Votare o non votare: questo è il problema??
Il tormentone della gente di sinistra: votare o non votare questo e’ il problema?
In questi giorni, a proposito di come comportarsi alle prossime elezioni, ne abbiamo sentite di tutti i colori e ancora molte ne sentiremo prima del 13-14 aprile: chi propone di bloccare i seggi con manifestazioni, chi di invalidare la scheda elettorale e far registrare del presidente di seggio una propria dichiarazione, chi invita a non presentarsi neanche alle urne…Queste proposte arrivano dalle persone piu’ impegnate, piu’ politicamente attive, piu’ … ” di sinistra” che io conosco. Persone che, oltre al loro personale interesse, hanno anche a cuore l’interesse del Paese che non si sente rappresentata dal PD e che SE andasse a votare voterebbe la Sinistra Arcobaleno ( o a Sinistra della Sinistra arcobaleno: sinistra critica e/o Partito comunista del Lavoratori!!!).
Sono, infatti, i piu’ impegnati politicamente ad essere stati profondamente delusi dal comportamento della sinistra durante il governo Prodi… Sono quei pochi che riescono a informarsi nonostante i nostri media, i pochi che non hanno perso la capacita’ di indignarsi, i pochi che si ostinano ad immaginare un “altro mondo possibile”, i pochi che non guardano il grande fratello,…: TROPPO, TROPPO POCHI!
A mio parere queste persone hanno TUTTE LE RAGIONI per essere profondamente deluse e incazzate ma ma la scelta di non votare può veramente soddisfare e ridimensionare questa delusione e questa incazzatura?
Cerchiamo di analizzare questa scelta utilizzando un po’ di RAZIONALITA’, e meno i sentimenti che ci fanno reagire d’istinto, e chiediamoci: il loro (nostro) eventuale non voto e’ utile ?? e a chi??
SOLO rispondendo a queste due domande potremo fare la scelta migliore.
Il “non voto” e’ utile??
Chi e’ deciso a non votare lo vuol fare per protesta… con l’obiettivo di far capire a questa classe politica che ha piu’ la nostra fiducia, per mettere sotto sopra il “sistema” politico, per dare una lezione a chi continua a prenderci in giro…
Giusto, sacrosanto: “i politici di oggi mi fanno schifo, nessuno mi rappresenta e tutti fanno parte della casta” ma… Crediamo davvero che saranno queste le conseguenze di una forte astensione degli elettori di sinistra?!?!
Certo, se la massa di NON VOTI o schede bianche raggiungesse delle percentuali elevate (oltre il 50%? basterebbe il 40?) questo sarebbe un segnale forte in grado di cambiare qualcosa, di far scricchiolare e magari far crollare l’attuale sistema di potere … ma anche il piu’ fantasioso sa che un fatto del genere puo’ succedere solo nei romanzi di Saramago (“Saggio sulla lucidita’”).
Calcolando che fra persone che scelgono di non votare ed indecisi si arrivi ad un 20%, il restante 80% di elettori, fedeli ai grandi partiti e ammaestrati dai nostri media, si presenteranno puntuali ai seggi per votare i loro leader, cosi’ come faranno i molti che hanno interessi particolari legati a un partito piuttosto che all’altro, etc.
Risultato? Un aumento dell’astensione non abbastanza significativo da invalidare le elezioni, ne’ da impaurire la casta, e quindi una sostanziale inutilita’ della propria scelta di astensione.
L’eventuale astensione sara’ inoltre analizzata e manipolata dai media, presentata al grande pubblico in modo funzionale ai progetti dei nuovi (soliti) vincitori.
Cerchiamo ora di rispondere alla successiva domanda:
A chi e’ utile il “non voto”?
Sicuramente la Sinistra sara’ la vittima sacrificale di questa astensione mentre non ne verranno toccati i due grandi partiti, PD e PDL, (rappresentanti della grande maggioranza degli italiani). Questi ultimi saranno quindi legittimati a distruggere la costituzione, a modificare la legge elettorale per perseguire il loro progetto di bipartitismo all’amerikana (nb sistema dove un’alta astensione e’ presente e funzionale), a distruggere quel che rimane del “belpaese” con colate di cemento, ecomostri, termovalorizzatori, infrastrutture inutili (presenti in entrambi i programmi), a continuare a rincretinirci attraverso un uso “criminoso” dei Media senza nessun ostacolo.
Il PD e la PDL, insomma, avranno tutte le giustificazioni per allearsi per mettere in pratica i loro programmi fotocopia.
I movimenti, dalla val di susa a Pianura, saranno ancor piu’ criminalizzati dai Media, manganellati dalle “forze dell’ordine”, arrestati dai giudici… senza nemmeno una voce di protesta nel parlamento.
Il PD Veltroniano, in mancanza di un’alternativa, sara’ considerato LA SINISTRA ITALIANA. Molto probabilmente i piu’ navigati politici dell’attuale sx arcobaleno dopo la mazzata elettorale decideranno di passare nelle file del PD o si limiteranno a occupare le poche poltrone lasciate loro disponibili giusto per salvare una parvenza di democrazia.
Sono questi gli obbiettivi che si spera di raggiungere attraverso l’astensione?
Un’ultima considerazione per tutti coloro che hanno votato alle ultime elezioni e che si sentono profondamente delusi dal comportamento della sinistra al governo … che cosa si aspettavano da una coalizione di governo composto da un’accozzaglia di partiti e persone (da Rifondazione all’UDEUR) sulle quale si appoggiava Prodi?
Cosa si aspettavano da un Governo che aveva 2 senatori di scarto per far approvare le proprie leggi?
Se si aspettavano un politica di sinistra mi consentano (senza sentirsi offesi) di considerarli almeno un po’ illusi o poco realisti. Io NON SONO deluso dal governo Prodi poiche’ NON MI ASPETTAVO NULLA soprattutto visti i risultati risicati delle scorse elezioni.
Certo avrei preteso coerenza, avrei preferito che il Governo Prodi fosse caduto alla prima votazione sul rifinanziamento delle’ guerre, alla prima bocciatura della commissione d’inchiesta sul G8, alla bocciatura della legge sulle coppie di fatto, …
Ancora meglio, avrei preferito sentire Prodi il giorno dopo le elezioni in tv dichiarare che non c’era stato nessun vero vincitore e che quindi si doveva cambiare la legge elettorale e ritornare subito alle elezioni…
Avrei preferito ma… Non me l’aspettavo proprio perche’ considero questa casta politica uno schifo, inaffidabile, corrotta…. da cui non aspettarsi nulla di buono.
Eppure le scorse elezioni, forse spinto dal disgusto e la vergogna provati durante il governo Berlusconi, turandomi il naso, ho votato … seppur cosciente che il governo Prodi non sarebbe stato un governo di sinistra e cosciente che “la sinistra” non avrebbe potuto fare nulla (anche se si fosse impegnata) contro il volere dei poteri forti filoamerikani che costituivano la maggioranza all’interno della stessa coalizione.
Ho votato perche’ credevo (e credo ancora) che peggio di Berlusconi non potessero fare, perche’ speravo in un governo di transizione verso qualcosa di meglio in futuro, forse perche’ speravo che il ciclo naturale della vita o la pazzia di un giudice o la corte europea, o un fulmine divino potesse venirci in aiuto facendo sparire qualcuno prima delle successive elezioni.
Utilizzando la stessa razionalita’ e senza illusioni ad aprile potro’ andare a votare con un po’ meno sforzo poiche’ almeno anche solo per opportunita’ politica sono convinto che la sx sara’ costretta a fare un’opposizione di sx qualsiasi sia il risultato delle elezioni.
Poi, dopo il voto “utile” continuero’ a sforzarmi nel mio piccolo per riuscire ad arrivare un giorno nella cabina elettorale potendo mettere una croce senza dover controllare i coniati di vomito … ma senza illusioni, senza false speranze e senza ipocrisia!
Chi ha deciso di non votare ad Aprile e’ libero di farlo, la scelta e’ rispettabile e comprensibile, ma non si illuda che il suo “non voto” possa servire a qualcosa o che possa dare fastidio a qualcuno.
Fabio Bovi su http://www.gennarocarotenuto.it
















Doriana Goracci | 15 marzo 2008 17:10 | Rispondi
Caro Fabio, dopo quanto hai scritto, ho messo anche io le mie *non* perplessità sul non voto e non solo le mie, anche le motivazioni di altri.
Quello che mi lascia perplessa riguardo al tuo testo, fatto da molte domande che rivolgi a chi non vota, me ad esempio che mi sono dichiarata ed espressa nel merito,è che concludi vagamente sul perchè sia poi così utile il tuo di voto, cosa cambia in effetti. non solo ma tu lo fai con garbo, io ho trovato che molti temono addirittura ad esprimersi come non votanti, quasi facessero qualcosa di male, di oscuro di peccaminoso.L’attivismo del voto mi sembra assai più argomentabile personalmente del non voto. Non mi hai chiarita la tua scelta se non elencando quanto non va bene non votare.
Grazie
Raffaele della Rosa | 17 marzo 2008 01:12 | Rispondi
Bah caro Fabio, ti posso assicurare che, nonostante sia incazzosisssimo (per mia natura) ed incazzatissimo, discutendo e dovendo contribuire seriamente al dibattito con le compagne ed i compagni con cui sono in contatto, le passioni, pur rimanendo accese, passano in secondo piano. Quello che io mi accontenterei di ottenere è che se ne vadano a casa (e ci restino) un po’ di gente dello stampo di Gennaro Migliore, Cicccillo Giordano, Musacchio, Pecoraro Scanio la Cossutta jr ecc. ecc.
Tutta gente per altro che mai si è distinta né nella vita lavorativa per meriti intellettuali e professionali di alcun genere né in quella politica per aver contribuito a costruire movimenti ed iniziative di massa. Burocraticchi da quattro soldi buoni solo a far da contorno al furbastro Bertinotti…
Buoni soltanto, in combutta con i loro complici degli altri partiti a far stabilire per le elezioni una data che consentissse loro l’accesso alla pensione.
Questo per quanto concerne la S.A. (la santa alleanza). Spero proprio che le cose si mettano male per questo equivoco coacervo, talmente male che alcuni dovranno marciare verso le sponde PD per tentare di mantenere prebende e privilegi che altrimenti non saprebbero come conseguire.
Per quanto concerne i compagni di Sinistra Critica, a cui per moltissimi versi mi sento assai vicino, non ultimi motivi di stima per le persone di Gigi Malabarba e Franco Turigliatto, beh penso si dovran convincere che i partiti sono una cosa ben più complessa di qualche centinaio (non più di tanto) di compagne e compagni di eccellente volontà sparpagliati per l’Italia.
Purtroppo per loro i partiti comunisti in scatola di montaggio non li hanno ancora inventati. E l’elettoralismo, il votismo, rischia di trasformarsi in vuotismo.
Di proclami ne abbiam pieni i sacchi della differenziata che mandiamo al macero. Servono vertenze, obiettivi locali e nazionali, serve una ricostruzione della speranza e della fiducia in sé stessi di tante e tanti che l’han perduta.