Il Messico non protesta per i morti di Lago Agrio
Almeno quattro studenti messicani sono stati assassinati dall’esercito colombiano nel massacro di Lago Agrio. Una quinta, Lucía Morett (nella foto) è rimasta ferita dalle bombe e anche così è stata abusata sessualmente dai militari colombiani che hanno invaso l’Ecuador per uccidere il numero due delle FARC, Raúl Reyes. Ma tutto questo non basta al governo messicano per protestare.
Verónica, Juan, Fernando e Soren sono morti. Solo Lucía ha la fortuna di poterlo raccontare. Erano cinque studenti messicani della UNAM di Città del Messico, la più grande università del mondo. Dopo aver partecipato nella capitale ecuadoriana Quito a un grande incontro internazionale di giovani bolivariani, avevano accettato di inoltrarsi nella selva alla frontiera con la Colombia ed incontrare i guerriglieri delle FARC. Come “la meglio gioventù” di questo mondo avevano coscienza sociale, inquietudini e lottavano per l’unità e la libertà del continente, l’America latina.
Scritto in esclusiva per Latinoamerica.
Gennaro Carotenuto su http://www.gennarocarotenuto.it
















Celia | 14 marzo 2008 11:41 | Rispondi
A mio avviso Calderon non è così diverso da Uribe, la sua politica è sempre stata filostatunitense.
Non credo succederà molto al riguardo, purtroppo.
Raffaele della Rosa | 14 marzo 2008 13:50 | Rispondi
x Celia….anche ad avviso di moltissimi messicani che NON HANNO VOTATO PER LUI, che NON LO VOLEVANO come presidente e che pensano di essere stati truffati alle elezioni.
Costoro, e son decine di milioni, quando pensano a lui, pensano FeCal, el espurio….
Il bello di questi qui (FeCal, Uribe & camerati varii) è però che non fanno neppure finta di…
mentre invece i nostri Prodi, Veltroni, D’Alema che hanno fatto di diverso quando è accaduta la strage del Cermis ? strage con nessuna valenza politica (il che non sarebbe un’attenuante) ma solo una spiegazione di quanto il camerierismo sia radicato nel DNA delle nostre classi dirigenti.
Rinegoziarecerti accordi non significherebbe neppure uscire dalla NATO (cosa che non vedrei affatto male ma….) ma appunto chiedere condizioni da alleati e non da vassalli.
Eliolibre | 14 marzo 2008 15:54 | Rispondi
Siamo un paese talmenmte libero che invece di processare quei criminali del Cermis, concediamo di allargare la base militare di Vicenza. Che ci siano i Marines e le basi americane nel nostro Paese, sembra non interessare nessuno di coloro che parlano di democrazia e libertà
Celia | 14 marzo 2008 17:31 | Rispondi
x Raffaele
Già…anch’io ho sempre pensato che fossero state truccate.
Purtroppo la posizione del Messico è troppo strategica x gli usa: se no a lavorare in nero per 2 quattrini chi ci va’??
Certo, se prima riesci a scavalcare il muro.
Per quelli che si credono i ns.rappresentanti non ci sono + parole.
Se lo fossero davvero non saremmo sudditi imperiali.
Francesco Zurlo | 14 marzo 2008 17:56 | Rispondi
Oggi il ministro della Difesa colombiano Santos, mostrando un’assenza di sensibilità pressochè totale, è riuscito a dire che i 4 studenti messicani massacrati “no eran ningunos angelitos”. Io credo che per molto meno possano nascere crisi diplomatiche tra gli stati. Ma evidentmente questo non vale per paesi – come il Messico – la cui sovranità è completamente svuotata da decenni di Washington Consensus esasperato…
Gennaro Carotenuto | 14 marzo 2008 19:02 | Rispondi
Quando si accusa qualcuno di qualcosa senza apportare alcuna prova (o si inventano perfino i computer di Reyes) si incorre nel reato di diffamazione e calunnia.
Quando lo si fa verso qualcuno che si è appena ammazzato…
alejo | 14 marzo 2008 21:42 | Rispondi
Il congresso da cui provenivano gli studenti messicani era quello della COORDINADORA CONTINENTAL BOLIVARIANA. Vi partecipavano vari gruppi radicali.
Il congresso era sponsorizzato anche sulla pagina web dell’ASSOCIAZIONE NUOVA COLOMBIA, che dall’Italia appoggia le Farc.
Immagino che i ragazzi messicani che si trovavano nell’accampamento delle FARC appartenessero a un gruppo simile all’Associazione Nuova Colombia…
Comunque quel congresso era tenuto d’occhio da vari servizi di sicurezza. Alcuni partecipanti sono stati arrestati dalla polizia peruviana mentre rientravano in patria, con l’accusa di complicità nel terrorismo.
È poi di oggi la notizia che il parlamento del Perù – Paese dove c’è una delle oligarchie più razziste e classiste del Sud America – ha autorizzato la creazione di una commissione che investighi le case dell’ALBA, presuntamente legate al governo del Venezuela oltre che ai quattro arrestati.
È sempre più chiaro che col pretesto dei vincoli col terrorismo si vuole colpire il VENEZUELA e il MOVIMENTO BOLIVARIANO, che si esprime attraverso l’ALBA e il CONGRESO BOLIVARIANO DE LOS PUEBLOS. La COORDINADORA CONTINENTAL BOLIVARIANA, se ho capito bene, è un’ala radicale.
Una domanda: nei commenti che leggo si dà per scontato che i portatili di Reyes contengano prove artatamente costruite. Ma c’è qualche prova che lo siano davvero?
alejo | 14 marzo 2008 22:21 | Rispondi
Le prime vittime della marcia del 6 marzo. Leader senza visibilità, che operano in contesti locali, senza nessuna protezione. Ce ne sono tanti e sono i veri eroi del conflitto colombiano:
14 de marzo de 2008
Denuncian asesinatos de organizadores de la marcha del 6 de marzo
El Espectador, de Bogotá
Son seis los miembros del comité organizador de la jornada que fueron asesinados.
La Oficina del Alto Comisionado para los Derechos Humanos pidió al Gobierno colombiano esclarecer los asesinatos y atentados contra los líderes de la marcha del 6 de marzo que hizo un homenaje a las víctimas del paramilitarismo, el desplazamiento forzado y los crímenes de Estado.
El organismo internacional denunció que las autoridades no han logrado aclarar las circunstancias en las cuales se registró un atentado en contra de Luz Adriana González, promotora de la marcha en Pereira, el 28 de febrero último. Esa mañana, un grupo de desconocidos disparó contra su casa, sin que se presentaran heridos.
También son un misterio los homicidios de Édgar José Molina, el 23 de febrero, en Algeciras, Huila; Manuel José Reina Collazos, el 25 de febrero, en Vijes, Valle; Leonidas Gómez Rozo, el 5 de marzo, en Bogotá; y Carlos Burbano, cuyo cadáver apareció el 11 de marzo, en San Vicente del Caguán, Caquetá.
Estos hombres y mujeres fueron asesinados, al parecer, por ser parte de la organización de la marcha del 6 de marzo.
El comunicado de la Oficina reitera la “importancia que tiene para el país reconocer el derecho de todas las víctimas a la verdad, la justicia y la reparación”.
Igualmente, destacó que en las últimas semanas llegaron a su conocimiento varios homicidios de líderes de base y comunales que, en su mayoría no tuvieron la debida visibilidad ante la opinión pública.
La Oficina consideró urgente investigar esos atentados y pidió al Estado colombiano que garantice la protección de los defensores de derechos humanos.
Annalisa Melandri | 14 marzo 2008 23:14 | Rispondi
Alejo, per gli omicidi di cui parli, nonchè per gli attentati alla vita degli organizzatori della marcia del 6 marzo, confermati alla sottoscritta direttamente da Ivan Cepeda il promotore della marcia, si ringrazia il consigliere di Uribe José Obdulio Gaviria che in una conferenza stampa ha detto che gli organizzatori sono amici delle FARC.
Questo è il governo colombiano.
incarcerato | 15 marzo 2008 13:06 | Rispondi
Mi dispiace che il Messico sia governato da questo pagliaccio! Per la prima volta nella storia quasi tutta l’America Latina è dominata dalla sinistra. Sicuramente, se le elezioni non fossero state manipolate, anche il Messico sarebbe stato in linea con gli altri paesi. Un paese che ha conosciuto grandi personaggi come Zapata(l’attila del sud) o Villa(il centauro del nord), un paese che ha fatto una grande rivoluzione, quella culturale! Pensate a Rivera, la Khalo, la grande Tina Modotti, un Paese dove ha ospitato numerosi rifugiati politici come ad esempio Trosky! Un Paese che ha ospitato Fidel Castro e Guevara. era lì che avevano preparato la rivoluzione cubana! Un Paese dove ha ospitato la più grande popolazione antica della storia : i Maya. E ora i discendenti che si trovano in Chapas si sono organizzate in comunità, dove nel 1994 vi fu la prima sollevazione contro la globalizzazione!
Il Messico non merita questo governo, non merita di essere ancora il cortile di casa degli USA.