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Finalmente torna il calcio vero!

 E’ finita! Finalmente quell’appendice che da settembre fino a giugno tiene in tiepido l’interesse degli appassionati -e che chiamano calcio giocato- è terminata e da oggi si fa sul serio.

Da oggi finalmente si può parlare solo di giudizi dei tribunali, di borsoni di soldi dati da tizio a caio per comprare le partite, di tribunali fallimentari, di curatele, di punti di penalizzazione, di retrocessioni -o non promozioni- a tavolino e di ripescaggi. Ci si può appassionare sulla formula dei prossimi campionati, a quante squadre allargare la A, ridurre la B o viceversa, quante squadre far poi retrocedere. Poi ci si può accapigliare sulla mutualità, su quanto costano i diritti televisivi. Si potrà dirimere se una partita comprata vale una retrocessione, oppure tot punti a tavolino di penalità oppure ancora se è oramai una colpa veniale perché oramai tutte le partite sono vendute e comprate. Ragioneremo a lungo se un 45enne può continuare ad arbitrare in serie A oppure se deve fare il designatore e se d’uopo se designerà da solo, un coppia, terno, quaterna, cinquina e tombola, se ci sarà il sorteggio parziale, totale, pilotato.


E poi, e scusate se è poco, c’è sempre il calciomercato. Che va bene che non è più quello di una volta, ma che è sempre un bel divertimento, con calciatori che firmano per quattro squadre diverse, procuratori che riescono nell’equilibrismo per il quale da ognuna di quelle quattro squadre diverse riescono a incassare percentuali mentre poi magicamente quelle stesse squadre non avranno i soldi per pagare i loro assistiti. Soldi veri ne gireranno pochi -dicono- ma per i comuni mortali cambia veramente qualcosa se Gilardino invece che per 50 milioni di Euro verrà venduto per 25 o anche solo per 12,5? Nel parossismo che ci accompagnerà in spiaggia si arriverà a ferragosto a colpi di carte bollate. Ai noiosissimi ritiri e alle noiosissime partite precampionato non guarderà nessuno perché i giornali saranno ancora pieni di colpi di scena, di squadre che saranno retrocesse e riammesse tre volte a colazione in due campionati diversi, di tribunali che sanzioneranno il fallimento di club, altri tribunali che invece sanzioneranno che i creditori saranno garantiti solo obbligando la federcalcio a iscrivere al campionato i club falliti e terzi tribunali che dovranno sanzionare la competenza dell’uno o dell’altro. Ammettiamo, chi pensa più al gioco a uomo o a zona, quando ci si può appassionare con campionati che dalla sera alla mattina passano da 24 a 12 squadre per ipotizzarsi a 32 durante la pennichella per poi stabilizzarsi a 24 nell’aperitivo preserale e poi schizzare a 28 squadre nella discoteca notturna?

Godiamoci dunque questi appassionanti, vibranti mesi di calcio vero, che poi da settembre, non sappiamo ancora come, ma tornerà quella barba mortale del calcio giocato. E non resterà che sognare un nuovo giugno per avere ancora tanti bei colpi di scena e retrocessioni, promozioni, fallimenti e ripescaggi a tavolino.