
    condizione di Berlusconi al Senato.

  38. Gennaro Carotenuto 9 Apr 2008 at 15:53 #

    Caro Francesco,
    è difficile non perdersi in questo calcolo di Punto Rosso, ma non mi convince, soprattutto per il caso nel quale con meno voti il PDL ottiene 28 senatori.

    Secondo me è tutto più semplice:

    il PDL avrà comunque 26 senatori e forse anche 27 se arriverà intorno al 57%. Forse con il gioco dei resti in quel caso può arrivare a 28 ma NON CREDO che possa farlo se non supera la soglia del premio. Anzi, se non supera la soglia del 55% credo che non possa neanche concorrere al gioco dei resti e quindi resta con 26 senatori comunque.

    PD, SA e forse UDC si spartiranno gli altri 21 o 20. Il calcolo dei resti sposterà uno o al massimo due seggi in maniera del tutto IMPREVEDIBILE e INEVITABILE.

    Di conseguenza al Senato in Lombardia ognuno può votare PD o SA secondo le proprie inclinazioni quasi come se fossimo in un paese normale.

  39. Francesco Zurlo 10 Apr 2008 at 22:24 #

    Gennaro, ti ringrazio della risposta.
    Mi conferma le perplessità che anche io avevo su questa analisi.

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