Bolzaneto, giustizia non sarà fatta
Per 44 imputati, accusati da 200 testimoni di vessazioni e torture a Bolzaneto, dopo il G8 di Genova nel luglio 2001, sono stati chiesti 76 anni di carcere. Pare tanto, ma è meno di niente perché di questi 76 anni, qualora giungessero a sentenza, si sa già che non sarà scontato neanche un giorno.
Al dunque abuso ci fu a Bolzaneto, ma solo d’ufficio, un reato che estinguerà per prescrizione nel 2009 e per il quale comunque andrebbe scontato l’indulto di tre anni. Quindi nella richiesta di condanna si possono descrivere delle torture, affermare che a Bolzaneto sono stati sospesi i diritti umani di centinaia di persone, e poi farsi un’alzata di spalle.
La richiesta più forte è quella per l’ispettore di polizia penitenziaria Antonio Biagio Gugliotta. Hanno chiesto 5 anni e 8 mesi per abuso d’ufficio e abuso d’autorità. I capi, come Alessandro Perugini, il più alto in grado a Bolzaneto, per il quale sono stati chiesti tre anni, sono già stati tutti promossi. Belle carriere che non dovevano essere interrotte, e non lo sono state, da una notte di follia, una notte cilena.
Del perché sia stata sospesa la democrazia in Italia come neanche al tempo di Scelba, come neanche al tempo delle BR, è oggi domanda troppo scomoda per essere posta.
La verità (la verità che chiedevamo su Genova) è che di quel movimento torturato non importa più nulla a nessuno. E’ passato, sconfitto, non più funzionale a nessuno, né di qua, né di là. C’era un movimento forte e multicolore, sinistra e cattolici insieme che si saldavano laddove per molti, troppi, era meglio che si dividessero. E’ stato sconfitto con la forza e non con le idee, ma è stato sconfitto.
Meglio così, per la casta che in qualche caso lo ha usato ma non ha mai smesso di temerlo perché più di qualunque altro movimento mise in dubbio, con idee e progetti, la primazia della politica politicante. La stessa che salva i torturatori.
Gennaro Carotenuto su http://www.gennarocarotenuto.it
10 Commenti
2 Trackback(s)
- Da Genova G8 2001, sentenza di non condanna per le forze del disordine « Giskus’ Weblog | mar 12, 2008
- Da Genova G8 2001, sentenza di non condanna per le forze del disordine « Travenn’s Weblog | apr 22, 2008
Invia
un commento
Devi essere registrato per inviare un commento.















Annalisa Melandri | 12 marzo 2008 09:49 | Rispondi
“Dita spezzate,pugni, calci,manganellate su persone inermi,bruciature con accendini e mozziconi di sigaretta,bastonate alle piante dei piedi; teste sbattute contro i muri, taglio dei capelli,i volti spinti nella tazza del water, ma anche insulti e umiliazioni”.
Non sono racconti fatti dai sopravvissuti di Villa Grimaldi o della ESMA ma quanto è emerso in Procura di Genova.
Scrive il sempre puntuale Massimo Calandri ieri su Repubblica, riportando dalle dichiarazioni della procura:
“Sono stati adottati tutti quei meccanismi che vengono definiti di dominio psicologico al fine di abbattere la resistenza dei detenuti e di ridurne la dignità. Tutto ciò è potuto avvenire grazie a quel meccanismo fatto di omissioni, per cui i responsabili non vengono puniti e le vittime terrorizzate hanno paura di denunciare i maltrattamenti subiti. La parola chiave è stata : IMPUNITA’”
Eliolibre | 12 marzo 2008 10:28 | Rispondi
“C’era un movimento forte e multicolore, sinistra e cattolici insieme che si saldavano laddove per molti, troppi, era meglio che si dividessero. E’ stato sconfitto con la forza e non con le idee, ma è stato sconfitto.”
Quasi mi viene da piangere a leggere queste tue parole, e mi chiedo: se dopo la lotta partigiana che ha portato alla liberazione del fascismo, il fascsimo continua ad essere il pensiero dominante, se dopo il ’68 che ha portattato alla liberazione dall’autoritarismo, l’arroganza e la prepotenza continuano a farla da padroni, se dopo il movimento massacrata a Genova e non solo l’impunità continua, che futuro può attendersi questo nostro disperato paese?
A che serve la democrazia con le sue Tv, i giornali, i partiti, le innumerevoli ed inutili associazioni? Perchè ci devessere sempre “qualcuno” che distrugge la speranza di poter vivere finalmente in un paese veramente libero e giusto?
Celia | 12 marzo 2008 13:03 | Rispondi
Detto questo siamo anche noi un paese canaglia quindi?
Tipo Cina (tolta ieri dalla lista dei cattivi Usa)? o Cuba?
Fabio Bovi | 12 marzo 2008 16:49 | Rispondi
Il processo per Bolzaneto e’ la rappresentazione piu’ palese di cio che e’ successo a Genova e della precisa volonta’ politica di lasciare impuniti i colpevoli.
Il fatto che nessuno degli imputati, pur di fronte a fatti accertati, è stato sospeso dall’incarico e le promozioni sono una chiara dimostrazione che le violenze non sono imputabili alle sole forze dell’ordine che le hanno messe in pratica con schifoso sadismo ma anche alla politica e agli interessi “sovranazionali” che si nascondo dietro alla repressione di un movimento che per la prima volta dalla “fine del comunismo” mette in discussione le basi del mondo capitalista.
I PM hanno dichiarato senza dubbio che a Bolzaneto gli arrestati sono stati torturati,
ma in Italia NON ESISTE il reato di tortura grazie alla complicita’ della nostra classe politica infatti il nostro Paese è inadempiente rispetto all’obbligo di adeguare il proprio ordinamento alla convenzione internazionale: per questo l’accusa è stata costretta a contestare agli imputati solo “l’abuso d’ufficio” che finira’ prescritto.
La repressione di Genova dicono che serviva anche a valutare la reazione dell’opinione pubblica … in questo caso ritengo che sia stato assolutamente ridicola la reazione in Italia dove molta gente ancora oggi non ammette che la mattanza di Genova e’ stata studiata a tavolino e messa in pratica da un branco di criminali travestiti da Poliziotti, Carabinieri, Guardie di Finanza, Questori, Politici e… capi di fantommatici BlackBloc (quelli che uscivano con i passamontagna dalla caserme e che parlottavano con i Poliziotti durante la guerriglia di Genova). Un branco di criminali che continua a mantenere il controllo della violenza legalizzata e che occupa incarichi sempre piu’ importanti nel nostro Paese.
Se il “movimento” e’ morto come dici allora la colpa e’ imputabie a tutti i cittadini che hanno lasciato da soli i “reduci di Genova” nella manifestazioni successive al G8.
alberico | 12 marzo 2008 19:14 | Rispondi
16 aprile 2008 ……..tremate tremate le streghe son tornate eh che eh? non v’è l’aspettavate?
Paolo Roversi | 12 marzo 2008 19:32 | Rispondi
Tratto da:
LA DEPOSIZIONE DEI LIMONI
Giuseppe Caliceti
http://www.lellovoce.it/IMG/pdf/limoni.pdf
Metto la seconda parte, spiega molte cose.
Sono tornato da Genova in treno! Sono arrivato a Reggio Emilia! A casa
mia! Avevo gli occhi che mi bruciavano! Volevo dimenticare tutto!
Convincermi che era stato un incubo! Ho preso l’auto! Sono arrivato
alla Festa dell’Unità di Campegine! Lì di fianco alla casa dei Sette Fratelli
Cervi! Quelli che sono stati ammazzati dai fascisti! Quelli che
Berlusconi voleva andare a trovare durante l’ultima campagna elettorale!
Una delle Feste dell’Unità che mi piace di più! Mille volte meglio
anche delle Nazionali! Una Festa come qui in Emilia c’erano una
volta! Senza bisogno di cantanti o comici alla moda per chiudere il
bilancio in attivo! Col liscio e la politica e basta! Con la grigliata mista
di carne a 9.000 lire! Alla Festa dell’Unità di Campegine ci sono
ancora i bambini alla cassa, capisci? Bambine e bambini che prima di
entrare e sederti al tavolo ti chiedono se per favore possono essere loro
il tuo cameriere! Se possono essere loro a fare la spola tra il tavolone
dove ti siedi! Ci sono ancora le resdore chine sui fornelli! Gli uomini
in canottiera che tengono alto il fuoco delle griglie come operai
di una fonderia! Panche! Tavoloni lunghi di legno! Nulla di fighetto!
Tutto semplice! Essenziale! Il Ristorante si chiama Il Rusticone! Beh,
dopo la grigliata vado ad ascoltare l’onorevole Fassino! Le zanzare volano
grasse e feroci sul prato bagnato! Morsicano alle caviglie
come cani! C’è tanta gente! Mi guardo attorno! L’età media dei partecipanti
alla pubblica adunata è tra i cinquanta e i sessant’anni! Forse anche
di più! Mi sento un infiltrato! L’onorevole Fassino spiega che si
possono perdere le elezioni anche se non si sono commessi grossi errori
e si rimane comunque i migliori sul mercato della politica italiana!
Paolo Roversi | 12 marzo 2008 19:33 | Rispondi
L’onorevole Fassino, per giustificare la giustezza delle sue opinioni, cita
spesso i sondaggi che gli è capitato di leggere negli ultimi tempi!
L’onorevole Fassino spiega che bisogna stare al passo coi tempi! L’onorevole
Fassino mostra un gadget a forma di cellulare utilizzato nella
sua ultima campagna elettorale per contattare i giovani! Parole sue!
L’onorevole Fassino dice che bisogna rinnovarsi! L’onorevole Fassino
spiega ai compagni emiliani che bisogna radicarsi sempre più nella
società civile! L’onorevole Fassino ricorda che il direttore della nuova
Unità Furio Colombo recentemente gli ha suggerito che come prima
cosa bisogna essere diversi dagli altri! E l’onorevole Fassino ha aggiunto:
Non solo diversi, migliori! Applausi pensionati dalla platea!
Mi incupisco sempre di più! A fare la domanda sul G8 è un vecchio
arzillo e scalpitante come un ragazzino! Il discendente di uno dei Sette
Fratelli Cervi Ammazzati! Incazzato come un ufo! Perché il Partito
a Genova ha lasciato soli i manifestanti! Andando a Genova, chiede
candido il vecio all’onorevole Fassino, il cosiddetto Partito Democratico
della Sinistra avrebbe in qualche modo protetto i ragazzi che protestavano
contro questa globalizzazione? L’onorevole Fassino ammette
le titubanze del Partito! Ricorda che alcuni successi del vertice sono
da attribuire al precedente governo di centro-sinistra! Il fondo pro
lotta all’Aids, per esempio! Poi parla delle ali estremistiche del movimento
antiglobalizzazione! Autonome! Violente! Dice che la violenza
porta solo violenza! Che come Pasolini lui sta dalla parte dei poliziotti!,
dice. Perché loro sono i veri proletari! Nessuno applaude! C’è
un silenzio di tomba! E dopo che c’era scappato il morto, dice ancora
l’onorevole Fassino, andare a Genova era troppo rischioso! I vecchi
partigiani ancora in vita sono perplessi! Silenziosi! Tornano a friggere
gnocco fritto! Il discendente dei Sette Fratelli Cervi Ammazzati no! Si
avvicina al palco! Ripete la domanda!
Paolo Roversi | 12 marzo 2008 19:35 | Rispondi
L’onorevole Fassino corre via
svelto dietro il palco! Allora sento proprio tutti e sette i Sette Fratelli
Cervi Ammazzati e Seppelliti rivoltarsi come spiedi nella tomba! E me
ne vado anch’io! Schifato! No, non ce la faccio più! Sto troppo male!
Sento qualcosa di traverso nella gola! Penso a tutti quelli che durante
la Resistenza sono morti per la libertà! Per questo schifo di Falsa Democrazia
che ci troviamo adesso! Penso all’articolo apparso proprio
oggi sulla Gazzetta di Reggio! Sui parenti delle vittime del 7 Luglio! A
Reggio Emilia! Anche loro in piazza! Morti! Ammazzati! I famosi Morti
di Reggio Emilia! I loro parenti hanno scritto una lettera al padre di
Carlo Giuliani! Carlo è morto come i nostri figli…, comincia la lettera!
Mi torna in mente una ragazza tedesca! Aveva i denti e le labbra rotte!
L’ho aiutata con un sacchetto di ghiaccio! Per fermare l’emorragia! Tutta
la grigliata mi ritorna in gola! Tutto quello che ho visto! Che ho
ascoltato! Che ho mangiato! Le teste dei manifestanti contro il muro!
Quei muri portano ancora le tracce del loro sangue! Salgo in auto!
Penso all’onorevole Fassino! Alle sue parole! Chi veniva portato in carcere
veniva affidato a coloro che avrebbero dovuto mantenere l’ordine
pubblico, cazzo! La polizia penitenziaria! I carabinieri! I poliziotti! I
medici! Invece soprusi e persecuzioni avvenivano proprio da parte degli
uomini dello Stato! Non riesco più a parlare! A respirare! Una cosa
incredibile! Inimmaginabile! Uno scandalo! Tutto ciò non ha senso!,
penso. Arrivo a casa! I fatti sono fatti! Quello che ho visto non può essere
distrutto come una macchina fotografica!, penso! Come il rullino
di una Kodak! Di fronte a certe cose non c’è nessuna interpretazione
che tenga, spero! Noi lucidiamo le scale ogni giorno, cazzo! Non riuscivo
a capire! Poi ho capito tutto! Tutto in una volta! Non riesco a
prendere sonno! Spremo due limoni! Tre! Acqua e succo
di limoni! Un bicchiere! Due bicchieri! Per digerire! Per cercare di dimenticare.
Paolo Roversi | 12 marzo 2008 19:35 | Rispondi
Non ci riesco! Sto male! Altri due limoni! O la và o la
spacca!, penso. O vomito o digerisco tutto! L’importante è che questa
angoscia finisca! Ho paura! Paura che le mie eventuali deposizioni
potessero crearmi problemi! Casini sul mio luogo di lavoro! In fondo
io all’Opg lavoro ogni giorno con i poliziotti! Con la polizia penitenziaria!
Se voglio star meglio devo parlare!, penso. Devo dire tutta la
verità solo la verità nient’altro che la verità! Sento le voci dei poliziotti
nella mia testa! Le canzonacce fasciste che cantavano! Faccetta neeeraaaaa!!!!
L’odore della carne alla griglia! Del sangue! E’ impossibile
trattenersi ancora! Faccettaaa neeeraaaa!!! Mi sento in colpa nei confronti
dei ragazzi offesi e picchiati! Altro che protezione dagli uomini
dello Stato! Mi chino sul water! Mi inginocchio sul pavimento! L’odore
del sangue! Parlare! Non parlare! L’odore dei limoni! Vomito! Non
vomito! Un angoscia enorme, ti dico! Non dormo tutta notte! All’alba
è un po’ meglio! Affanculo le vacanze! Ho deciso! Vado Milano dall’avvocato
Pisapia! Poi torno di nuovo a Genova! Dal pm Francesco
Pinto! Ho deciso! Affanculo le vacanze! Torno a Genova per la deposizione
Maurizio Guiducci | 13 marzo 2008 11:13 | Rispondi
Penso “ad alta voce”; con ingenuità probabilmente. Le grosse modifiche sociali sono pressoché sempre venute da movimenti. Istanze nate dal basso, poi cavalcate o recepite e fatte proprie da “strutture” quali sindacati o partiti. Il “potere” (e ciò e ben al di là di un’elezione politica) è per sua natura statico. Sono le istanze sociali che si fanno movimento, quando ci sono, che “spingono” i cambiamenti. L’assenza di istanze e movimenti crea i passi indietro; come lo status attuale dove il sociale è imploso in un egoismo personale. Quindi è ovvio che i movimenti mettano paura, ed è meglio quando non si esprimono, perché non esprimono voglia di modifica. Che i movimenti vengano comunque a posteriori elaborati, digeriti, quando possibile e quindi esorcizzati, come il ’68 ad esempio (con tutte le sue componenti, operaia, studentesca) o cancellati e riscritti (come il ’77, mi si scusi se uso degli anni “secchi” in semplificazione) dove le istanze (tutte) e molti fatti vengono storicamente cancellati e rimane solo l’aspetto che fa comodo: un nulla di violenza. In questa chiave interpreto Genova. Un movimento inaspettato che portava istanze (come tutti i movimenti e come tale importante) legate alle tematiche più attuali del globale. Si parla di “operai” e imprenditori sulla stessa barca (ma poi è da vedere se la barca pesa troppo chi sono i primi ad essere buttati in mare) e ci si dimentica che intorno la barca c’è tanta gente, la maggioranza, che annaspa nell’acqua cercando di salirci, sulla barca. (E chissà perché tutta questa gente è in acqua). Un movimento da cancellare. Una prova generale per verificare il controllo sull’opinione pubblica. La mano è scappata a qualcuno? La mano è stata lasciata scappare. Ed alla fine qual’è il messaggio che resta, (non qui, certo)? A Genova soprattutto i dimostranti furono i violenti. Fate un po’ di domande in giro. E’ frustrante, alle volte si ha l’impressione di parlarsi addosso. Per il resto “la divisa non si processa”.